Famiglia Oggi.

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n. 6/7 GIUGNO-LUGLIO 2006

Sommario

EDITORIALE
Primo passo: uscire dall’isolamento
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Dall’abuso alla dipendenza
MICHELE G. SFORZA

apep00010.gif (1261 byte) Conseguenze e approccio terapeutico
ALFIO LUCCHINI

apep00010.gif (1261 byte) Alcolismo e famiglia
GIOVANNI MARTINOTTI, FILOMENA PAPARELLO, CARLOTTA PIOCHI, LUIGI JANIRI

apep00010.gif (1261 byte) L’urgenza di nuove strategie
FRANCESCO MAIETTA

apep00010.gif (1261 byte) Alla ricerca di sensazioni forti
CESARE GUERRESCHI

apep00010.gif (1261 byte) Il vino, un dono degli dei
ARISTIDE TRONCONI

DOSSIER
I gruppi di autoaiuto
SERVIZI GENERALI ALCOLISTI ANONIMI (a cura di), ENNIO PALMESINO (AICAT)

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Per non cominciare a pensare
BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
La voce della carta stampata
ROSANNA PRECCHIA

Quando si rientra in famiglia
HARMA KEEN

MATERIALI & APPUNTI
Un pericolo non percepito
PAOLA SPOTORNO

CONSULENZA GENITORIALE
Quando te ne accorgi è già abitudine
EMANUELA CONFALONIERI

POLITICHE FAMILIARI
Legge Bossi-Fini: un primo bilancio
A CURA DELLA FONDAZIONE ISMU

LA FAMIGLIA NEL MONDO
L’Europa e la crisi del matrimonio
STEFANO STIMAMIGLIO

NOTIZIE DAL CISF
Sussidiarietà con solidarietà
FRANCESCO BELLETTI

LIBRI & RIVISTE

SOMMARIO
   

DALL’ABUSO ALLA DIPENDENZA
di Michele G. Sforza

Il termine "alcolismo" descrive una patologia complessa che origina da un vasto sistema di cause fisiche, psichiche e socio-culturali e che si manifesta attraverso un continuum che, da un bere normale, passa a un bere problematico fino all’intossicazione cronica e alla dipendenza. Il quadro clinico della "dipendenza" si riferisce a una delle manifestazioni più comuni di questa patologia ed è caratterizzato dal bere compulsivo, dalla perdita di controllo e dall’impossibilità di cessare l’assunzione di alcol anche quando il soggetto stesso desideri farlo.

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CONSEGUENZE E APPROCCIO TERAPEUTICO
di Alfio Lucchini

Per comprendere le conseguenze dell’utilizzo eccessivo di alcol è fondamentale conoscere le caratteristiche dell’etanolo e i suoi effetti sull’organismo. L’abuso, la dipendenza e l’astinenza da alcol, esaminate secondo i segni e i sintomi, vengono descritte approfonditamente. Il concetto di craving, desiderio intenso della sostanza alcol, è analizzato non solo nell’aspetto biologico, ma anche psicosociale. Segue una carrellata dei più comuni ed efficaci presidi farmacologici utilizzati nella disassuefazione da alcol. Il vasto campo delle patologie alcol-correlate, cioè indotte dall’alcol praticamente su tutti gli organi e gli apparati, comprende cenni sulle principali situazioni patologiche.

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ALCOLISMO E FAMIGLIA
di Giovanni Martinotti, Filomena Paparello, Carlotta Piochi, Luigi Janiri

Nel processo di riflessione sul fenomeno della dipendenza, la famiglia dell’alcolista è stata di volta in volta considerata sia in chiave psicopatologica, in termini di vulnerabilità, che come risorsa per interventi. All’interno di questo contributo verranno prese in considerazione diverse prospettive: quella eredito-genetica, spesso di difficile interpretazione ma ricca di conseguenze sul piano psicosociale, quella interna alla famiglia, caratteristica del parente dell’alcolista, soventemente affetto da codipendenza. Quest’ultima, definita come la malattia del Sé perduto, è una condizione emotiva, psicologica e comportamentale che si associa alla focalizzazione su bisogni o comportamenti altrui. La descrizione della codipendenza verrà accompagnata dalla presentazione di recenti studi sperimentali. Infine si affrontano la prospettiva terapeutica, con particolare attenzione ai gruppi di mutuo-aiuto Al-Anon e all’approccio comportamentale.

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L’URGENZA DI NUOVE STRATEGIE
di Francesco Maietta

Se tra gli italiani, sempre più attenti al rapporto tra stili di vita e tutela della salute, prevale una fruizione moderata e razionale dei prodotti alcolici, per i giovani i dati indicano una certa problematicità del rapporto con l’alcol. Pur senza emergenzialismi, è urgente elaborare nuove modalità di intervento preventivo e di contrasto degli eccessi, spezzando il pericoloso nesso che si va rinforzando tra fruizione ludica del tempo libero e legittimità degli eccessi, anche con l’alcol. È, poi, da monitorare con estrema attenzione la penetrazione del consumo di alcol tra i ragazzi di età inferiore a 15 anni, che dal rapporto con l’alcol possono ricevere cospicui danni e per i quali vanno elaborati interventi ad hoc, a cominciare dalle famiglie.

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ALLA RICERCA DI SENSAZIONI FORTI
di Cesare Guerreschi

Bere bevande alcoliche tra gli adolescenti è diventata abitudine comune, che non discrimina i giovani con problemi da quelli senza problemi o i giovani di classe elevata da quelli di classe medio-bassa. Rappresenta una pratica generalizzata, determinata dall’esigenza di socializzazione. Il ruolo socializzante dell’alcol riveste una parte importante nella vita dei ragazzi. Le differenze fra i sessi si sono assottigliate rispetto al passato, sia nelle modalità di assunzione di alcolici, sia nelle abitudini quotidiane, e nel nostro Paese prendono piede atteggiamenti di consumo e stili di vita vicini al modello anglosassone. Si può escludere un rapporto deterministico tra abuso ed emarginazione o ignoranza del rischio. I giovani non ignorano il rischio correlato al consumo eccessivo di alcol: lo avvertono e ci convivono.

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IL VINO, UN DONO DEGLI DEI
di Aristide Tronconi

Presso l’antica Grecia il vino veniva usato per preparare cibi, per scopi rituali e religiosi, per allietare le serate con gli amici, durante i simposi. Benché il vino fosse considerato un dono che gli dei vollero fare agli uomini, se ne conoscevano anche gli effetti nocivi. Omero ricorda quanto fosse in grado di ridurre le forze, danneggiare la memoria e suscitare la violenza. Per Senofonte e Euripide l’eccesso poteva annebbiare la mente e spingere alla follia. Alessandro Magno pare avesse qualche problema, durante gli ultimi anni della sua vita, nel tenere sotto controllo l’abuso di alcol. Alcuni studiosi ritengono che possa essere stata una delle cause che fecero peggiorare il suo stato di salute, e lo portarono in breve alla morte all’età di soli 33 anni.

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