Famiglia Oggi.

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n. 2 FEBBRAIO 2005

Sommario

EDITORIALE
Lo stile di guida dei genitori
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Oggi prevale la diffidenza
di GREGORIO PIAIA

apep00010.gif (1261 byte) Memorie di automobilisti
di ROSARIA VIOLA

apep00010.gif (1261 byte) L’uomo, il mezzo e l’ambiente
di CLAUDIO VENTURELLI e ROBERTO QUADALTI

apep00010.gif (1261 byte) Una sfida alla propria fragilità
di CORINNA CRISTIANI

apep00010.gif (1261 byte) Appellarsi al giudizio di Dio
di MAURO CROCE

apep00010.gif (1261 byte) Il "patentino" non basta
di TULLIO DERUVO

DOSSIER
Prevenzione nell’Unione europea
di SANDRO VEDOVI

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
«Ma chi gli ha dato la patente?»
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Non più un "tigre nel motore"
di MONICA PICCINI
Fare poesia dei propri avi
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Norme e segnali in venti ore
di PAOLA SPOTORNO
Un vigile come maestro
BIBIANNA SWIECONEK
Armonia di note in famiglia
CINZIA BOSCHIERO

CONSULENZA GENITORIALE
Il distacco dalla norma
di EMANUELA CONFALONIERI

POLITICHE FAMILIARI
Essere pronti per il 2006
A CURA DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Difendere anche gli uomini
di ORSOLA VETRI

LIBRI & RIVISTE

 

MATERIALI & APPUNTI - L’ESPERIENZA DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI SAVONA

Un vigile come maestro

di Bibianna Swieconek
(ispettore capo della Polizia municipale di Savona)
 

Anche per i bambini, in età da scuola dell’infanzia e materna, è importante l’insegnamento del codice della strada. Quanto imparano può ritornare utile anche ai loro genitori.
  

Fin dal 1978, i Vigili urbani (allora si chiamavano ancora così) di Savona precorrendo i tempi, svolgevano spontaneamente l’attività di educazione stradale nelle scuole della città, il più delle volte al di fuori dell’orario di servizio. Iniziarono così a realizzare quel discorso di sicurezza e prevenzione stradale che il nuovo codice della strada ha successivamente sancito. Tuttavia, l’attività era basata sull’interessamento e l’impegno, lodevole sotto l’aspetto professionale, del singolo ma senza armonizzazione degli impegni.

L’anno della svolta è il 1998 quando era stato accolto dall’Amministrazione comunale il primo progetto organico di educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, nel quale si sono avvicendati a tutt’ora circa 30 agenti di Polizia municipale. Il nucleo principale era formato dagli agenti che già in precedenza e volontariamente si dedicarono a promuovere l’educazione stradale.

All’inizio non avevamo a disposizione alcun materiale didattico per cui abbiamo predisposto in proprio i quiz, slide da proporre ai ragazzi. Successivamente ci siamo attivati per avere il materiale didattico dal Centro coordinamento Fiat, dal Ministero dei Lavori pubblici, dalla Direzione generale del dipartimento dei trasporti terrestri (ex Motorizzazine civile), la Fondazione Cesar-Centro Sicurstrada, il Provveditorato agli Studi, l’Osservatorio permanente di educazione stradale della Regione Emilia Romagna e dal nostro Settore della Pubblica istruzione.

Tramite il Provveditorato agli Studi abbiamo promosso i corsi di 4 ore annualmente per classe nelle scuole della città. Davamo la nostra disponibilità agli insegnanti per assecondare le loro esigenze didattiche oppure proponevamo i nostri programmi predisposti in relazione all’età degli alunni (in linea con il dm. 05.08.94). Per programmare gli interventi specifici abbiamo voluto conoscere il rapporto degli alunni e dell’ambiente in cui vivevano con la sicurezza stradale. Gli agenti coinvolti nel progetto, con l’aiuto degli insegnanti, hanno intervistato 987 alunni delle scuole elementari e materne sulla conoscenza e sull’osservanza delle norme del codice della strada. I dati hanno permesso di approntare particolari tematiche e personalizzare gli interventi nelle classi.

I dati raccolti, molto interessanti, evidenziavano scarsa attenzione e conoscenza delle norme sulla circolazione stradale e forte richiesta da parte degli alunni, condivisa anche dagli insegnanti, di avere la possibilità di usufruire di esercitazioni pratiche di educazione stradale.

Ci siamo attivati subito per individuare un’area nella quale predisporre un laboratorio didattico all’aperto e nel giugno del 2000, con l’aiuto di alcuni sponsor (Provveditorato agli Studi e Provincia di Savona, Fondazione Cesar-Centro Sicurstrada e Centro coordinamento Fiat per la scuola) è stata inaugurata nei giardini del Prolungamento la "Bicilandia" – parco scuola permanente di circa 5.000 mq, con la segnaletica orizzontale e verticale. Altri sponsor hanno permesso ai bambini le esercitazioni gratis nella "Bicilandia" con le biciclette a noleggio.

Alcuni dati preoccupanti

Dallo studio dei dati raccolti è emerso altresì un dato preoccupante riguardante l’attenzione dei genitori alla sicurezza sulla strada. In genere sono molto attenti alla salute dei loro figli e ne controllano costantemente abbigliamento e alimentazione. Tuttavia, non sempre si ricordano quanto sia importante garantire la sicurezza dei loro piccoli quando li mettono su un mezzo di trasporto.

È risultato che il 38% dei genitori permette che i bambini stiano seduti sui posti anteriori del veicolo e il 62% sui sedili posteriori, ma solo il 12% li sistema sugli appositi seggiolini, mentre, vista l’età degli intervistati, inferiore ai 12 anni, tutti i bambini dovrebbero usarli a prescindere dal posto occupato. Il 66% dei genitori stessi non usa le cinture di sicurezza o le usa saltuariamente.

Dal questionario è risultato che il 91% dei bambini intervistati possiede la bicicletta con la quale gioca: 48% nei giardini, 23% nel cortile di casa, 19% sulla strada e 10% sul marciapiede. In questa attività solo il 14% dei bambini usa costantemente le protezioni (caschetto, paracolpi). Altrettanto numerosi quelli che possiedono i pattini a rotelle (73%) o altri acceleratori di velocità con i quali giocano nei giardini (34%), nel cortile (17%), sulle apposite piste (37%), sulla strada (6%) e sul marciapiede (6%). Durante quel gioco solo il 27% usa sistematicamente delle protezioni per evitare traumi.

Interessante è risultato il dato riguardante il modo in cui i bambini arrivano a scuola. In 553 vengono accompagnati con veicoli, mentre 434 si recano a piedi. Il 60% di quelli accompagnati con veicoli ha risposto che tranquillamente avrebbero potuto andare a piedi, mentre i rimanenti hanno risposto che non lo avrebbero potuto fare in quanto la scuola era troppo distante.

Sulla strada il 69% usa gli attraversamenti pedonali, mentre il 26% solo saltuariamente. Il 13% dei bambini ritiene di poter attraversare con il semaforo rosso. Il 75% ritiene di non conoscere la segnaletica stradale o conoscerla parzialmente, mentre il 95% conosce il lavoro dei vigili urbani e il 33% non conosce il significato dei segnali manuali fatti da questi ultimi.

Già nella primavera del 2001 e 2002 abbiamo avuto esperienza positiva dell’attenzione dei genitori alla sicurezza dei loro ragazzi. Siamo stati contattati dalle mamme riunite nell’Associazione Adesso di Savona, che hanno chiesto la nostra disponibilità per organizzare corsi alla guida del ciclomotore. Il Comando ha accolto subito le proposte dando la massima disponibilità e predisponendo un programma di lezioni, teoriche e pratiche, di guida, con prova finale e consegna dei "patentini" agli oltre 200 studenti.

Nell’ultimo anno purtroppo abbiamo dovuto ridurre i nostri interventi con i piccoli utenti, in quanto quasi tutte le risorse le abbiamo destinate ai ragazzi più grandi che dovevano partecipare ai corsi e prepararsi agli esami per ottenere il "Certificato per la guida dei ciclomotori" necessario dal luglio 2004.

Il 7 aprile dello scorso anno (Giornata mondiale della salute dedicata alla sicurezza stradale) abbiamo organizzato nella "Bicilandia" una festa con alunni delle scuole elementari durante la quale abbiamo distribuito oltre 100 caschi per bicicletta, messi a disposizione dalla Sicurstrada. I ragazzi li hanno avuti come premio, dopo aver dato almeno una risposta sul modo di ridurre gli incidenti stradali.

Abbiamo notato negli ultimi anni che il livello dell’attenzione sulla sicurezza stradale nelle scuole è notevolmente aumentato, grazie anche alla sensibilità dimostrata dagli insegnanti. I ragazzi sono sempre più preparati e numerosi genitori, scherzosamente, ci rimproverano perché i loro figli li richiamano all’osservanza delle regole.

Bibianna Swieconek
   

«NON HO PERMESSO CHE IL MOTORINO
USASSE ME»

Molti anni fa alcuni agenti della Polizia municipale, decisero di riprendere il dialogo, interrotto molto tempo prima, con i ragazzi delle scuole materne, elementari e medie inferiori di Savona: io ero tra quelli. Fummo pionieri, in tal senso, anche perché, sapendo che non eravamo insegnanti, dovevamo inventarci un modo nuovo ed efficace per farci ascoltare dai bambini e dai ragazzi.

L’educazione stradale è sinonimo di sicurezza e il nostro compito era far sì che i giovani usassero la strada con la conoscenza delle norme che regolano la circolazione. Nelle scuole noi parlavamo di pedoni, biciclette e ciclomotori e i bambini ci chiedevano che tipo di pistole avessimo in dotazione e se, insieme alle manette, le avessimo mai usate.

Dicendo ai ragazzi la verità, siamo riusciti a discutere di altro interessandoli all’educazione stradale e non alle armi. Negli anni Novanta i ragazzi di due scuole (una elementare e una media inferiore) costruirono un vero e proprio percorso ciclabile con tanto di segnaletica sia verticale che orizzontale.

Furono loro, assieme agli insegnanti e ai genitori, che tracciarono strisce, passaggi pedonali, costruirono cartelli. Qualcuno attrezzò la bicicletta come un’ambulanza, qualcuno come un’autovettura della Polizia di Stato, dei Vigili, dei Carabinieri; avevamo chi faceva il pedone (più o meno anziano), chi il vigile viabilista con tanto di paletta e casco coloniale. Erano tanti, bambini e ragazzi d’ogni età: giocavano, ridevano e mettevano in pratica quelle regole di cui avevamo discusso in aula.

Ricordo Ciro che venne da me disperato perché aveva forato il pneumatico della bicicletta. Risolvemmo la faccenda inventando un carro-attrezzi che trasportò la bicicletta in officina (allestita sul posto) dove il pneumatico venne riparato con l’aiuto di qualche genitore.

Anni dopo, durante un controllo, ho fermato un ragazzo con un ciclomotore. Quando si è tolto il casco mi ha detto: «Ho imparato ad aggiustare la bici, a mettermi il casco e a usare la testa e il motorino. Non ho permesso che il motorino usasse me». Era Ciro. Non l’ho riconosciuto, ma ciò che ha detto mi ha, sinceramente, reso felice. L’obiettivo che, pionieri dell’educazione stradale, ci eravamo posti era stato raggiunto: i ragazzi cominciavano a capire la sicurezza.

Ora altri colleghi si occupano di educazione stradale nelle elementari e nelle medie inferiori. Io mi occupo di "patentini" e scuole medie superiori. Difficoltà diverse anche se è più facile discutere con i "grandi". Ogni tanto torno dai "piccoli". Mi diverto e, forse, li sento più vicini a me.

Flavio Pace








 

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