Famiglia Oggi.

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n. 2 FEBBRAIO 2006

Sommario

EDITORIALE
Diritti e doveri? Si chiama matrimonio
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Diritto di famiglia e Pacs
di
GIUSEPPE ANZANI

apep00010.gif (1261 byte) Realtà di ieri e problemi di oggi
di GIORGIO CAMPANINI

apep00010.gif (1261 byte) Situazione e proposte di legge
di MARINA CASINI

apep00010.gif (1261 byte) Un problema da ignorare?
di PIETRO BOFFI

apep00010.gif (1261 byte) Le parole delle giovani coppie
di SIMONA TROVATI

DOSSIER
Fotografia delle norme all'estero
di EMANUELE CALÒ

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Fino a dove si spinge il concetto di "famiglia"?
BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Due cuori e una telecamera
MARCO DERIU

In attesa della grande onda
HARMA KEEN

MATERIALI & APPUNTI
Una protezione istituzionale dei minori
COMITATO DI APPLICAZIONE DEL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE PER LA TUTELA DEI MINORI IN TV

CONSULENZA GENITORIALE
L’esperienza del consultorio
MARIA TERESA PEDROCCO BIANCARDI

POLITICHE FAMILIARI
L’ambizione femminile
SIMONA TROVATI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Stop alle nozze imposte
ORSOLA VETRI

LIBRI & RIVISTE

 

 MASS MEDIA & FAMIGLIA - COME STA CAMBIANDO LA "FICTION" IN ITALIA

Due cuori e una telecamera

di Marco Deriu
(docente di Etica e Deontologia della comunicazione presso l’Università Cattolica di Milano)
  

I modelli sociali che via via si impongono influiscono anche sui modi di creare le sceneggiature delle "fiction". Ci stiamo avvicinando anche in Italia al modello americano?
  

Ritrosia e pudore, contrapposti a disinvoltura e sfacciataggine: sono di segno molto vario le connotazioni dello status delle coppie di fatto nelle fiction in onda sulle reti televisive italiane. La diversa declinazione dipende soprattutto dalla produzione: in quelle di casa nostra la convivenza non sembra ancora definitivamente sdoganata, mentre nelle serie di fattura estera – soprattutto americana – questo tipo di rapporto a due è presentato come assolutamente normale e, quindi, raccontato senza reticenza.

Il genere della fiction comprende una grande varietà di sottogeneri. Si va dalla sit-com alla telenovela, dal telefilm al tv-movie, dalla docu-fiction alla rivisitazione del tradizionale "sceneggiato" riletto in chiave moderna. Ogni sottogenere ha le sue regole di struttura e di scrittura e non è raro trovare situazioni che si ripetono, anche per quanto riguarda la vita a due.

Il tema delle coppie di fatto è ricorrente, per esempio, nelle fiction statunitensi, che raccontano la vita di alcune categorie professionali. Valga per tutte l’esempio dell’intramontabile E.R. Medici in prima linea (Raidue), il noto serial che racconta le vicende di un pool di agguerriti medici impegnati a salvare vite umane nella convulsa attività di un pronto soccorso. Molti protagonisti di E.R. finiscono per intrecciare proprio con i colleghi di sesso opposto una relazione, che spesso sfocia nella convivenza more uxorio sotto lo stesso tetto.

Una scena della "fiction" tv di Raiuno "Un medico in famiglia".
Una scena della "fiction" tv di Raiuno "Un medico in famiglia".

Queste situazioni – sembra suggerire la sceneggiatura – si creano perché i protagonisti, impegnati nella professione medica all’insegna di una dedizione che supera ogni altro aspetto della loro esistenza, finiscono per vivere quasi esclusivamente all’interno della struttura ospedaliera e quindi forzatamente là dentro costruiscono i loro legami affettivi. La convivenza è proposta come unica soluzione per potersi vedere fuori dal lavoro, una volta svestito il camice d’ordinanza.

Situazioni simili vengono (rap)presentate e raccontate come assolutamente normali, senza bisogno di essere in alcun modo edulcorate e senza la necessità di "preparare" il pubblico a qualcosa di insolito. In generale, la fiction di produzione straniera conferma questo cliché e tratta le coppie di fatto con lo stesso approccio e il medesimo linguaggio che riserva alle coppie formalmente unite in matrimonio, come se non vi fosse alcuna differenza. Al punto che anche l’atto sessuale viene frequentemente evocato e, nella maggioranza dei casi, la convivenza porta alla "naturale" gravidanza e all’arrivo dei figli.

È l’esatto contrario di quanto accade, per esempio, in quella che è probabilmente la fiction italiana più nota tra quelle di produzione recente: Un medico in famiglia (Raiuno). Oltre alla messa in scena di dinamiche familiari più o meno consuete (almeno nell’immaginario collettivo dei telespettatori, se non proprio nella loro esperienza diretta) tra mariti e mogli, genitori e figli, nonni e nipoti, recentemente tra le vicende di casa Martini ha fatto la sua comparsa anche il tema della convivenza: Maria (Margot Sikabonyi) e Guido (Pietro Sermonti) scoprono di amarsi e vanno a vivere insieme in una dependance della casa di Cettina (Lunetta Savino) e Torello (Francesco Salvi), proprio vicino a quella di nonno Libero (Lino Banfi). In questa fiction, l’atteggiamento degli autori verso la coppia di fatto cambia profondamente rispetto al citato esempio dei medici Usa. È necessario, infatti, un lavoro preparatorio nella sceneggiatura degli episodi, che porta Maria e Guido alla decisione di convivere soltanto dopo numerose e tormentate vicissitudini sentimentali ed esistenziali.

Una scena di "Incantesimo 7".
Una scena di "Incantesimo 7".

Come cambia la fiction

Se nelle prime serie Un medico in famiglia rappresentava situazioni tutto sommato ordinarie, l’introduzione del tema della convivenza si inserisce in un più ampio quadro di scelte degli autori, che hanno deciso di immettere nella fiction situazioni e figure di recente acquisizione nel nostro Paese: badanti che assistono gli anziani, studentesse e studenti che si prestano ai più improbabili lavori per potersi pagare gli studi, l’incerto futuro di chi deve fare i conti con una pensione sempre insufficiente a fronte delle necessità quotidiane.

Non vi è, in questo caso, alcun segno di "naturalezza" della scelta, come accade invece nella fiction americana, ma – anzi – la rappresentazione di tutte le problematiche che normalmente nella nostra società accompagnano la convivenza di fatto tra due giovani: le difficoltà economiche, soprattutto nel trovare una casa a prezzi abbordabili; il timore che la scelta possa costituire una sorta di gabbia, che tarpa le ali alle aspirazioni professionali individuali; la diffidenza del clan famigliare, con i nonni che faticano a comprendere la differenza tra convivenza e matrimonio e, nel dubbio, continuano a caldeggiare quest’ultima soluzione; le complicazioni interne alle dinamiche di coppia proprio in ragione della situazione.

Pur con una certa ritrosia – ci sia concessa – dovuta alla bassissima qualità contenutistica e narrativa della serie (che, pure, ha i suoi sostenitori tra il pubblico, visto che è giunta all’ottava edizione), si può citare anche un’altra fiction italiana: Incantesimo (Raidue). Anche in questo caso si tratta delle avventure di un gruppo di medici e paramedici della "Clinica Life", in cui i casi clinici si intrecciano con segreti, relazioni e storie a tinte più o meno forti. A fare da filo rosso sono gli sviluppi tormentati e densi di "imprevisti" della storia d’amore tra i due protagonisti, Giulia Donati (Samuela Sardo) e Antonio Corradi (Walter Nudo). Più che l’eventuale convivenza, nel rapporto tra i due vengono sottolineati tutti gli elementi che possono rendere tormentata una relazione di coppia: tradimenti e scappatelle varie, figli segreti, maternità incerte, sentimenti costantemente in dubbio, temporanee rappacificazioni tra le lenzuola, amori irrimediabilmente volubili.

Storie di quotidiana convivenza vengono invece raccontate in Love bugs (Italia 1), la sit-com che ha per protagonisti Fabio De Luigi ed Elisabetta Canalis, che ha sostituito Michelle Hunziker (in scena nella prima serie). Il programma racconta le quotidiane vicende in pillole di una coppia di fatto che convive a tutti gli effetti. La sostituzione di Michelle con Elisabetta viene narrata nella prima puntata della serie in onda quest’anno: Fabio e Michelle si lasciano, lui incontra Elisabetta e nasce un rapporto che porta subito alla decisione di condividere lo stesso tetto.

Per comprendere la connotazione della coppia di fatto secondo gli autori, è interessante leggere la presentazione che ne fa il sito ufficiale della rete stessa: «Love bugs è un divertente commentario sulla vita moderna e sulla coppia del nuovo millennio nella quale i protagonisti Fabio ed Elisabetta affrontano ogni situazione a seconda della diversa prospettiva: quella maschile e quella femminile. La struttura prevede brevi segmenti tematici che aprono una finestra sulla vita coniugale e che ritraggono una molteplicità di soggetti e vicende in cui tutti i telespettatori potranno facilmente riconoscersi divertendosi». Si nota il riferimento esplicito alla «coppia del nuovo millennio» e all’apertura di una finestra «sulla vita coniugale».

Fabio De Luigi ed Elisabetta Canalis.
Fabio De Luigi ed Elisabetta Canalis.

I giovani sono davvero così?

A differenza di quanto accade in Un medico in famiglia, in questo caso la convivenza è il punto di partenza e il cardine della narrazione. Non solo: secondo gli autori e, di riflesso, agli occhi del pubblico, è questa la fisionomia caratteristica della coppia attuale, soprattutto se formata da giovani. E la convivenza è equiparata in tutto e per tutto al rapporto coniugale che si vive nel matrimonio.

Il fatto che, nelle intenzioni degli autori della sit-com, i giovani italiani possano con facilità riconoscersi nelle vicende raccontate è tutto da verificare.

Le pillole di vita di coppia vengono proposte come una serie di piccoli episodi, a telecamera fissa e con uno stacco in nero tra uno e l’altro, si basano su uno scambio di battute costruito su un registro tipicamente comico e ironico, orientato a suscitare la risata – o, quantomeno, il sorriso – dello spettatore. È una struttura audiovisiva che riproduce quella tipica degli sketch umoristici a due e delle comiche televisive più tradizionali. Fabio De Luigi, del resto, è un attore comico che si è affermato in Tv soprattutto per le sue imitazioni e le caricature di personaggi dello spettacolo. Mantenendo il proprio nome anche come protagonista della sit-com (come avviene anche per la Canalis e, prima, era successo per la Hunziker) in qualche modo rappresenta il suo essere personaggio televisivo, più che uno stereotipo di ruolo.

La sua interazione con la Canalis riproduce non tanto quella coniugale, quanto – piuttosto – quella tra comico e spalla. In questo caso, quindi, non si gioca sul registro della verosimiglianza come avviene normalmente nella fiction, ma l’impianto espressivo e sintattico scelto per questa narrazione traspone il discorso su un livello differente rispetto a quello abituale: quello, appunto, della comicità quasi teatrale, che può rappresentare più liberamente temi e situazioni proprio perché li mette in scena su un palco che non appartiene al piano della realtà.

È evidente il tono leggero che accompagna questa declinazione del tema, assai lontano dal pudore che compare in Un medico in famiglia e vicina, semmai, alla disinvoltura con cui le coppie di fatto vengono rappresentate nelle fiction americane.

In generale, possiamo riscontrare nella rappresentazione delle coppie di fatto all’interno della fiction italiana una certa ritrosia degli autori nell’affrontare il tema con la stessa naturalezza con cui le produzioni estere lo trattano o con lo stesso approccio narrativo attraverso il quale altri argomenti della nostra vita sociale vengono fatti oggetto di narrazione. Probabilmente perché la nostra cultura è rimasta ancorata – almeno nei valori di riferimento – all’ideale della famiglia formalmente costituita attraverso il vincolo del matrimonio. La convivenza more uxorio, soprattutto tra giovani, se pure è un fenomeno emergente, ancora non viene percepita o vissuta come legittima e naturale dalla nostra cultura, ma come una sorta di ripiego di secondo ordine, quale in effetti è, rispetto alla sacralità e alla pienezza della vita matrimoniale.

Marco Deriu
    

DAL PICCOLO SCHERMO
I PROBLEMI IN FAMIGLIA LI RISOLVONO I "REALITY"

Dal canale Foxlife è approdato su La 7 Cambio moglie il reality show che dal 6 dicembre mette a confronto due mogli, dalle vite diverse, il loro rapporto di coppia, l’educazione dei figli e la propria. Il format, reduce da un grande successo in Inghilterra, prevede per ogni puntata che due donne si scambino, per 7 giorni, la famiglia: senza conoscere la destinazione vanno a vivere l’una a casa dell’altra, rivoluzionando la propria quotidianità e quella dei nuovi familiari.

Si capisce subito che non è il solito reality, appare piuttosto come una sorta di distaccato esperimento, di documentario antropologico col fine di studiare le reazioni degli individui di fronte a esperienze e ambienti del tutto nuovi. Sembra tuttavia basarsi sulla concezione, ahimè piuttosto veritiera in Italia, che chi dà l’imprinting e decide le regole in famiglia è sempre e solo la moglie/mamma. A nessuno, infatti, è venuto in mente di produrre Cambio marito... Piuttosto per risolvere i problemi si è pensato a una baby-sitter: sempre su Foxlife va, infatti, in onda Sos Tata il reality che ha per sottotitolo "Pronto intervento per bambini burrascosi e genitori alla deriva".

o.v.

 

WEB & FAMIGLIA
DUE FORUM SULLA DISLESSIA

La dislessia, la difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente, è poco conosciuta in Italia benché si calcoli che riguardi almeno 1 milione e mezzo di persone. L’Aid (Associazione italiana dislessia) è un’organizzazione di volontari (Onlus), nata con lo scopo di sensibilizzare il mondo professionale, scolastico e l’opinione pubblica sul tema della dislessia; promuovere la ricerca e la formazione; offrire ai dislessici e ai loro familiari un punto di riferimento per identificare e affrontare il problema. Sul sito www.dislessia.it l’associazione ha creato due forum per dare la possibilità a tutti di approfondire il tema.

Scopo del Forum moderato è di rispondere alle richieste e ai dubbi, raccogliere esperienze e aprire dibattiti. Il forum è gratuito e aperto ai docenti delle scuole e a coloro che si trovano a contatto con questo problema. L’attività del forum è regolata dagli esperti dell’Aid che di volta in volta decideranno se rispondere privatamente e/o attraverso il forum. Il Forum libero è, invece, uno spazio aperto al dibattito e raccoglie richieste, dubbi, esperienze, affermazioni di chiunque voglia avvalersene, assumendosi la responsabilità di quanto affermato.








 

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