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n. 6/7 GIUGNO-LUGLIO 2004 EDITORIALE SERVIZI
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SOMMARIO
LA FAMIGLIA AI TEMPI
DELLA BIBBIA Il racconto della creazione testimonia lo stupore e la problematicità del rapporto di coppia. Nelle diverse vicende familiari di cui narra la Scrittura emergono molteplici tipologie di famiglia. Tutti tentativi di tradurre, e spesso tradire, la vocazione che "in principio" fu affidata alla realtà familiare. Senza cadere nella tentazione di voler ricercare un modello unico alla base dei differenti vissuti, l’articolo cerca di cogliere un clima comune e alcuni elementi strutturanti della vita matrimoniale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . PROGETTARE
INSIEME LA PASTORALE È ipotizzabile pensare alla parrocchia a partire dalle persone, dalle loro relazioni, dalle modalità aggregative? Certo, perché si tratta di una comunità ecclesiale le cui relazioni presentano una certa affinità con quelle familiari. La terminologia che ne consegue sembra pertinente a esprimere la parrocchia come comunità di fedeli in comunione tra loro e con Dio. Sarebbe pertanto auspicabile un cambio di ottica a favore della prospettiva familiare di tutta la pastorale, almeno nell’ambito della preparazione al matrimonio e alla iniziazione cristiana dei figli, dove famiglia e parrocchia sono chiamate a interagire. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
RICONOSCERE IL RUOLO DELLA FAMIGLIA Il ruolo della famiglia nella conversione cui è chiamata la parrocchia nella sua pastorale sacramentale può essere compreso riscoprendo i luoghi comuni della vita familiare (il pasto, il riposo, le crisi riconciliate e l’eccedenza della veglia) e rivalutandone le potenzialità in termini di iniziazione, riconciliazione e servizio. Sullo sfondo rimane il problema di rimediare all’abuso clericale (presente nei laici e nei preti), riscoprendo il primato dell’uso ecclesiale dei sacramenti. L’assemblea celebrante costituisce il centro insuperabile di un’autentica conversione pastorale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
UN BEL SOGNO DA REALIZZARE L’articolo prende in esame la relazione tra parroco e famiglia, cercando un cammino pastorale che veda la famiglia soggetto di pastorale e l’integrazione dei due ministeri: affrontare con intelligenza il conflitto; favorire il reciproco riconoscimento; non leggere con dietrologie tossiche le mosse dell’interlocutore; andare verso un nuovo modello di parrocchia. L’immagine dei due fuochi dell’ellisse permette di esemplificare la dialettica presente nelle interazioni concrete che si sviluppano tra ordine sacro e matrimonio quando tali sacramenti sono intesi come momenti costitutivi del popolo di Dio presente in un territorio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ONORA IL TUO EX CONIUGE L’accoglienza dei separati pone problemi alla Chiesa e alla comunità cristiana. L’esperienza dell’associazione "Famiglie separate cristiane", diffusa su tutto il territorio italiano, rappresenta un esempio non isolato del rapporto nuovo che si è instaurato con i separati. Un modo di rapportarsi che supera la ricorrente questione della comunione ai separati risposati. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . UNA MINACCIA
INCONSISTENTE Anche in Italia la popolazione è diversificata per razza, religione e lingua. L’integrazione va quindi accompagnata da una seria riflessione poiché le parrocchie sono investite di problemi che richiedono tatto, cautela e disponibilità. Nell’articolo vengono portati dei casi in cui lo straniero non viene vissuto come una persona sensibile e intelligente che ha gli stessi bisogni di sicurezza, stima, accoglienza, solidarietà di tutti noi. Su di lui, spesso, vengono proiettate le parti di noi più scomode e aggressive finendo per vederlo come un nemico che minaccia l’equilibrio sociale e familiare. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . SOSTENERE CHI
VIVE "CON" GLI ALTRI È fondamentale assumere la famiglia non come un "noi" indistinto, ma come un intreccio relazionale, fatto di uomini e donne in carne e ossa che sperimentano, quotidianamente, le sfide e le incertezze di una società fatta di legami deboli, che premia il comportamento individualistico, strumentale e strategico; uomini e donne che sperimentano la fatica improba di vivere "con" e "tra" gli altri. |
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