Famiglia Oggi.

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n. 5 MAGGIO
2003

Sommario

EDITORIALE
Il fascino suggestivo della festa
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Le nozze, queste sconosciute
di ANDREA SALVINI

apep00010.gif (1261 byte) Il sacramento del matrimonio
di ANDREA GRILLO

apep00010.gif (1261 byte) Foto di coppia per ricordo
di LUCETTA SCARAFFIA

apep00010.gif (1261 byte) Un viaggio rivelatore
di DOMENICO BARRILÀ

apep00010.gif (1261 byte) I futuri sposi e l’abitazione
di MARINA LAZZATI e MARCO LIVA

apep00010.gif (1261 byte) Il ruolo dei "giullari del principe"
di DOMENICO SECONDULFO

DOSSIER
Marce nuziali in celluloide
di ENZO NATTA

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Cosa rimane nel costume di oggi?
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Sogno romantico che diventa business
di ROSANNA BIFFI
Sentimenti che scadono
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Il legame indissolubile
di SERENA GAIANI
Due modelli ben definiti
di FABIO PIANCASTELLI
Madri in terra straniera
di EMANUELA DI GESÙ

CONSULENZA GENITORIALE
Un falso senso di libertà
di ARISTIDE TRONCONI

POLITICHE FAMILIARI
Un’occasione perduta
di DANIELE NARDI e PIETRO BOFFI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Aspirare a soldi e bellezza
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

MATERIALI & APPUNTIUN’ANALISI EMPIRICA NELLA DIOCESI DI BOLOGNA

Due modelli ben definiti

di Fabio Piancastelli
(sociologo)

Una ricerca condotta attraverso un questionario, proposto a 62 "gruppi sposi" parrocchiali, mette in evidenza le caratteristiche di questo fenomeno. Ne emerge, tra chi partecipa, la necessità di fare un’attività formativa e di confrontarsi su problemi concreti relativi alla famiglia.

«Governare una famiglia è poco meno difficile che governare un regno» diceva Montaigne. In effetti "fare famiglia" è oggi sempre più complesso e proprio al fine di aiutare le coppie e le famiglie, la pastorale familiare propone e attiva l’esperienza dei così detti "gruppi sposi", gruppi composti da famiglie che nell’ambito della parrocchia si incontrano con una certa regolarità per discutere e confrontarsi sul tema famiglia.

Il presente lavoro è finalizzato a presentare i principali risultati di una recente ricerca empirica condotta sui gruppi sposi presenti all’interno della Diocesi di Bologna. Per motivi di spazio non si potrà inquadrare la storia del fenomeno dei gruppi sposi in generale, né tantomeno fornire indicazioni precise per la pastorale familiare; ci si limiterà dunque a presentare i dati in forma necessariamente arida, nella speranza però di dare un contributo a una maggiore conoscenza del fenomeno.

Lo strumento prescelto per la rilevazione è stato il questionario postale, il quale, nonostante i suoi limiti metodologici, risulta adeguato soprattutto quando l’obiettivo della ricerca è di natura esplorativa, ovvero di raccogliere le prime essenziali informazioni su un fenomeno (i risultati dell’indagine non devono quindi essere considerati come definitivi, ma come finalizzati a fornire indicazioni per eventuali future ricerche più approfondite).

Il questionario è stato elaborato in modo tale da risultare breve (16 domande) e di facile compilazione; presso l’Ufficio della Pastorale familiare della Diocesi di Bologna sono stati riconsegnati debitamente compilati 89 questionari. Di questi, 27 (pari circa al 30%) rivelano l’assenza di gruppi sposi presso la parrocchia corrispondente; i rimanenti 62, invece, rappresentano i gruppi sposi analizzati nel presente lavoro. A questi 62 gruppi corrispondono 48 parrocchie; è evidente dunque che alcuni dei gruppi insistono sulla stessa parrocchia.

Rimane ovviamente da chiedersi per quale motivo la maggior parte delle parrocchie della Diocesi non abbia provveduto alla compilazione di alcun questionario. Anche se il "tasso di ritorno" dei questionari è in linea con altre indagini basate su questionario postale, sembra ragionevole ritenere che presso un buon numero di parrocchie bolognesi non siano presenti gruppi sposi.

Nelle prossime pagine verranno dunque descritte le principali caratteristiche di questi 62 gruppi sposi (i dati sono stati elaborati mediante il pacchetto statistico SPSS per Windows); saranno illustrate le principali distribuzioni di frequenza delle variabili grezze deducibili dal questionario; sarà presentato un approfondimento sull’attività formativa svolta dai gruppi sposi; saranno analizzate le principali associazioni fra variabili e, infine, verranno tracciate alcune conclusioni.

Figura 1.

Alcuni dati sui gruppi

Il numero medio di famiglie per gruppo è di 9,65 (con una deviazione standard pari a 4,66 famiglie); quasi il 75% dei gruppi sposi analizzati è composto da meno di 10 famiglie. In generale, dunque, i gruppi sposi sono composti da un numero di famiglie relativamente basso, anche se la loro dimensione media è di tutto rilievo se confrontata con gruppi informali di altro genere.

Fra i partecipanti ai gruppi l’età media è di 40 anni (con una deviazione standard pari a 7,57 anni); nel 70% dei gruppi in esame, infatti, l’età media è inferiore ai 45 anni. In generale, dunque, coloro che partecipano alle attività dei gruppi sposi sono persone di mezza età, cosa abbastanza naturale se consideriamo che si tratta di gruppi di famiglie.

Come emerge dalla figura 1, i gruppi si riuniscono prevalentemente nelle parrocchie (60%); solo il 30% del campione dichiara che il luogo di riunione abituale è rappresentato da case. I gruppi sono dunque molto legati alle parrocchie, se non altro da un punto di vista logistico, visto che tendono a riunirsi nei locali parrocchiali.

Il 65% dei gruppi sposi in esame si riunisce con una cadenza mensile e complessivamente il 75% di essi si riunisce con cadenza mensile o saltuaria. I gruppi si riuniscono, dunque, abbastanza raramente, anche se è naturale pensare che i partecipanti siano impegnati in diverse altre attività relative alla parrocchia.

All’interno dei gruppi è difficile individuare un unico responsabile: più dei due terzi dei gruppi sono infatti caratterizzati da una condivisione di responsabilità fra il parroco e i partecipanti al gruppo.

Le attività svolte sono di natura prevalentemente formativa: tutti i gruppi analizzati svolgono infatti "attività di tipo formativo", mentre "attività di servizio" e "attività ricreative" sono promosse rispettivamente dal 30% e dal 20% dei gruppi.

Oltre a queste l’80% dei gruppi sposi anima specifiche iniziative all’interno della parrocchia. Spiccano interventi rivolti alle famiglie (ad esempio le varie feste della famiglia) e momenti di catechesi (in particolare rivolti ai fidanzati). In quasi i due terzi dei gruppi sposi esaminati non sono però contemplate attività rivolte ai neosposi della parrocchia. Laddove previste, esse consistono prevalentemente in puri e semplici inviti rivolti ai neosposi a partecipare alle attività dei gruppi esistenti. Ancora meno significative le iniziative rivolte a coppie in crisi o a coppie irregolari: solo il 20% dei gruppi prevede iniziative simili, quasi sempre sotto forma di iniziative individuali.

Nel 64% dei casi durante le attività e gli incontri è infine prevista la custodia dei figli, aspetto che dimostra una notevole attenzione da parte dei gruppi nei confronti della dimensione intergenerazionale.

Figura 2.

L’attività formativa

Considerando l’importanza delle attività formative nel quadro delle iniziative promosse dai gruppi sposi, è forse opportuno approfondire maggiormente le modalità attraverso le quali esse si realizzano. Anche se come abbiamo già visto la responsabilità del gruppo è spesso condivisa fra il parroco e i partecipanti, nella maggior parte dei casi (60%) gli incontri formativi sono preparati direttamente dal parroco (vedi figura 2).

Gli argomenti di formazione più trattati all’interno dei gruppi sposi sono il "cammino cristiano nella coppia" e il "cammino cristiano in famiglia". Più dell’80% dei gruppi sposi basa i propri incontri formativi sul dialogo e sul confronto; è raro che come metodologia si utilizzi la "lezione frontale" (13%).

Il 62% dei gruppi sposi prevede infine dei momenti di verifica del cammino del gruppo, che nella maggior parte dei casi si realizzano attraverso incontri conclusivi o incontri specifici con il parroco.

Sulla base delle variabili grezze rilevate attraverso il questionario sono stati costruiti alcuni indici utilizzati nelle analisi successive. Senza descrivere nel dettaglio le modalità di costruzione di detti indici, di seguito viene illustrato il loro significato.

Indice di "autonomia": un indice di autonomia alto significa che il gruppo tende ad auto-organizzarsi; un indice di autonomia basso significa invece che il gruppo tende a essere diretto dal parroco (o da figure simili, come ad esempio il cappellano).

Indice di "attivismo": un indice di attivismo alto significa che il gruppo tende a organizzare e ad animare numerose iniziative (in particolare: attività di catechesi, iniziative per la famiglia, attività per i bimbi, attività di carità, supporto alle funzioni liturgiche); un indice di attivismo basso significa invece che il gruppo tende ad animare un numero ridotto di iniziative.

Indice di "apertura": un indice di apertura alto significa che il gruppo tende a svolgere attività rivolte ai neosposi della parrocchia e alle coppie in crisi o irregolari; viceversa un indice di apertura basso significa che il gruppo non organizza attività rivolte ai neosposi e alle coppie in crisi o irregolari.

Ovviamente i nomi attribuiti agli indici sono da considerare del tutto neutrali da un punto di vista valutativo.

L’indice di autonomia è risultato associato con il vicariato di appartenenza: i gruppi sposi di Bologna tendono ad avere un’autonomia superiore rispetto a quelli della provincia.

L’indice di autonomia è risultato associato anche con il luogo di riunione dei gruppi sposi: i gruppi sposi che si riuniscono presso le case tendono ad avere un’autonomia superiore rispetto a quelli che si riuniscono presso le parrocchie, segno che il legame fisico con la parrocchia comporta anche una maggiore capacità di indirizzo da parte del parroco nei confronti delle attività del gruppo.

I gruppi con elevato indice di apertura tendono ad avere un indice di attività più elevato (da notare però come il livello di significatività statistica sia inferiore agli standard). Un elevato indice di apertura si riscontra anche per i gruppi più numerosi (anche in questo caso il livello di significatività è però inferiore agli standard).

Come era prevedibile se non altro per motivi logistici, i gruppi più numerosi tendono a incontrarsi con una frequenza minore rispetto ai gruppi meno numerosi e a riunirsi più spesso in parrocchia. I gruppi sposi che si riuniscono più frequentemente tendono a incontrarsi nelle parrocchie e ad avere un maggiore indice di autonomia (quest’ultima associazione presenta però un livello di significatività inferiore agli standard).

Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, infine, l’età media dei partecipanti ai gruppi non è risultata associata ad alcuna variabile.

Le relazioni bivariate

Le relazioni bivariate presentate nel paragrafo precedente sono sicuramente utili per avere un quadro più completo dei gruppi sposi della Diocesi di Bologna. Il loro limite consiste nel fatto che prendono in considerazione solo due variabili per volta, trascurando tutte le altre. Si è dunque deciso di procedere a un’analisi multivariata, che, al contrario, permette una valutazione di più variabili allo stesso tempo. La tecnica prescelta è stata la cluster analysis. Attraverso questa tecnica è stato possibile far emergere dai dati due modelli ben definiti di gruppi.

Il primo modello, che caratterizza ben l’80% dei gruppi (44) e che quindi è di gran lunga maggioritario, ha le seguenti peculiarità: è diviso equamente fra gruppi sposi con bassa autonomia e gruppi sposi con alta autonomia; composto prevalentemente da gruppi con basso indice di attività e con indice di apertura basso; diviso equamente fra gruppi sposi molto numerosi e gruppi sposi poco numerosi.

Il secondo modello, invece, caratterizza solo il 20% dei gruppi analizzati (11) e presenta le seguenti peculiarità: composto per la quasi totalità da gruppi sposi con bassa autonomia; composto prevalentemente da gruppi con elevato indice di attività, da gruppi con indice di apertura medio-alto e da gruppi numerosi.

In generale, come già osservato, tende a prevalere il primo modello, ovvero un modello di gruppo che è composto da persone legate con ogni probabilità da precedenti legami informali, che si incontrano soprattutto per attività di natura formativa, per confrontarsi sui problemi concreti che pone il "fare famiglia" in una prospettiva cristiana, che animano poche attività all’interno della parrocchia, che sono piuttosto autoreferenziali e chiuse nei confronti dell’esterno.

Il secondo modello, invece, è minoritario ed è rappresentato da gruppi numerosi, particolarmente attivi all’interno della parrocchia e molto aperti nei confronti dell’esterno; vale la pena notare come in tutto ciò l’attività di indirizzo del parroco sia perfettamente compatibile con un elevato grado di apertura e di attività.

Fabio Piancastelli








 

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