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Il Governo guidato nuovamente da Berlusconi promette di essere da subito rapido e incisivo sia sul fronte della fiscalità che su quello delle grandi opere: «Il primo Consiglio dei ministri abolirà come promesso l’Ici sulla prima casa e darà il via alla detassazione degli straordinari», assicura a Famiglia Cristiana Renato Brunetta, responsabile del programma governativo. «I lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto partiranno come promesso», aggiunge Altero Matteoli, prossimo ministro per le Infrastrutture e l’Ambiente, «ma l’agenda delle grandi opere non si ferma al ponte».
«Questo dipende dalle modalità che saranno adottate. Noi aboliamo la tassa secondo modi e tempi che vedremo. Per coprire il buco di entrate che si crea servono un miliardo e novecento milioni di euro, un costo che va valutato e spalmato nel tempo per non creare squilibri. Stesso procedimento sarà seguito per il bonus bebè e la detassazione degli straordinari, che sono fondamentali per dare uno stimolo immediato all’economia. Per quanto riguarda il resto del programma, e cioè la diminuzione della pressione fiscale, l’introduzione del quoziente familiare e gli investimenti pubblici, indicheremo tempi e modi nel Piano di programmazione finanziaria che vareremo in luglio. È fondamentale rispetto a tutto questo l’accurato controllo dei conti e l’individuazione dell’eventuale extragettito».
«Certamente, vedremo poi i modi. Teoricamente, la detassazione degli straordinari dovrebbe coprirsi già da sola, perché favorisce l’emersione del lavoro nero. Però, naturalmente, bisogna vedere nel concreto».
«Sì, ma nel medio-lungo periodo».
«Uno dei provvedimenti impopolari c’è già nella legge Finanziaria in vigore e cioè associare i Comuni nell’accertamento impositivo: cioè scovare gli evasori. Su ciò che si riscuote in più, ai Comuni verrà riconosciuta una quota del 30 per cento. L’altro provvedimento impopolare è il federalismo fiscale. Quelle Regioni, come il Lazio o la Campania, che sfondano il tetto di spesa sanitaria, dovranno ripianare il deficit facendo i conti con i propri cittadini senza aiuto dello Stato».
«No. Ma occorrerà un ulteriore giro di vite; per esempio, non applicare la famigerata norma sui lavori usuranti. Elimineremo tutti i trasferimenti alla stampa periodica e quotidiana. Non vedo perché il Corriere della Sera debba avere 24 milioni a vario titolo e così anche giornali di partito. Se un gruppo industriale vuole tenersi un giornale per le proprie strategie di consenso, le spese se le paghi da sé. Le case pubbliche devono essere vendute agli inquilini; i beni demaniali inutili dismessi, gli altri valorizzati. Poi via alla privatizzazione delle municipalizzate, l’energia e il resto. Infine, basta con un sistema bancario che vessa le famiglie e le imprese».
«Bastone e carota».
«Lo era. Già due anni fa, prima di Prodi, erano state firmate tutte le autorizzazioni. Adesso basta cominciare. Fra l’altro è l’unico modo, partendo da lì, per continuare in Sicilia rifacendo le ferrovie e le strade».
«Molto di più: completamento del passante di Mestre, l’alta velocità oltre Battipaglia e tutte le infrastrutture che tolgano oneri impropri alla piccola e media impresa. Noi abbiamo oltre ottomila chilometri di coste. È mai possibile che una simile ricchezza non venga utilizzata? Mi riferisco alle autostrade del mare, ai porti che vanno ampliati e ammodernati per quello che riguarda l’industria, ma anche a tutte quelle strutture a supporto del turismo che costituiscono la miniera d’oro del nostro stupendo Paese. La Croazia e la Spagna hanno un modulo di pieno godimento delle vacanze, grazie a un sistema che consente di non buttare via due giorni di vacanze su sette in trasferimenti».
«Certamente sì. Torneremo alla legge delega del 2006 che è un compromesso ragionevole fra la protezione dell’ambiente e l’esigenza dello sviluppo».
«Ne costruiremo tre in Campania, quattro in Sicilia, e via via tutti gli altri previsti dai piani regionali. Ci vogliono 20 mesi per costruire un termovalorizzatore dal momento dell’autorizzazione. Bisogna far presto».
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