Famiglia Oggi.

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n. 2 FEBBRAIO 2005

Sommario

EDITORIALE
Lo stile di guida dei genitori
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Oggi prevale la diffidenza
di GREGORIO PIAIA

apep00010.gif (1261 byte) Memorie di automobilisti
di ROSARIA VIOLA

apep00010.gif (1261 byte) L’uomo, il mezzo e l’ambiente
di CLAUDIO VENTURELLI e ROBERTO QUADALTI

apep00010.gif (1261 byte) Una sfida alla propria fragilità
di CORINNA CRISTIANI

apep00010.gif (1261 byte) Appellarsi al giudizio di Dio
di MAURO CROCE

apep00010.gif (1261 byte) Il "patentino" non basta
di TULLIO DERUVO

DOSSIER
Prevenzione nell’Unione europea
di SANDRO VEDOVI

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
«Ma chi gli ha dato la patente?»
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Non più un "tigre nel motore"
di MONICA PICCINI
Fare poesia dei propri avi
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Norme e segnali in venti ore
di PAOLA SPOTORNO
Un vigile come maestro
BIBIANNA SWIECONEK
Armonia di note in famiglia
CINZIA BOSCHIERO

CONSULENZA GENITORIALE
Il distacco dalla norma
di EMANUELA CONFALONIERI

POLITICHE FAMILIARI
Essere pronti per il 2006
A CURA DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Difendere anche gli uomini
di ORSOLA VETRI

LIBRI & RIVISTE

SOMMARIO
   

OGGI PREVALE LA DIFFIDENZA
di Gregorio Piaia

Il viaggiare, in senso proprio oppure simbolico, ha accompagnato fin dalle origini la nostra civiltà, ma nella società contemporanea ha assunto un ruolo centrale. 
Il viaggiare in auto, in particolare, è un elemento costitutivo e irrinunciabile del nostro vivere quotidiano, e proprio per la sua diffusione quantitativa ha modificato radicalmente quel "codice del viaggiante" che un tempo regolava i nostri rapporti.
La velocità del mezzo automobilistico e il suo isolamento dall’ambiente esterno, sia naturale sia umano, fanno sì che gli "altri" siano visti come entità estranee o come potenziali avversari da tenere a bada. Eppure basta poco perché la nostra sicurezza venga meno e gli altri ridiventino quello che sono o che dovrebbero essere: compagni di viaggio.

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MEMORIE DI AUTOMOBILISTI
di Rosaria Viola

La condotta di un automobilista non riguarda unicamente la conoscenza di norme, ma anche il nostro vissuto rispetto all’autonomia, alla responsabilità e alla libertà. Nel quotidiano si mettono in atto dei comportamenti che sono riferibili alla strada.
In tal modo i figli apprendono dai genitori, spesso inconsapevolmente, la pratica di certi comportamenti stradali. È interessante riflettere su percorsi formativi, già realizzati, di educazione stradale per genitori. La proposta è di favorire nei genitori l’esplorazione dei vissuti sulla strada, mediante la riflessione narrativa, e di modificare, eventualmente, comportamenti connessi a quei vissuti per meglio educare i propri figli.

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L’UOMO, IL MEZZO E L’AMBIENTE
di Claudio Venturelli e Roberto Quadalti

Per ridurre gli incidenti stradali occorre promuovere una cultura della sicurezza, della legalità e della responsabilità che tramite interventi educativi e informativi contribuisca ad accrescere la consapevolezza di quanto ciascuno di noi può fare per rendere più sicure le strade. Gli interventi strutturali rappresentano uno degli elementi chiave della sicurezza stradale. Con l’integrazione di diverse figure professionali è possibile ottenere risultati positivi eliminando i punti critici dove maggiori sono gli incidenti. Nasce, poi, l’esigenza di attivare programmi educativi che abbiano come obiettivo la "tutela della salute" in quanto "diritto fondamentale della persona".

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UNA SFIDA ALLA PROPRIA FRAGILITÀ
di Corinna Cristiani

La libertà sia rispetto ai legami sia di movimento in vista dell’esplorazione di spazi non-familiari, è irrinunciabile per gli adolescenti. A essa sono strettamente collegati il motorino prima e l’auto poi, rappresentati dai ragazzi come prolungamento del Sé, di cui vanno messi a punto potenzialità e limiti. Il nuovo corpo, a differenza di quello infantile perfetto e garantito dalla madre, viene scoperto ricco di dotazioni, ma fragile e mortale: sarebbe questa la ragione sottesa ai comportamenti rischiosi, finalizzati a sfidare la morte e le proprie paure di essere all’altezza e di non farcela, oltre che a collaudare le competenze acquisite. In famiglia, inoltre, va accettata e festeggiata la crescita dei figli e accantonato il timore che vengano sconfitti quando escono nello spazio sociale.

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APPELLARSI AL GIUDIZIO DI DIO
di Mauro Croce

Partendo dalla considerazione del fatto che – di fronte a una diminuzione degli incidenti mortali del 40% negli ultimi trent’anni – il tasso di mortalità relativo alla fascia di età 15-24 anni sia rimasto invariato, consideriamo l’attrazione, l’incuranza, la ricerca del rischio e la sottovalutazione delle conseguenze in relazione a diversi elementi specifici dell’essere adolescente come l’uso di sostanze, la percezione di essere immuni al pericolo, la stanchezza, la disattenzione, la sfida, l’influenza del gruppo e la ricerca di emozioni per fuggire da situazioni di noia, di vuoto, di sofferenza. La ricerca del rischio da parte di molti adolescenti può inoltre rappresentare una specie di rito ordalico, non per cercare la morte ma al contrario per cercare una legittimazione e una identità.

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IL "PATENTINO" NON BASTA
di Tullio DeRuvo

La sicurezza stradale, specialmente quella dei giovani, è una delle emergenze del nostro tempo. Corsi per il "patentino", prediche, contravvenzioni possono servire, ma non avranno successo fino a quando non aiuteremo i ragazzi a interiorizzare il problema della sicurezza: a sentirlo, più che a capirlo. La sfida che dobbiamo necessariamente affrontare è quella di trasferire ai nostri figli, anche prima che comincino a guidare, non un sistema di regole ma una nuova cultura, una cultura che ci è in gran parte estranea.








 

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