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Arrivederci
di Franca Zambonini


DOPO SARKOZY E CARLA BRUNI ORA TOCCA A PUTIN E ALLA BELLA GINNASTA

PASSIONI E PETTEGOLEZZI
SE IL POTERE S'INNAMORA


Finita la discrezione di un tempo, giornali e Tv inseguono gli amori degli uomini pubblici, che diventano personaggi da telenovela.


Chiedersi "chi ama chi" nei palazzi della politica, sarebbe un’indiscrezione sgarbata. È giusto che gli amori degli uomini pubblici restino privati. È vero che l’harem del Re Sole stava sotto gli occhi di tutti, perché era un uomo dissoluto e un monarca assoluto. Ma in tempi democratici il popolo può criticare gli atti di Governo, non i subbugli dei sentimenti.

Se fosse così, sarebbe bello. E invece non è vero niente. La nostra è l’epoca del giornalismo pettegolo e della Tv guardona. Quelli che si prendono o si lasciano fanno più notizia di quelli che vivono quieti tra lavoro, affetti familiari e svaghi onesti. L’andirivieni delle coppie alimenta il numero di copie, fa balzare gli indici d’ascolto. La più spiata tra le stanze del potere è adesso la stanza da letto, e gli affari di Stato interessano assai meno degli affari di cuore.

Chi di noi sarebbe in grado di citare un’importante decisione politica di Sarkozy? Nessuno. Però siamo ben preparati a rispondere sulla vecchia moglie Cécilia e sulla nuova moglie Carla, sulle stizze della prima e le ripicche della seconda, in una telenovela che li ha collocati in cima alla classifica dei francesi più antipatici.

Forse non per colpa loro, ma perché niente ci è stato risparmiato, dallo scoppio della passione fino alle ansie per la visita alla regina Elisabetta. La ex modella italiana avrebbe retto allo snobismo del protocollo britannico? Per nostra tranquillità, ha retto bene: tacchi bassi, abiti severi, tono giusto. Qualche giornale l’ha paragonata, non senza azzardo, alle compiante Jacqueline Kennedy e Grace di Monaco (ma intanto qualche altro pubblicava villanamente una foto di lei nuda).

Ora si prevede che una simile ondata di antipatia si abbatta su un altro potente, Vladimir Putin. A difesa preventiva, già mette le mani avanti il suo amico Nikita Michalkov, il grande regista di Oci ciornie e Il sole ingannatore: «Qualsiasi cosa faccia il nostro presidente, la fa con la dignità di un uomo e di un ufficiale». Il regista parlava del futuro politico di Putin, che il 7 maggio lascerà la presidenza al successore Medvedev (però resterà primo ministro). Ma accennava anche alla svolta sentimentale.

La sua nuova fiamma sarebbe Alina Kabaeva, campionessa di ginnastica, giovane bellezza nonché deputata di Russia Unita, il partito di Putin. Le nozze sarebbero in vista. Lei ha 24 anni, lui 55. Anche questa telenovela ingolosisce stampa e Tv a caccia di appetitosi scoop. E pensare che l’amore tra Putin e la moglie Ljudmila, sposati da 22 anni, era così schivo che su di esso è uscito in Russia un film intitolato: Un bacio non per la stampa.

Cronaca di un altro amore all’ombra del potere, anche se ormai passato. L’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl si risposa, e non c’è una prima moglie a dar fastidio perché è vedovo. Il pettegolezzo può esercitarsi solo sulla differenza d’età: lui ne ha 78, lei 43. La prossima sposa, Maike Richter, è economista e funzionaria del Governo. Dopo la scomparsa della prima moglie, morta suicida nel 2001, e una chiacchierata relazione con la segretaria, il vecchio Kohl può ben dire: «Ricomincio da tre». Il gossip si ritira sconfitto.

Franca Zambonini

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