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Sommario.

 

    

La saggezza e il tempio

 
Attualità.
di Gianfranco Ravasi


BIBBIA IN DVD – LE STORIE DELLA BIBBIA IN DVD
MONSIGNOR RAVASI ILLUSTRA LA FIGURA BIBLICA DI SALOMONE


IL RE COLTO E SAPIENTE
CON LA "PACE" NEL NOME


Fu l’emblema del saggio per eccellenza. Ma la sua fama è legata soprattutto alla politica interna, estera e religiosa.

Salomone era morto da almeno 900 anni quando ad Alessandria d’Egitto fu composto il libro della Sapienza. Eppure, la tradizione non ha avuto esitazioni nell’attribuire al celebre re di Israele anche quest’opera scritta in greco, così come a lui fu assegnata la paternità del Cantico dei Cantici (1,1) e di Qohelet-Ecclesiaste (1,1), testi da collocare secoli dopo il regno del figlio di Davide. A lui fu ricondotto l’intero libro dei Proverbi (1,1), anche se alcune parti dell’opera hanno riferimenti ad autori diversi: in questo scritto è possibile, però, che qualche raccolta di detti e aforismi possa essere sorta proprio durante il governo salomonico.

Certo è che Salomone nella storia ebraica è rimasto come l’emblema per eccellenza del sapiente (anzi, «egli superò la saggezza di tutti gli orientali e tutta la saggezza d’Egitto»), celebrato dalla Bibbia come autore di «tremila proverbi e mille e cinque poesie», capace di dissertare di botanica e di zoologia (1Re 5,9-13). Ma la sua figura è legata soprattutto alla politica interna, estera e religiosa. Egli era nato dall’appassionato amore del padre Davide per la bellissima Betsabea, sposata in modo tutt’altro che corretto (2Samuele 11-12). Il suo nome in ebraico evocava la parola shalôm, "pace, benessere, prosperità", mentre il secondo nome era Iedidià, ossia "prediletto del Signore" (2Samuele 12,25).

La sua successione sul trono paterno era stata travagliata perché di mezzo c’era un altro pretendente, Adonìa, figlio di Davide e di un’altra moglie. Ma una volta assunto il potere, Salomone s’era rivelato un abilissimo capo di Stato. Fu lui a dare al regno unito una struttura amministrativa e ad aprire una vivace politica internazionale, affidata a un’efficace rete di rapporti commerciali con Africa, Asia, Arabia e soprattutto col colosso economico vicino, la Fenicia, in particolare col re di Tiro Hiram.

La visita alla regina di Saba

Fu quest’ultimo a concedergli assistenza tecnica durante l’attuazione della maggiore delle grandi opere messe in cantiere da Salomone, quella dell’edificazione del tempio di Gerusalemme, impresa durata sette anni, e del palazzo reale, che di anni ne richiese ben 13.

Una flotta notevole, allestita con l’aiuto dei Fenici, permetteva uno scambio commerciale fruttuoso: la base più importante era nell’attuale golfo di Aqaba-Eilat e questo rivelava anche l’estensione territoriale del regno che, tra l’altro, era stato costellato di città-deposito e di fortezze. Solo la frontiera settentrionale era stata ridimensionata con la cessione di 20 città della Galilea al potente vicino, il re Hiram, così da poter mantenere con lui buone relazioni, essendo necessari a Israele sia la tecnologia sia il materiale da costruzione (il legname) di cui disponevano i Fenici.

La grandeur di Salomone era esaltata anche dalla cura dell’immagine: in questa linea si spiega il suo sterminato harem che la Bibbia, un po’ enfaticamente, quantifica in 700 mogli e 300 concubine, provenienti da varie nazionalità, a suggello di una serie di contatti politici, diplomatici ed economici.

A quest’ultimo proposito, un evento che certamente creò grande emozione fu la visita di Stato della regina di Saba, l’attuale Yemen, un’operazione anche pubblicitaria per esaltare la reggia, il Governo, la prosperità del regno salomonico (1Re 10,1-10), espressione di scambi non solo commerciali ma anche culturali. Non mancarono, però, scontri bellici, come attestano le campagne contro un piccolo regno edomita nell’attuale Giordania e contro una città-Stato di Siria, Zoba. Ma non tutto era perfetto: anche all’interno covava un sordo rancore da parte di alcuni strati sociali contro l’eccessiva imposizione fiscale che colpiva le classi più deboli.

Fu un funzionario statale, Geroboamo, a iniziare un movimento di ribellione, sedato da Salomone, ma destinato alla sua morte a esplodere, dando il via attorno al 930 a.C. a una divisione del regno ebraico in due Stati antagonisti.

Gianfranco Ravasi

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