Famiglia Oggi.

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n. 1 GENNAIO 2004

Sommario

EDITORIALE
A piccole dosi non è un danno
di DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Lo stress tra persona e ambiente
di MASSIMO SANTINELLO

apep00010.gif (1261 byte) Più pillole meno pensieri
di NIELS PETER NIELSEN

apep00010.gif (1261 byte) Far fronte alle illusioni moderne
di GIOACCHINO LAVANCO e TERRI MANNARINI

apep00010.gif (1261 byte) Dare qualità alla vita lavorativa
di GUIDO SARCHIELLI

apep00010.gif (1261 byte) Alcuni rimedi antistress
di ARISTIDE TRONCONI

apep00010.gif (1261 byte) Contrastare ciò che "invade" le case
di GIULIA PAOLA DI NICOLA

apep00010.gif (1261 byte) I media come risorsa per crescere
di LORENZA DALLAGO

DOSSIER
Prevenzione e cura del "burnout"
di ALFREDO BODEO

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Quando i cellulari non c’erano
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Fiabe e filastrocche per diventare grandi
di SERENA GAIANI
Prima delle nozze
di HARMA KEEN

MATERIALI & APPUNTI
Un attuale alfabeto dell’etica
di FLAVIO BATTISTON
Far emergere la violenza domestica
di MARIA TERESA PEDROCCO BIANCARDI

CONSULENZA GENITORIALE
Il rischio dell’amplificazione
di M. TERESA PEDROCCO BIANCARDI

POLITICHE FAMILIARI
Un villaggio per genitori e figli
PIETRO BOFFI (a cura di)

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Essere bambini in Afghanistan
di ORSOLA VETRI

LIBRI & RIVISTE

 

MATERIALI & APPUNTI - ESPERTI A CONVEGNO PER DENUNCIARE E PREVENIRE

Far emergere la violenza domestica

di Maria Teresa Pedrocco Biancardi
(psicologa, membro del Cismai)

È duro interrogarsi su quanto faccia male ai minori assistere a scene violente in famiglia. Ma farlo torna utile proprio a loro, i bambini, che dagli adulti attendono protezione e aiuto.
  

I maggiori esperti italiani che si occupano di maltrattamento e abuso all’infanzia si sono incontrati a Firenze (11-13 dicembre) per discutere di "Bambini che assistono alla violenza domestica". Il congresso, organizzato dal Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia (Cismai) ha visto la partecipazione di oltre 1.200 iscritti.

Secondo Roberta Luberti, che attraverso l’associazione Artemisia si occupa di assistenza alle donne vittime di violenza, gli effetti prodotti sui figli, testimoni involontari di tale violenza, sono devastanti. I bambini in queste situazioni stanno molto male, ma è un problema tutto da far emergere perché l’approccio al disagio minorile domestico segue criteri ancora grossolani, tanto che difficilmente un bambino che non porta segni fisici di violenza, viene pensato come un bambino da proteggere. Invece, secondo Francesco Montecchi, dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, i bambini costruiscono pensieri e significati attorno alle esperienze di violenza alle quali assistono in famiglia, tutti o quasi segnati da colpevolizzazione.

Nella sua relazione, Daniela Diano, presidente del Cismai, ha evidenziato con realismo i numerosi passi compiuti per i bambini e le famiglie a livello di promozione del benessere e di tutela dal malessere, ma anche il molto che resta ancora da fare in vari ambiti: il coordinamento tra servizi scolastici, giudiziari e sociosanitari per ora, quasi ovunque, auspicato ma solo raramente avviato; la doverosa contrazione dei tempi di intervento a tutela dei bambini a rischio; la necessità di una maggiore attenzione alle possibilità di prevenzione; la promozione di una migliore qualità delle prestazioni terapeutiche. La relatrice ha richiamato l’attenzione anche sul piano politico e sociale, dove occorre scongiurare il rischio di dogmatiche generalizzazioni che impediscono di predisporre politiche adeguate alla prevenzione.

L’orizzonte degli interessi dibattuti al congresso è stato ampio e ha esaminato le varie circostanze in cui può trovarsi coinvolto un bambino che vive in una famiglia gravemente disfunzionale e dove i suoi membri giungono a relazionarsi attraverso la violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica. Infatti, là dove un adulto usa il denaro per soddisfare le sue dipendenze, il resto della famiglia viene privato del necessario. E anche questa è violenza domestica.

Ma le violenze alle quali un bambino può assistere, oltre che per l’ambito, si differenziano anche per il destinatario: la violenza assistita da maltrattamento sulle madri è la più frequente (da una ricerca presentata al congresso e relativa al triennio 1999-2002, si scopre che il numero totale di donne che si sono rivolte spontaneamente ai 29 servizi antiviolenza attivi sul territorio nazionale è 15.120. Tenendo conto che la media rilevata dei figli per donna è 1,47 si può calcolare che circa 22.226 bambini siano stati vittime di violenza assistita intrafamiliare) e impone la presa in carico terapeutica non solo della madre (tema trattato da Teresa Bruno) ma anche del bambino (Dante Ghezzi) come membro di una famiglia da recuperare nel suo complesso.

Un ulteriore focus, trattato da numerosi esperti coordinati da Teresa Bertotti, ha approfondito i punti di contatto e le dovute diversificazioni esistenti tra conflitti familiari e maltrattamento sulle madri o sui fratelli. Sulle conseguenze che può provocare in uno o più fratelli l’esperienza di assistere al maltrattamento di un altro fratello, una ricerca ha evidenziato la quasi totale distrazione dei servizi, che si limitano a proteggere la vittima del maltrattamento (Angelo Carini), senza prendere in considerazione i vissuti, talvolta tragici, degli altri membri della fratria (Maria Teresa Pedrocco Biancardi), per i quali Marinella Malacrea ha invece riportato esperienze e prospettato progetti terapeutici, dei quali ha sottolineato l’estrema necessità, ma anche le gravi difficoltà attuative.

Impulso culturale

Il Congresso non ha trascurato gli aspetti giuridici, presentati attraverso una tavola rotonda coordinata da Marianna Scapicchio, che si è avvalsa dell’intervento del giudice Pasquale Andria, presidente dell’Associazione italiana giudici per i minori e le famiglie.

Non è agile in poco spazio rendere ragione della ricchezza dei temi trattati nel capoluogo toscano, né della presenza delle personalità interessate alla tutela dei minori, né dei vivaci dibattiti svolti.

Ma la traccia di pensiero e di consapevolezza, prima ancora che operativa, che il congresso ha richiamato è quella di un impulso sul piano culturale, che dovrebbe contagiare tutte le politiche sociali a favore delle famiglie, e la sensibilità delle famiglie stesse, inducendole a porre al centro i componenti più piccoli e deboli, quelli che possono patire le conseguenze dei conflitti costruiti e alimentati dagli adulti, senza che gli adulti stessi ne colgano la gravità.

Il Cismai organizza ogni due anni un congresso finalizzato non solo a fare il punto della situazione al proprio interno, ma anche per sensibilizzare il vasto mondo degli operatori e per affrontare problematiche emergenti. Al suo terzo appuntamento nazionale, dopo Bergamo e Cosenza, a Firenze ha focalizzato molte tematiche incentrate sulla prevenzione. I bambini che assistono alla violenza domestica sono i più "invisibili" di tutti i bambini in stato di disagio, ma a Firenze hanno guadagnato qualche visibilità.

Maria Teresa Pedrocco Biancardi








 

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