Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

    

 «Divulgazione sì,
ma fedele al testo sacro»

 
Attualità.
di Saverio Gaeta


BIBBIA IN DVD – LE STORIE DELLA BIBBIA IN DVD
DALLA SETTIMANA PROSSIMA CON "FAMIGLIA CRISTIANA" UN AVVINCENTE VIAGGIO ATTRAVERSO 14 GRANDI FILM NELL’ANTICO E NEL NUOVO TESTAMENTO


IL CINEMA CHE È UNA RIVELAZIONE

Il fascino del racconto biblico, in immagini di alta qualità cinematografica, al servizio della riscoperta delle nostre radici: così monsignor Ravasi sintetizza la nostra serie.

L’arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, ha avuto sempre l’occasione di vedere in anteprima i "capitoli" della Bibbia televisiva. Ettore Bernabei voleva infatti il suo giudizio previo sulla sufficiente compatibilità del prodotto con il testo originario.

  • Eccellenza, quale sintesi complessiva ne ha tratto?

«È una serie che riflette la complessità e la diversità dei protagonisti di questa iniziativa, per cui l’eterogeneità delle realizzazioni è evidente. Ci sono dei testi che conservano sostanzialmente l’anima biblica, altri che ne esaltano di più l’afflato narrativo (e quindi anche un po’ la spettacolarizzazione). Poi c’è l’episodio che paradossalmente ha avuto meno successo, ma che è invece il più bello di tutti, la Genesi di Ermanno Olmi, il quale è riuscito a cogliere in profondità il senso di quel messaggio».

  • Quale obiettivo si può attribuire a questa iniziativa di trasformare la Bibbia in immagini?

«Credo che il desiderio ultimo di una tale operazione possa essere quello di far sì che lo spettatore moderno – abituato all’immagine e all’essenzialità – si sforzi di fare un passo ulteriore e vada a leggere il testo biblico. Certamente si deve registrare che questo passo viene fatto soltanto da una percentuale: ma è già un fatto positivo».

  • Ma che cosa significa, a suo parere, trasporre la Bibbia in immagini?

«Suppone fondamentalmente due movimenti. Il primo, "centripeto", è quello di riuscire a risalire al passato, facendo comprendere la dinamica biblica, con il suo particolare linguaggio e una concezione del mondo diversa dalla nostra. Il secondo, "centrifugo", deve inserire quel testo nell’"oggi" della storia, mostrando come quel messaggio antico tocchi le istanze, le attese, le speranze fondamentali dell’umanità. L’esito positivo si ha quando le risposte che vengono date hanno in sé anche il sigillo del trascendente, del mistero, del divino, in quanto la Bibbia è innanzitutto un testo sacro».

  • Quale dimensione culturale individua in questa opera?

«La cultura non deve essere sempre vista come un livello "alto". Cultura è anche la dimensione della comunicazione diretta, immediata, soprattutto attraverso i nuovi mezzi egemoni, quelli visivi. Questa della Bibbia televisiva è stata una grande operazione popolare, che ha avuto importanti risultati in tutto il mondo anche grazie al mezzo del piccolo schermo. Ci insegna che non dobbiamo mai "arricciare il naso", perché i palati dei telespettatori hanno bisogno pure di queste mediazioni, semplici e nel contempo incisive».

  • Questa Bibbia televisiva può essere considerata la Biblia pauperum dei tempi moderni, paragonandola cioè al ruolo rappresentato nel Medioevo dall’arte nelle cattedrali?

«Qualche secolo fa, per chi non sapeva leggere, c’era lo splendore delle sequenze iconografiche degli affreschi, dei bassorilievi marmorei, delle vetrate policrome. Oggi ci troviamo in una situazione diversa dal punto di vista culturale: allora era la cultura "alta" che parlava al popolo in una maniera qualitativamente eccelsa. Adesso la cultura "alta" utilizza strumenti molto più immediati e semplificati. Per cui esiste un parallelo nel metodo, ma la qualità è da considerarsi diversa».

  • Se dovesse spiegare in sintesi perché vale la pena di vedere questi dvd, che cosa direbbe?

«Direi che lo spettatore ne ricava due guadagni. Innanzitutto rimarrà affascinato da questi racconti, di grande bellezza narrativa e di ottima fattura cinematografica. In secondo luogo ritroverà radici, sia di tipo culturale sia di tipo spirituale, essenziali per comprendere la nostra storia e per alimentare la nostra esistenza».

Saverio Gaeta
   
   
IL PIANO DELL’OPERA

GENESI (FC n. 5)
Il regista Ermanno Olmi narra la sua Genesi attraverso le immagini della natura e le parole di un pastore nomade. Il vecchio beduino racconta sotto la tenda la nascita dell’universo e dell’uomo ai figli e ai nipoti. Il film ricorda che la creazione avviene ogni giorno e che il patto tra Dio e l’uomo si rinnova o si rompe in ogni nostro atto.

ABRAMO (FC n. 6)
Cronologicamente il primo della serie, il film si distingue per la rigorosa ricostruzione storica e la fedeltà alla pagina biblica. Abramo abbandona la sua patria e si stabilisce con la sua gente nella terra di Canaan, dove Dio lo chiama all’esperienza più drammatica della sua vita: il sacrificio del figlio Isacco.

GIACOBBE (FC n. 7)
La storia di Giacobbe, l’uomo che lotta con suo fratello Esaù, con Labano e con Dio, è una delle più avvincenti saghe familiari della Bibbia. Questo film ha saputo tradurre in immagini spettacolari e scene coinvolgenti il destino di benedizione che ha segnato la vita del Patriarca, che ha dato il suo nome a Israele.

GIUSEPPE (FC n. 8)
Come quasi tutti i film della serie, è girato in Marocco tra le montagne dell’Atlante, il deserto e la fertile valle del Draa. Il regista Roger Young narra l’apoteosi del figlio di Giacobbe, venduto come schiavo dai fratelli e diventato consigliere del faraone. La sua fu una missione di salvezza per tutta la sua gente.

MOSÈ (FC n. 9)
L’epica della fede e della libertà in un film di passione e avventura. La vita di Mosè è narrata in tutti i punti essenziali: salvato dalle acque del Nilo, diviene principe egiziano; costretto a fuggire, conosce Dio nel deserto, che lo sceglie per condurre fuori dall’Egitto il popolo di Israele verso la Terra Promessa.

SANSONE E DALILA (FC n. 10)
Ricco d’avventura e di momenti spettacolari, il film narra la vita del "giudice" Sansone e della bella e insidiosa Dalila. Sansone, pur dotato di una straordinaria forza, conosce il declino fisico e morale. Si riscatta con la distruzione del tempio dove sono radunati tutti i filistei.

DAVIDE (FC n. 11)
Tratto fedelmente dai testi biblici, e in particolare dal Primo Libro dei Re e dai Salmi, il film ripercorre la vita di uno dei personaggi più affascinanti della Bibbia e dell’intera storia dell’umanità: Davide, che da giovane pastore al servizio di Saul diventerà re di Israele. Anche Davide è un personaggio di forti chiaroscuri, sempre in bilico tra peccato e pentimento.

JESUS (FC n. 12)
Il film narra un Gesù nella sua piena maturità: compie miracoli, prega, rivela la volontà del Padre; ma sa anche ridere e scherzare, con i bambini come con i discepoli. Ama la vita e le sue gioie. Ma sceglierà la via della morte per la salvezza di tutti. Questo è un Gesù dal volto nuovo e sorprendente per il cinema contemporaneo.

SALOMONE (FC n. 13)
Una storia che ben si presta alla narrazione cinematografica per la ricchezza di elementi drammatici: la vita, la grandezza e la decadenza del re Salomone. Il film documenta l’organizzazione del piccolo regno di Israele e la costruzione del Tempio di Gerusalemme. Splendida la narrazione dell’incontro di Salomone con la regina di Saba.

ESTER (FC n. 14)
È un racconto fedele alla narrazione biblica e, allo stesso tempo, valorizza la dimensione spettacolare, con la suggestiva ricostruzione dell’epoca persiana. L’umile Ester diventa la moglie del re Assuero. Da quella posizione può allontanare la minaccia di distruzione del popolo ebraico.

GEREMIA (FC n. 15)
La storia del profeta Geremia è una delle più tormentate vicende personali narrate nell’Antico Testamento. Il film riproduce anche l’incerta situazione politica durante la quale visse il profeta, segnata da grande instabilità sociale e religiosa, quando il piccolo regno di Giuda si trova schiacciato tra la potenza babilonese e quella egiziana.

SAN PIETRO (FC n. 16)
Quasi fosse un dietro le quinte dei Vangeli, il film racconta le difficoltà e le vittorie che il cristianesimo ha affrontato per diffondersi. San Pietro, il povero pescatore del lago di Tiberiade, è presentato come il garante della continuità tra i discepoli di oggi e la predicazione di Cristo ieri.

SAN PAOLO (FC n. 17)
Il film racconta la storia di Paolo di Tarso, l’apostolo delle genti. Saulo, ricco e colto ebreo con cittadinanza romana, perseguita i seguaci di Gesù, all’epoca guardati con sospetto sia dalle locali autorità giudaiche sia dai Romani. Ma un avvenimento imprevedibile lo trasformerà in uno dei fondatori della Chiesa.

SAN GIOVANNI / L’APOCALISSE (FC n. 18)
Il film è incentrato su Giovanni e si svolge durante la persecuzione dei cristiani sotto Domiziano. Da Patmos Giovanni invia le sue lettere alle Chiese dell’Asia Minore. Il film mette in immagini le visioni dell’Apocalisse.

Roberto Di Diodato


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