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Hanno fatto incetta di premi, sbaragliando concorrenti di tutta Europa. È la storia dei Billy Elliot all’italiana, di una piccola scuola di ballo di provincia, "Il Balletto" di Castelfranco Veneto, assurta al rango di fabbrica di "stelle". Alla semifinale europea dello Youth America Grand Prix, uno dei più prestigiosi concorsi di danza, cui hanno partecipato 70 scuole nazionali ed europee, i suoi allievi hanno vinto il primo e secondo premio "Ensemble" e il terzo solisti. Questo significa che ad aprile ben 36 allievi della scuola voleranno a New York per rappresentare l’Italia e l’Europa nella finale. Inoltre otto di loro hanno vinto borse di studio estive presso l’American Ballet, e altri ancora hanno ricevuto l’"invito" per partecipare agli stage senza audizione. Tenuto conto che la scuola americana riceve ogni anno più di 5.000 richieste, si tratta di un risultato straordinario.
«Siamo abituati a vincere concorsi, ma in questo caso siamo rimasti senza parole», commenta Susanna Plaino, direttrice di questa scuola gioiello della provincia veneta, definita dalla giuria «straordinaria per la tecnica, il lato artistico e quello coreografico». La scuola di Castelfranco è abituata a lavorare nel silenzio, lontana dai riflettori, anche se negli ambienti è conosciuta per la sua serietà. Questa volta i media l’hanno notata, soprattutto per la storia di uno dei suoi allievi, Ruben Del Monte, 16 anni, di Gemona, facilmente avvicinabile a quella dell’indimenticabile protagonista del film di Stephen Daldry. Anche suo padre, che gestisce un bar in paese, voleva che facesse il calciatore, anche lui ha dovuto fare un po’ di fatica, neanche tanta, per convincerlo ad assecondare il suo sogno.
«Ho cominciato con la ginnastica artistica, poi ho voluto provare anche la danza e ho capito che quella era la mia strada», spiega Ruben. È molto imbarazzato. È un ragazzo schivo e lavoratore, e questa improvvisa notorietà gli dà fastidio. Anche perché la sua storia è molto simile a quella di altri suoi compagni. Come Federico, di Modena, qualificatosi nel passo a due, e Piergiorgio, di Padova, che come lui si è guadagnato uno stage a New York. Sono ragazzi abituati ai sacrifici. Come Ruben hanno studiato fino alle medie nella loro città d’origine. Poi l’approdo a Castelfranco, dove frequentano il liceo la mattina e sudano per cinque ore tutti i pomeriggi sotto la direzione di Susanna Plaino e del coreografo Elias Garcia Herrera. Questo è reso possibile da una convenzione tra "Il Balletto" e il liceo parificato a opzione coreutica Maria Assunta. I ragazzi affrontano quindi una doppia scolarità e studiano lontano da casa, con gravi sacrifici da parte delle famiglie.
L’occasione della loro vita «Spesso non vanno a casa nemmeno il fine settimana, perché sono impegnati nelle prove degli spettacoli», spiega la direttrice, «abbiamo affittato per loro alcuni appartamenti e io stessa sono la loro tutor. Abbiamo creato una compagnia di danza giovanile e li facciamo esibire in pubblico. Anche per questo sono così maturi». L’avventura americana è l’occasione della loro vita. Per questo la scuola è in cerca di fondi, perché le borse coprono solo il costo degli stage, non il viaggio e la trasferta. «Purtroppo non godiamo di nessun finanziamento, in Italia non siamo riconosciuti come ente di formazione, nemmeno come scuola professionale», continua la direttrice, «molte famiglie si toglieranno il pane di bocca per non deludere i loro ragazzi, perché questa è un’esperienza che ricorderanno per tutta la vita». Nonostante i riflettori puntati su Ruben, infatti, per ora non si è fatto avanti nemmeno uno sponsor.
«Le case di abbigliamento, su cui contavamo, non ci hanno nemmeno risposto. Dicono che questi ragazzi non fanno sport: ma sono talenti straordinari, che portano all’estero un’immagine dell’Italia bella e pulita». In tutto la scuola conta 98 allievi, dai 4 ai 19 anni. Ai corsi avanzati si arriva dopo dure selezioni, ma la maggior parte di loro trova lavoro senza problemi. «Abbiamo anche parecchi allievi maschi. Dobbiamo riconoscere che una buona mano ce l’ha data Amici, la trasmissione della De Filippi. All’inizio l’abbiamo benedetta, poi purtroppo è cambiata. Adesso mandano i ragazzi al massacro e cercano solo il personaggio». Simonetta Pagnotti
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