Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 
Arrivederci
di Franca Zambonini


PER GLI STATUTI DEI FOCOLARI E UNA NORMA OTTENUTA
DA PAPA WOJTYLA


DOPO CHIARA, ALLA GUIDA
SEMPRE UNA DONNA


L’erede sarà scelta dai Focolarini. Verranno elette nel mondo le delegazioni, che si riuniranno a Roma per il voto finale. Agli inizi del movimento, i timori dei vescovi per la presenza femminile e la "confidenza eccessiva". Poi venne il Concilio.


Secondo una regola non scritta del giornalismo, quando la notizia non c’è si inventa. Dopo la morte di Chiara Lubich alcuni giornali hanno avanzato, con un po’ di fantasia, il nome di chi le succederà. Infatti, Chiara non ha lasciato indicazioni, al contrario di don Giussani, il fondatore di Comunione e liberazione, che aveva designato il suo successore.

La scelta avverrà in altro modo. Entro quest’anno, i Focolarini sparsi nel mondo eleggeranno le delegazioni da mandare a Roma, dove verrà votata la nuova presidente e insieme i membri del Consiglio centrale, cioè i più stretti collaboratori. Secondo gli statuti, la presidente sarà una donna, mentre i membri del Consiglio saranno in parità, la metà donne e la metà uomini.

Dunque, per scelta di Chiara, il capo del movimento sarà sempre una "capa", per usare una sua parola: era lei a chiamare familiarmente "cape" le dirigenti. Aveva ottenuto da Giovanni Paolo II che la norma fosse inserita negli statuti. Mi disse Chiara, in una intervista: «È una novità che conferma come una donna, pur non avendo ricevuto l’Ordine sacro, possa presiedere un organismo ecclesiale al quale appartengono anche sacerdoti e religiosi, oltre a un buon numero di vescovi. Ciò fa intravedere nuovi orizzonti nella Chiesa».

Chiara Lubich con Giovanni Paolo II (foto Catholic Press).
Chiara Lubich con Giovanni Paolo II (foto Catholic Press).

Le sue idee sulla presenza femminile, nella Chiesa come nella società, erano decise e anche anticipatrici: «Oggi le donne sono attive in ogni campo di lavoro. Sanno di non godere pienamente dei loro diritti, perciò si impegnano ad attuarli. Occorre darsi da fare. In tante, troppe culture, la donna vive addirittura in stato di schiavitù. E poi non dimentichiamo il valore unificante, la ricerca della concordia, tipico dell’essere femminile...». La spiritualità di Chiara restava sempre stretta all’insegnamento del Maestro: «Gesù parla alle donne di cose profondissime, anche alle peccatrici, con una tale immediatezza e semplicità da scandalizzare pure gli apostoli».

Anni prima, anche i vescovi si erano preoccupati, per non dire "scandalizzati", per la vasta presenza femminile nei Focolari. La conferenza episcopale mise sotto studio il movimento. Per esempio, nell’assemblea della Cei del 1957 le voci inquiete furono molte. «Meraviglia che siano le donne a fare da maestre dello spirito», disse monsignor Traglia. «La mescolanza è pericolosa», lamentava monsignor Albanesi. «I Focolarini sono buone persone e, ad uno ad uno, anche eccellenti. Ma c’è promiscuità, confidenza eccessiva...», osservava monsignor Montini.

Tirò le conclusioni il cardinale Siri, chiedendo una commissione di inchiesta per chiarire, insieme ad altri dubbi, «se esiste questo senso di familiarità, anche solo spirituale, tra i due sessi». Altri tempi, altre mentalità. Tante nuvole sono svanite. Verrà Giovanni XXIII, con il Concilio che aprirà le porte ai laici, uomini e donne. Verrà Giovanni Paolo II e la sua Mulieris dignitatem, la Lettera alle donne che ci ha conquistate, credenti e non credenti.

Il 30 aprile 1995, papa Wojtyla incontrò a Trento i giovani dei Focolari insieme a quelli di Comunione e liberazione. Buttò via il discorso, improvvisò un dialogo serio e scherzoso com’era il suo stile: «Chiara è nata qui, Chiara tridentina... Conosco le specialità, la cucina di Chiara, la cucina di Giussani... Così la Chiesa cresce». Cresce anche mettendo una donna a capo del movimento laico più diffuso nel mondo.

Franca Zambonini

torna all'indice