Famiglia Oggi.

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n. 11 NOVEMBRE 2005

Sommario

EDITORIALE
Superare la contrapposizione
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) La cittadinanza della relazione
di PIERPAOLO DONATI

apep00010.gif (1261 byte) La conciliazione nella prospettiva storica
di GIORGIO CAMPANINI

apep00010.gif (1261 byte) Gli effetti della "politica di genere"
di CLAUDIO RISÉ

apep00010.gif (1261 byte) L’argomento di cui non si parla
di TILDE GIANI GALLINO

apep00010.gif (1261 byte) Il lavoro "mobilita" l’uomo
di ALDO MARIA VALLI

DOSSIER
Difficoltà e orientamenti delle famiglie
FRANCESCO BELLETTI
(a cura di)

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Se vengono meno conflitti e confidenze
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Le donne non fanno carriera comunque
di EMANUELA ZUCCALÀ
Diario dalla terapia intensiva
di HARMA KEEN

MATERIALI & APPUNTI
Identità e tecnologia nella "bit-cyber-family"
CINZIA BOSCHIERO
Insegnare non è un lavoro part-time
PAOLA SPOTORNO

CONSULENZA GENITORIALE
Riscoprire i momenti da vivere insieme
di PAOLA DAL TOSO

POLITICHE FAMILIARI
Imparare dal proprio vissuto
di ASSOCIAZIONE MAMME SEPARATE (a cura della)

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Per promuovere il terzo figlio
di ORSOLA VETRI

LIBRI & RIVISTE

SOMMARIO
   

LA CITTADINANZA DELLA RELAZIONE
di Pierpaolo Donati

Nelle buone prassi di conciliazione tra lavoro e famiglia messe in atto in Europa prevalgono l’ottica aziendale, l’accento sulle esigenze individuali femminili e le considerazioni di utilità contingente, mentre è assente una cultura relazionale della conciliazione, che invece dovrebbe essere messa al centro dell’attenzione e declinata in termini di cittadinanza. I diritti delle persone non devono essere interpretati in maniera individualistica. Solo con un’autentica politica familiare le donne potranno avere la loro più piena cittadinanza e gli uomini potranno concretizzare le loro aspirazioni a diventare "nuovi padri".

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LA CONCILIAZIONE NELLA PROSPETTIVA STORICA
di Giorgio Campanini

Una vera e propria divisione del lavoro si verifica con l’urbanizzazione e soprattutto con l’avvento della prima rivoluzione industriale. È soltanto allora che interviene la netta separazione fra lavoro e casa e il conseguente processo di femminilizzazione del lavoro domestico. Oggi, con il forte impegno lavorativo extradomestico delle donne, il rapporto uomo-donna-lavoro esprime un forte potenziale di conflittualità, assai diverso dalle forme che la dialettica intrafamiliare aveva assunto in passato. La donna è "uscita di casa", ma l’uomo contemporaneo, per molti aspetti, sembra non essersene accorto.

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GLI EFFETTI DELLA "POLITICA DI GENERE"
di Claudio Risé

La relazione tra famiglia e lavoro per essere proficua e produttiva di capitale sociale, richiede la coesione della famiglia. Questa viceversa si è fortemente indebolita nei decenni della "politica di genere" che ha sostituito una visione individualista e competitiva all’esperienza fondante la famiglia: il dono. Questo processo ha portato al moltiplicarsi delle crisi famigliari concluse con la separazione/divorzio, e all’allontanamento dei figli dai padri. Lo sbiadimento della figura paterna crea una prolungata dipendenza dalla madre, una moltiplicazione delle forme di dipendenza, e una maggiore difficoltà ad affrontare gli aspetti di rischio e fatica nel rapporto col lavoro.

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L’ARGOMENTO DI CUI NON SI PARLA
di Tilde Giani Gallino

In genere bambini e ragazzi non conoscono in che cosa consista esattamente il lavoro o la professione dei genitori. Questo dipende soprattutto dal fatto che non vedono il padre o la madre mentre lavorano fuori casa, e che non è così comune che gli adulti parlino con i figli della loro attività lavorativa, a meno che non si tratti di un lavoro che svolgono con grande passione. L’aspetto fondamentale agli occhi dei bambini è piuttosto la certezza che i genitori percepiscono comunque un reddito o stipendio assicurato, e che questo consente loro di mantenere i figli in modo adeguato. Assai significativa è la rappresentazione individuale che figli e figlie lasciano trapelare rispettivamente a proposito del lavoro.

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IL LAVORO "MOBILITA" L’UOMO
di Aldo Maria Valli

Per parlare di lavoro e famiglia, si deve descrivere la propria professione di giornalista televisivo o è meglio presentare la numerosa famiglia che aspetta a casa? Questi due fronti caldi possono trovare una conciliazione? Senza arrendersi all’immagine comune dell’uomo diviso tra queste due realtà dell’esistenza, l’autore considera entrambe come risorsa per la promozione umana e utilizza la verità contenuta nelle parole per scoprire che è possibile perfino una pedagogia familiare del lavoro.








 

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