Famiglia Oggi.

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n. 8/9 AGOSTO-SETTEMBRE 2005

Sommario

EDITORIALE
L’arte di vivere un tempo a misura d’uomo
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) I ritmi dell’anima e la capacità d’attesa
di CARMELO VIGNA

apep00010.gif (1261 byte) Nel presente, tra passato e futuro
di FRANCO BUZZI

apep00010.gif (1261 byte) I tempi della vita quotidiana
di MARIA CLELIA ROMANO e LINDA LAURA SABBADINI

apep00010.gif (1261 byte) L’arte di vivere le relazioni familiari
di LAURA FORMENTI

apep00010.gif (1261 byte) La lunghezza di una favola
di MARIATERESA ZATTONI

apep00010.gif (1261 byte) La conciliazione tra famiglia e lavoro
di FRANCESCO BELLETTI

DOSSIER
Le banche del tempo
di DANIELE MICHIENZI, SARA LATTUADA, ALFONSO MASTRANTONIO

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Una dimensione fisica e palpabile
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Il complesso della mummia
di SIMONE SAIBENE
Quando i ragazzi facevano la rivoluzione
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Dall’alimentazione all’accoglienza
SERENA GAIANI
Determinati a unire le forze
GIUSY BAIONI
Salvaguardiamo la domenica
A CURA DELLE ACLI

CONSULENZA GENITORIALE
Un orologio nella testa
di CARLOTTA BONAITI

POLITICHE FAMILIARI
Prima di tutto incentivare i servizi
di GIUNTA PROVINCIALE DI TRENTO

LA FAMIGLIA NEL MONDO
La salute degli europei
di ORSOLA VETRI

LIBRI & RIVISTE

 

DOSSIER - UN BENE PREZIOSO

LE BANCHE DEL TEMPO
   

NUMEROSE INIZIATIVE
RADICI COMUNI NEI PAESI STRANIERI
di Sara Lattuada

Il 29 maggio ’95 a Bologna si svolge una conferenza durante la quale vengono presentate le uniche Banche del tempo esistenti all’epoca: quella di Parma e quella di Sant’Arcangelo di Romagna. Organizza l’evento il centro Il cittadino ritrovato, associazione originata da un accordo tra Cgil e Università di Siena.

L’interesse suscitato dall’evento spingerà il centro a dare vita alla fine dello stesso anno all’Osservatorio nazionale sulle Banche del tempo, che prenderà il nome di Tempomat, per censire le Banche del tempo e favorirne la moltiplicazione.

Tempomat diventa presto una delle principali fonti di informazione sulle Banche del tempo in Italia. Fornisce anche software e altro materiale per la gestione, organizza conferenze e incontri. Tramite il servizio on line del sito www.tempomat.it opera per favorire il consolidamento delle associazioni esistenti e facilitare la creazione di nuove Banche del tempo. La sede legale dell’Osservatorio è fino al 2002 presso la Scuola per dirigenti e funzionari pubblici dell’Università di Siena, la direzione a Roma.

Le attività della sede cessano poi per la chiusura del centro, ma continuano quelle in Rete. Tra le risorse più preziose fornite dal sito è l’Anagrafe delle Banche del tempo italiane, che permette di accedere cliccando sulla cartina dell’Italia alla documentazione istitutiva delle singole banche del tempo inviata nel corso degli anni all’Osservatorio, contenente quindi dati anagrafici, statuti, recapiti e numero degli aderenti.

Come già detto, la Banca del tempo è solo una delle tipologie di sistemi di scambio locale. Questi si sono sviluppati in Europa a partire dagli anni ’80 e sono presenti anche in molti altri Paesi, quali Canada, Usa e Australia.

Spiega Giuliana Galeotti nel suo Elementi essenziali per un’analisi sociologica delle Banche del tempo ("Politiche sociali e servizi", n. 2, 2003, pp. 173.) che «I sistemi locali di scambio possono essere suddivisi, in maniera sintetica, in due tipologie: i Local Exchange Trading System (Lets) da una parte e Le Banche del tempo e i Troc-Temps dall’altra».

La Banca del tempo italiana e i Troc francesi si caratterizzano infatti per la volontà di fare delle attività dispensate un’occasione di socializzazione e un mezzo per dare potere di acquisto a chi non ne ha. Sono associazioni sorte spontaneamente e per ragioni pratiche.

I Local Exchange Trading System pongono invece l’attenzione sul carattere economico dell’iniziativa e sulle possibilità di innovazione data da una rete di poteri decentrati rispetto all’imperante tendenza a concentrare potere e ricchezze.

Ogni Paese ha adattato la proposta di questo tipo di sistema alle sue esigenze, dando vita a iniziative differenziate, pur trovando radici comuni nelle idee di Linton e Taris.
  

FRANCIA

I Troc-Temps (da "troc", scambio o baratto) si sono diffusi in tutta la Francia a partire da metà degli anni Novanta come risposta alla crisi. La comunità presa a modello è quella di Montbel, nell’Ariège, ai piedi dei Pirenei, sorta nel ’94. La moneta è sostituita da un "buono di scambio": chi fornisce un servizio riceve un assegno marcato in "grani di sale".

In questa zona il sistema è stato applicato rapidamente e con efficacia grazie all’esistenza precedente di reti formate da paesani, pacifisti, ecologisti e associazioni di consumatori. In ogni caso i francesi hanno presto apprezzato i vantaggi del troc e il numero dei troquers è presto aumentato. I troquers sono arrivati a Bordeaux, Tolosa, Lourdes e hanno continuato la loro "avanzata" in tutto il Paese.

Il termine Troc-Temps si riferisce allo scambio di soli servizi di solidarietà sociale. Può per questo essere considerato una forma meno radicale all’interno della più varia categoria dei Sel (Systèmes d’Exchange Local). Questo costituisce un sistema di scambi non solo di competenze e servizi come nei Troc, ma anche di prodotti, proponendo quindi un sistema che vorrebbe sostituire quasi integralmente l’attuale sistema economico.
  

GERMANIA

Il corrispondente tedesco della Banca del tempo è il Tauschring, letteralmente il "cerchio dello scambio". Come riporta Paolo Coluccia nel suo libro La Banca del tempo (Bollati Boringhieri, Torino, 2001) si ha notizia di un Tauschring a Brema, già subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale. L’esperienza durò pochi mesi e coinvolse solo la parte più povera della popolazione, ma si trattava di un importante tentativo di superare le difficoltà economiche del dopoguerra senza ricorrere al mercato nero.

Gli attuali Tauschringe tedeschi costituiscono una realtà variegata. Come i Lets inglesi questi sistemi non hanno tutti una stessa configurazione. Può prevalere la matrice economica, quella sociale o entrambe, ma in Germania tende a manifestarsi soprattutto un’attenzione alla condivisione dei beni e del tempo che pone in evidenza il secondo aspetto.

«La filosofia del sistema» – spiega Coluccia – «è semplice: dare e ricevere, scambiare senza denaro. Ma, soprattutto, è importante condividere le cose».

Oggi Brema è sede di TauschWatt, un sistema autogestito e autofinanziato, basato sul Tide. Il Tide è un’unità di misura che corrisponde circa a dieci minuti di tempo. I soci di TauschWatt scambiano tempo e oggetti, con l’intento di dare vita a un’alternativa alla povertà e al rischio di isolamento a cui può andare incontro ogni individuo.

Il funzionamento del sistema non è centralizzato, ma reticolare. I singoli gruppi agiscono a livello auto-nomo. I tentativi di raccogliere le singole associazioni sotto un’unica organizzazione sono sempre falliti: troppo varie le realtà e le ideologie. Sia destra che sinistra hanno infatti deciso di dare attenzione ai Tauschringe; le idee che muovono le iniziative sono quindi molto diverse tra loro.

Così, se a Brema la TauschWatt punta sul principio secondo il quale ognuno deve operare per piacere, fornire un servizio non in base alle sue capacità professionali, ma in base a ciò che ama fare, dalla Svizzera arriva anche in Germania l’esperienza del Talentexperiment Arau che si basa su gruppi di economia circolare, cercando di unire interessi privati ed economici. Con questa declinazione il Tauschring ha avuto successo nel Sud e nelle città dell’ex Germania orientale.

L’assenza di un’unica organizzazione che diriga e regoli tutti i Tauschringe tedeschi, non condiziona però la capacità e la volontà da parte di ogni associazione di tenere i contatti con altre, di collaborare, senza privarsi ovviamente della propria autonomia.

Questo spiega il successo dei Bundestreffen, gli incontri annuali che da quasi dieci anni riuniscono i rappresentanti dei Tauschringe delle varie regioni, il primo dei quali si è svolto nel 1995 a Berlino.

Quest’anno il Bundestreffen torna nella capitale. Dal 14 al 16 ottobre Berlino ospiterà l’undicesima riunione. Il compito di questa colossale operazione organizzativa è stato affidato al Tauschring di Kreuzberg, che sta cercando di farsi un’idea degli interessi dei potenziali partecipanti tramite un questionario che gli appassionati possono compilare su Internet.

L’appuntamento a Berlino è preceduto da quello a Stoccarda, il 23 luglio, per il Tauschringforum Baden-Württemberg, che prevede dibattiti tra i partecipanti appartenenti ai diversi Tauschringe. Non si tratta di un incontro rivolto ai soli "addetti ai lavori": chiunque sia interessato è il benvenuto.
  

INGHILTERRA

L’Inghilterra è lo Stato dove è sorta la prima organizzazione a livello mondiale con lo scopo di raccogliere le esperienze delle associazioni che usano il sistema Lets. È Letslink Uk e si occupa del coordinamento e dello scambio di informazioni tra sistemi Lets, cercando di favorire la collaborazione dei singoli gruppi.

La necessità di un organismo di questo genere nasce di fronte all’esistenza di molti esperimenti Lets nel Regno Unito isolati tra loro. Il fenomeno dei sistemi a scambio locale ha infatti una storia lunga, che inizia nel XIX secolo e che si diffonde a partire dagli anni ’30 del Novecento.

Il Lets , come ha spiegato Liz Shephard, che è stata promotrice e coordinatrice nazionale dell’iniziativa Letslink, «è uno scambio su base economico-sociale con una valuta locale, i credits, o unità di scambio, il cui valore è determinato all’interno di ogni singolo gruppo». Viene così difesa l’autonomia di ogni singola associazione, in accordo con l’obiettivo di dare maggiore valore alla dimensione locale.

Si tratta, come in Francia, di sistemi sorti in contesti di crisi non solo economica, ma anche sociale. Il Lets fu la risposta alla necessità di integrazione del proprio reddito da parte dei molti sottopagati, o di un sostentamento per i disoccupati. Il nuovo sistema oltre a permettere di fare a meno della moneta forniva un’occasione di appagamento professionale e accrescimento di conoscenze, sviluppando al tempo stesso un forte spirito comunitario.

Sostengono Amorevole e Rizzo in Senza denaro. Guida ai sistemi di scam-bio non monetario (Ed. Lavoro, 2000) che alla base del Lets ci sia il desiderio di «correggere le logiche distorte dell’economia, passando così da un commercio impersonale a rapporti più personali e umani, introducendo trasferimenti tra persone che possiedono conoscenze, abilità, tempo e beni non utilizzati».
  

PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Il progetto Lets in the Developing World riguarda le comunità urbane e rurali della regione che circonda la città di Santiago nel Cile. Coordinatore del progetto è Stephen DeMeulenaere, ex amministratore del Registro Lets di Victoria, Canada. L’idea nasce dai contatti trovati dal ricercatore dopo la pubblicazione di un articolo sul Lets sulla rivista Down to Earth a Nuova Delhi, che lo convincono a dedicare la sua attenzione a quest’area. Nel frattempo l’Istituto di ecologia politica a Santiago aveva sviluppato contatti e richiesto informazioni riguardanti il Lets raggiungendo DeMeulenaere in Canada e Christina Svendson della Stockholm Ecology House in Svezia. Diventa chiaro che l’interesse nel progetto è alto e in rapida crescita.

L’Idrc (International Development Research Council) di Ottawa, Canada, risponde a una richiesta di fondi fatta da DeMeulenaere quasi un anno prima. Interessato alla proposta richiede una bozza del programma di ricerca e decide di mettere in lista il progetto per un finanziamento fino a 20.000 dollari per l’autunno 1997, limitati tuttavia alla ricerca e non alla realizzazione.

L’obiettivo del gruppo è duplice: supportare l’introduzione del Lets nei Paesi in via di sviluppo e condurre progetti di ricerca e realizzazione con l’aiuto delle istituzioni delle località, regioni e Stati ospiti.

Molto del lavoro viene condotto utilizzando Internet e comunicando via e-mail, anche per la scelta di concentrare le risorse economiche sulla ricerca, risparmiando invece su biglietti aerei e trasporti in generale.

Sara Lattuada

Segue: Sostegni concreti alle famiglie immigrate

   








 

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