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Attualità.
di Alberto Bobbio e Guglielmo Nardocci


POLITICA
O
PINIONI A CONFRONTO


Mauro Ceruti - Partito democratico
«ALLA SCUOLA SERVE PIÙ SEVERITÀ»



Concorda con la Cei il professor Mauro Ceruti, preside della facoltà di Scienze della formazione all’Università di Bergamo, cattolico impegnato nell’educazione e candidato al Senato in Lombardia nel Pd: «La scuola non è l’argomento della campagna elettorale. Ma i vescovi hanno ragione a dire che il tema è centrale».

  • Professore, voi cosa proponete?

«Intanto bisogna smetterla, a ogni cambio di legislatura, di fare la riforma della riforma della scuola. Le famiglie non capiscono più nulla, gli insegnanti vengono demotivati e si sprecano un sacco di soldi».

  • Quindi?

«Dobbiamo partire dall’idea che un milione di insegnanti nel nostro Paese sono una risorsa, che va valorizzata. Invece i Governi si applicano per deprimerli. Aboliremo il precariato come metodo. Un insegnante non può aspettare fino a 15 anni per diventare di ruolo. Quindi concorsi e abilitazioni».

  • E gli stipendi?

«La scuola soffre perché si spende poco e male. In questi anni abbiamo speso di più per la nuova portaerei che per l’educazione. Dobbiamo invertire la tendenza e destinare una parte cospicua delle nuove entrate a tre capitoli di spesa: scuola, ricerca e famiglie».

  • Misurerete la qualità degli insegnanti?

«Il problema della valutazione è fondamentale. Ma la formazione continua deve essere prevista per legge per tutti gli insegnanti. Siamo contrari ad aumenti di stipendio solo per chi accetta di aggiornarsi».

  • Cosa significa sostegno alle famiglie?

«Dare a tutti la possibilità di far frequentare ai figli la scuola che vorrebbero. Oggi invece molte famiglie, con livelli di reddito bassi, vengono private del diritto allo studio per i figli. La scuola costa troppo, l’acquisto dei libri diventa un problema. Il buono libri può servire come provvedimento immediato. Ma senza una politica familiare generale è solo un palliativo».

  • Di cosa ha bisogno la scuola italiana?

«Maggior rigore e severità. Ma dobbiamo anche insegnare alle famiglie che non è bene fare i "sindacalisti" dei figli. In questi anni la scuola ha ecceduto nei progetti più vari: educazione all’ambiente, alla cittadinanza. E si è dimenticata di insegnare a scrivere, leggere e far di conto».

  • Il Pd che organizzazione propone?

«Otto anni di scuola di base, senza più distinzione tra primarie e medie. E un biennio obbligatorio uguale per tutti. Il vero problema è la scuola superiore. Oggi solo il classico va bene. Occorre una riforma degli istituti tecnici, dove si coniughino competenze tecniche e culturali».

  • La scuola privata verrà aiutata?

«Per il Pd la scuola è tutta pubblica. Noi siamo assolutamente contrari a fare scuole di Destra, di Sinistra, cattoliche, musulmane, ebree e protestanti. Vorrebbe dire porre le premesse per sfasciare la comunità nazionale. La scuola privata deve restare un servizio pubblico come accade oggi. Dunque, all’interno delle facilitazioni alle imprese, previste dal nostro programma, terremo in maggior conto, anche dal punto di vista fiscale, l’impresa educativa, proprio per il suo carattere di servizio pubblico».

Alberto Bobbio
   
   

Sandro Bondi - Popolo della libertà
«FINANZIEREMO L’ISTRUZIONE PRIVATA»



«La crisi della società e dell’economia dipende in gran parte dalla crisi della scuola e del nostro modello educativo». Sandro Bondi, numero due di Forza Italia, parla di scuola, formazione, università, temi che sono scomparsi dalla campagna elettorale.

  • Onorevole Bondi, non ritiene invece che siano centrali come gli altri temi?

«Certo. La scuola, la formazione e l’educazione rappresentano il capitale umano più importante per il futuro di una nazione. Per cambiare questa situazione è inutile mettere a punto nuove riforme generali della scuola e dell’università. È necessario piuttosto partire da una questione decisiva: quella degli insegnanti. Una scuola è buona soprattutto perché ha dei buoni insegnanti. Se non si affronta questo problema è inutile perdere tempo con l’elaborazione di grandi riforme che ottengono l’effetto di distruggere ciò che resta di valido nella scuola italiana»

  • Ogni Governo che viene fa una riforma diversa. Non sarebbe ora che ci fosse un accordo bipartisan che dia un volto definitivo alla scuola?

«È vero. Non si può riformare la scuola a ogni cambiamento di maggioranza di Governo. Così si distrugge la scuola e si disorientano gli insegnanti. Se si deve fare una riforma generale della scuola la si faccia a partire da un piano organico elaborato da una commissione di esperti scelti al massimo livello e si investa su questo modello per i prossimi decenni».

  • Questione del finanziamento della scuola privata. Voi l’avete nel programma, intendete impegnarvi come nelle passate campagne elettorali?

«Certamente, questo è un punto fondamentale del nostro programma, che la Sinistra osteggia per un pregiudizio ideologico e culturale. Ma in questo modo non si fanno neppure gli interessi delle classi sociali più deboli, anzi è vero il contrario. I figli delle classe sociali più

bisognose hanno tutto da guadagnare da una scuola libera e dalla possibilità di scegliere fra diverse scuole. Don Lorenzo Milani ce l’ha insegnato, sempre che si voglia comprendere la sua lezione e non strumentalizzarla a fini politici».

  • La scuola superiore, tolto il liceo classico, è allo sfascio. Cosa farete?

«Purtroppo l’Italia poteva contare su una scuola di eccellenza come il liceo e abbiamo fatto di tutto per smantellarla. Bisogna ridare vita a scuole di prestigio, sia a livello superiore che a livello universitario. Dovremmo avere molte Scuole Normali, come quella di Pisa, se vogliamo riavere un ruolo nell’economia, nella scienza e nella ricerca. Altrimenti siamo condannati alla decadenza e al declino. Come, purtroppo, sta già in parte avvenendo».

  • I costi della formazione scolastica cominciano a pesare sul bilancio delle famiglie già gravate da altri fattori. Che tipo di sostegno intende offrire il Pdl?

«Dare alle famiglie la possibilità di scegliere anche una scuola non statale. Il nostro programma prevede un fisco incentrato proprio sulla famiglia, a partire dall’aiuto a quelle più numerose, dal ripristino delle deduzioni e all’introduzione del quoziente familiare».

Guglielmo Nardocci

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