Famiglia Oggi.

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n. 3 MARZO 2005

Sommario

EDITORIALE
Chiamati a una nuova responsabilità
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Le relazioni affettive prima di tutto
di PIERCARLO PAZÉ

apep00010.gif (1261 byte) Quanti sono i minori negli istituti
di ERMENEGILDO CICCOTTI

apep00010.gif (1261 byte) L’urgenza di una famiglia vera
di GABRIELLA CAPPELLARO

apep00010.gif (1261 byte) Risorse diverse per diversi bisogni
di FRANCESCA MAZZUCCHELLI

apep00010.gif (1261 byte) Una scelta fatta con il cuore
di VALTER MARTINI

apep00010.gif (1261 byte) La scadenza non ci coglie di sorpresa
di MANUELA LATINI

DOSSIER
Aprire le porte ai bambini degli altri
di CINZIA SPATARO

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Le contraddizioni della maternità
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Immagini confuse e stereotipate
di EMANUELA ZUCCALÀ
Adolescenza: inquietudini e vitalità
di HARMA KEEN

MATERIALI & APPUNTI
Promozione di diritti e opportunità
A CURA DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L’INFANZIA

CONSULENZA GENITORIALE
Fissare obiettivi raggiungibili
di SERENA CAMMELLI

POLITICHE FAMILIARI
Meglio o peggio per le famiglie?
di PIETRO BOFFI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Benessere e ricevimenti di nozze
di ORSOLA VETRI

LIBRI & RIVISTE

 

EDITORIALE

Chiamati a una nuova responsabilità

La Direzione
   

Gli istituti sono stati lo strumento privilegiato di intervento per proteggere i minori dall’abbandono e la società da una folla di bambini, soli, in giro per le strade.

La sofferenza dei bambini è insopportabile, e fa vibrare corde profonde del nostro essere, ma è ancora più grande se è la sua famiglia a venir meno: bambini abbandonati, maltrattati, violati, ma anche trascurati, ignorati, usati proprio dai genitori, da quegli adulti, cioè, che dovrebbero essere i loro custodi, i loro difensori, le loro prime risorse, le prime persone cui affidarsi.

La storia degli ultimi due secoli in particolare, descrive il tentativo da parte della società, di offrire in modo sistematico protezione all’infanzia in sostituzione della famiglia, attraverso le forme più diverse. Il ricovero dei minori in grandi strutture residenziali (gli istituti) è stato per lunghi anni anche nel nostro Paese lo strumento privilegiato di intervento a favore dell’infanzia abbandonata, con il duplice scopo di proteggere sia i minori (finalmente un pasto caldo, vestiti e un tetto sulla testa!), ma anche la società da una folla di bambini mendicanti, ladruncoli e straccioni, in giro per le stesse strade percorse dalle "persone per bene". Insomma, un intervento assistenziale che "proteggeva" il minore e insieme la società.

Oggi finalmente, anche nel nostro Paese, intendiamo voltare pagina definitivamente e in modo irreversibile da questo approccio a partire da alcune idee guida: la prima è la consapevolezza che il primo diritto di ogni bambino è di poter crescere nella propria famiglia, e che quindi ogni intervento di aiuto deve prima di tutto misurarsi con la possibilità di "recuperare" il sistema familiare; la seconda richiama finalmente l’attenzione all’unicità e inviolabilità del singolo bambino, ed esige quindi progetti individualizzati e ascolto reale dei suoi bisogni e delle sue esigenze; la terza ricorda che per sostituire la famiglia di origine di un minore, occorre disporre di un’ampia e differenziata tipologia di modalità di aiuto, che vede come risorse tutti gli attori sociali oggi attivi. Ma essa ricorda anche che il benessere del bambino deve passare prima di tutto dal tentativo di ricostruire quelle relazioni primarie di fiducia, accoglienza e appartenenza, che solo un contesto familiare assicura pienamente.

Ciò chiama soprattutto le famiglie a una nuova e grande responsabilità di accoglienza e di apertura nei confronti dei "figli degli altri", attraverso le forme dell’affidamento, dell’adozione, dell’accoglienza familiare. Come hanno sottolineato i vescovi (XXVII Giornata per la vita, 6 febbraio 2004): «Ne guadagnerebbero molti figli nel trovare finalmente l’affetto e il calore di una famiglia e la sicurezza di un futuro. Ne guadagnerebbe l’intera società nel mettere in evidenza segni convincenti che le farebbero prendere il largo nella civiltà dell’amore».

La direzione








 

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