Famiglia Oggi.

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n. 11 NOVEMBRE 2006

Sommario

EDITORIALE
Evitiamo lo scontro tra le generazioni
la DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Una popolazione che invecchia sempre più
GIAN CARLO E MARTA BLANGIARDO

apep00010.gif (1261 byte) Non tutti gli anziani sono poveri
FRANCESCO MAIETTA

apep00010.gif (1261 byte) Alla ricerca di una vita normale
MARCO TRABUCCHI

apep00010.gif (1261 byte) Risorse relazionali e benessere
GIOVANNA ROSSI

apep00010.gif (1261 byte) Terza età e non autosufficienza
TIZIANO VECCHIATO

DOSSIER
Verso il prolungamento della vita lavorativa
GIULIANO CAZZOLA

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Utilità e dignità al crepuscolo della vita
BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
La cultura del "finalmente"
RENATA MADERNA

Un esemplare unico nell’editoria
FULVIO SCAGLIONE

Sopravvivere a una "non-educazione"
ORSOLA VETRI (A CURA DI)

MATERIALI & APPUNTI
Lavoro, famiglia e cultura d’impresa
LORENZA REBUZZINI

CONSULENZA GENITORIALE
Un’opportunità educativa unica
LUISA PEROTTI

POLITICHE FAMILIARI
Professione: assistente domiciliare
MAURIZIO AMBROSINI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Bambini cinesi da adottare
ORSOLA VETRI

IL CISF INFORMA
Vita affettiva e uomo contemporaneo

LIBRI & RIVISTE

 

MASS MEDIA & FAMIGLIA - LA PAROLA A LEONARDO ZEGA

La cultura del "finalmente"

di Renata Maderna

Ogni persona anziana ha il diritto di sentirsi ancora parte attiva della propria comunità. Per questo è necessario che ci siano condizioni per un’esistenza decorosa, opportunità di partecipazione alla vita sociale, possibilità di offrire la propria esperienza al servizio del bene comune.
  

Un manifesto che non chiede politiche speciali né privilegi, né protezioni corporative, ma che parte «dalla consapevolezza che la promozione della qualità di vita e del benessere di ogni persona nel nostro Paese deve essere garantita attraverso lo sviluppo di tutti» e sottolinea le direttrici su cui muoversi per permettere agli 11 milioni e mezzo di italiani sopra i 65 anni di avere parte attiva nella società, è l’iniziativa che il mensile Club 3 ha lanciato nel mese di maggio in occasione delle elezioni politiche.

«Servono politiche capaci di promuovere la solidarietà tra le generazioni, senza contrapporre gli interessi dei giovani a quelli degli anziani, o dei bambini a scapito degli adulti, o delle donne contro gli uomini... E servono politiche nazionali e locali che consentano a ogni persona anziana di sentirsi ancora parte attiva della propria comunità, attraverso condizioni di vita decorose, opportunità di partecipazione alla vita sociale, possibilità di offrire la propria esperienza al servizio del bene comune». Sono queste alcune delle affermazioni teoriche del Manifesto per la Terza età che sviluppa cinque punti intorno alle parole chiave: dignità, cittadinanza attiva, volontariato, diritto alla cura e protezione.

Studiato dal Cisf, Centro internazionale studi famiglia, il testo è stato arricchito da autorevoli personalità, che l’hanno sottoscritto come primi firmatari: don Vinicio Albanesi, Gaspare Barbiellini Amidei, Domenico Barrilà, Francesco Belletti, Gian Carlo Blangiardo, Giorgio Campanini, Carla Collicelli, Pierpaolo Donati, Antonio Lubrano, Giovanna Rossi, Fulvio Scaparro, Giovanni Battista Sgritta, Marco Trabucchi, Tiziano Vecchiato, Marco Vitale e don Leonardo Zega. Quest’ultimo, direttore per lunghi anni di Famiglia Cristiana, guida attualmente Club 3 (affiancato da Fulvio Scaglione), dopo esserne stato il primo direttore, nel 1989, al momento della nascita della testata: «Il Manifesto si inserisce coerentemente nella filosofia della testata, che sa guardare al mondo reale degli anziani e parlare a persone che non rappresentano un pezzo isolato della società, ma vogliono vivere in prima persona in relazione con le altre generazioni. Dobbiamo considerare che ci misuriamo con grandi cambiamenti. Ci sono sempre più vecchi, ma sempre meno "vecchi-vecchi" e sempre più "vecchigiovani". La maggioranza degli anziani è tale anagraficamente per l’età che denuncia, ma in realtà non è vecchia, nel senso che ha autonomia personale, si muove liberamente, si è abituata a un certo livello di consumo, non è analfabeta né povera. Con una nota qualificante di straordinaria portata: è più volontaria a favore degli altri, che oggetto di sostegno volontario».

Nello stesso tempo le ricerche realizzate per conto della testata hanno messo in luce un altro elemento distintivo del mondo anziano: gli adulti maturi, i cui figli sono ormai cresciuti, si devono occupare sempre più degli anziani "veri", ultrasettantenni, con problemi di salute o non autosufficienti.

«Nella catena delle generazioni, questo anello, rappresentato dai cinquanta-sessantenni è la risorsa più autentica, e talvolta la sola, per gli equilibri familiari, non solo economici. Ecco perché la nostra testata ha scelto di parlare agli adulti "maturi", dai 40,45 anni in su, che devono affrontare le problematiche della terza età e della quarta età, non tanto propria, quanto dei genitori, suoceri, zii, una popolazione molto vasta che altrimenti non avrebbe una rappresentanza editoriale adeguata. Non pensiamo alla cosiddetta "terza età" nella sua connotazione negativa, che evoca pensionati nostalgici del passato e incerti sul futuro, purtroppo così diffusa in Italia, al contrario di quel che succede in altri Paesi in cui arrivare allo status di pensionato è un motivo d’orgoglio sociale. Là le iniziative, comprese le pubblicazioni, indirizzate agli anziani sono vissute in senso positivo, come una ricchezza da vivere, un di più di vita e di possibilità».

Che la condizione anziana non debba essere vista in termini ghettizzanti e solo problematici è il filo conduttore che lega il Manifesto per la Terza età alla costante linea editoriale della rivista. «L’età della maturità e dell’invecchiamento», spiega Leonardo Zega, «non è più l’età del "purtroppo": purtroppo sto decadendo, purtroppo non ho più vivacità relazionale, purtroppo non ho più un rapporto con la sessualità, purtroppo non ho più soldi, purtroppo non ho più persone con cui interagire, purtroppo non sono più giovane. Sta invece diventando di massa la cultura del "finalmente": finalmente ho tempo, magari grazie alla pensione, finalmente ho tempo perché i figli sono cresciuti, finalmente posso fare dei viaggi, finalmente posso dedicarmi ai miei hobby, finalmente posso lavorare nel volontariato...».

Le pagine di Club 3 sono un rimando costante, con un approccio sereno e positivo, alle molte occupazioni, attività, passioni e anche nuovi doveri che riempiono il tempo degli anziani che è, al contrario dello stereotipo corrente, sempre meno "vuoto", ma contemporaneamente rimandano a una figura di persona in età che non si perde nel continuo lamento o nella richiesta di sostegno, ma si fa sentire in prima persona.

«I vecchi si salveranno solo se saranno essi stessi a volerlo», commenta don Zega, «prevedendo e preparandosi per tempo a vivere in pienezza l’ultima stagione dell’esistenza».

Renata Maderna
  

WEB & FAMIGLIA
UN AIUTO DALLA RETE

"Viva gli anziani in rete" (www.santegidio.org/it/anziani/net/anziani) propone di offrire notizie, approfondimenti e strumenti utili agli anziani e a chi è loro vicino. Tra le rubriche segnaliamo il Dossier dedicato al tema della difesa dei diritti il cui obiettivo è puntato sull’analisi di un nuovo istituto giuridico in vigore nel nostro ordinamento dal marzo 2004: quello dell’Amministratore di sostegno. Tra le iniziative quella "Per non andare in istituto da anziani e rimanere a casa propria". Il sito, legato alla Comunità di Sant’Egidio, rappresenta un modo nuovo di affrontare l’assistenza costruendo una rete capillare di sostegno per combattere l’isolamento e per consentire a tutti di invecchiare serenamente.

   

IL MANIFESTO PER LA TERZA ETÀ: 
COSA CHIEDIAMO

1 Dignità e autonomia
Vivere in modo autonomo e dignitoso è un diritto spesso difficile da riscuotere per gli anziani. Chiediamo quindi di:

  • Innalzare la soglia di tutti i trattamenti pensionistici a un livello minimo "decente": nessuna pensione più al di sotto della no tax area (oggi pari a 7.500 euro per i percettori di reddito, vale a dire 650 euro al mese);
  • diminuire in modo consistente la pressione fiscale sul cumulo dei redditi della coppia;
  • valorizzare i periodi di maternità e le interruzioni lavorative per compiti di cura familiare nel computo del periodo pensionistico.

2 Cittadinanza attiva
Il protagonismo sociale degli anziani viene spesso messo in discussione dall’effetto congiunto dell’uscita dalla vita lavorativa e dall’indebolirsi della salute. Occorre quindi:

  • progettare un piano nazionale di "formazione intergenerazionale", utilizzando sapere e competenze dei lavoratori senior con percorsi di accompagnamento, inserimento lavorativo, formazione e tutorship rivolti ai neoinseriti nei contesti di lavoro;
  • offrire agli anziani condizioni agevolate nella fruizione di servizi culturali, trasporti, musei, spazi di socializzazione, spettacoli, ecc.;
  • lanciare un piano nazionale di contrasto al "digital divide", che vede spesso gli anziani in difficoltà di fronte ai nuovi strumenti tecnologici.

3 Promozione del "volontariato senior"
Già molto numerose sono le iniziative di azione volontaria da parte degli anziani, indirizzate sia ad altri anziani, sia alle più varie forme di bisogno o di promozione del bene comune. Anche in questo caso le responsabilità della pubblica amministrazione sono state trasferite a livello regionale e locale.

Chiediamo pertanto al Governo nazionale un deciso piano di rilancio dell’azione volontaria nel nostro Paese, attraverso:

  • la revisione della normativa nazionale (L. 266 sul volontariato);
  • la defiscalizzazione dei contributi versati al mondo non profit da parte di privati e imprese;
  • sensibilizzare e promuovere l’azione volontaria nella terza età su tutti i principali mass media.

4 Diritto alla cura
La permanenza dell’anziano nel proprio contesto sociale e familiare è valore condiviso e fortemente perseguito oggi nel nostro Paese, sia dalle famiglie sia nei disegni, nei progetti e nelle azioni dei servizi sociosanitari. L’alleanza tra cure da parte delle famiglie e servizi pubblici, privati e di privatosociale, è oggi fondamentale. Al Governo nazionale chiediamo quindi, a questo riguardo:

  • definire a livello nazionale, con atto apposito, dei "livelli essenziali di assistenza", in modo da garantire pari condizioni di diritti sociali su tutto il territorio nazionale
  • defiscalizzare fortemente i costi sostenuti dalle famiglie per la cura dei propri parenti fragili (ad esempio costi per le badanti o per altri servizi assistenziali a pagamento);
  • promuovere e finanziare un piano nazionale finalizzato di "integrazione e qualificazione professionale" delle badanti.

5 Protezione contro la non autosufficienza
L’area della non autosufficienza rimane ambito di grande rilevanza e centralità nel nostro Paese. Chiediamo quindi di:

  • definire e finanziare un Piano e un Fondo nazionale per la non autosufficienza, sulla cui base rilanciare servizi residenziali integrati e di qualità per gli anziani non autosufficienti. A questo scopo è opportunità forte il progetto di legge di iniziativa popolare promosso dalle confederazioni sindacali sulla non autosufficienza alla fine del 2005, che dovrebbe essere sottoposto urgentemente all’esame del Parlamento.








 

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