Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 

L'uomo "giustificato"
che unì grazia e fede

 
Attualità.
di Roberto Di Diodato


BIBBIA IN DVD – LE STORIE DELLA BIBBIA IN DVD
QUESTA SETTIMANA IL TREDICESIMO DVD: "SAN PAOLO", DI ROGER YOUNG


L’APOSTOLO DELLE GENTI

Saulo di Tarso ha il bel volto di Johannes Brandrup in questo film centrato sulla dimensione ideale ed eroica del personaggio. Tra viaggi, fughe e persecuzioni, emerge un indiscusso protagonista della Chiesa delle origini.

Per essere bello, è bello davvero questo Johannes Brandrup. Forse fin troppo. L’iconografia religiosa, invece, ci ha tramandato l’idea di Paolo di Tarso come di un uomo bruttino, calvo e basso. Ma le esigenze filmiche non sono tenute a rispettare le indicazioni della tradizione. Soprattutto in un’opera televisiva, dove conta molto l’impatto dell’immagine sul grande pubblico, è necessario tracciare il disegno del protagonista evidenziandone la parte ideale ed eroica.

Questo è il San Paolo filmato da Roger Young, scritto da Gareth Jones, interpretato da Johannes Brandrup. L’attore tedesco ha lavorato molto in Italia, dove ha ricevuto prestigiosi premi.

Il film prende l’avvio a Gerusalemme, un mese circa dopo la morte di Gesù in croce. Saulo viene subito in primo piano con un’azione simbolica.

Lui, fariseo, e Ruben, sadduceo, si stanno sfidando in una specie di lotta rituale dentro una piccola arena.

Il tema drammatico è ormai posto. La cifra narrativa è lo scontro tra due amici-nemici, tra due correnti di pensiero che interpretano in modo opposto la stessa fede religiosa, tra due uomini che alla fine si vengono a trovare su lati opposti della barricata. Dovunque si trovi ad agire, Saulo-Paolo scatena una tempesta ideologica, perché in lui la legge di Cristo combatte un duello senza fine con la legge di Mosè.Copertina del dvd.

La sua conversione, che avviene sulla via verso Damasco, è rappresentata con efficacia da due immagini. Paolo consegna la spada di ferro, per assumere la spada tagliente della parola che annuncia il Vangelo. Paolo brucia la lettera di pergamena che gli dà l’autorità di arrestare i cristiani, per scrivere d’ora in avanti lettere di straordinaria intensità alle comunità da lui fondate.

In passato non sono corsi buoni rapporti tra il cinema e san Paolo. La "fabbrica dei sogni" ha tenuto sempre ai margini questo indiscusso protagonista della Chiesa delle origini. Eppure, la sua vita è stata un susseguirsi di eventi spettacolari, il più delle volte drammatici, in qualche caso rocamboleschi: fughe notturne, prigionie, naufragi e flagellazioni, lunghi viaggi per terra e per mare.

La sceneggiatura di Pasolini

Nell’esistenza spericolata di Paolo, la cui attività ha avuto come epicentro il cosiddetto "mondo dell’ulivo" dove spiccavano i centri urbani di Atene, Corinto, Tessalonica, Troade ed Efeso, non sono mancate nemmeno le figure femminili, altro elemento che il cinema sa bene come valorizzare. Non è difficile pensare, allora, che siano state la complessità della sua figura e l’abissale profondità del suo pensiero a scoraggiare l’incontro dell’apostolo per eccellenza con la settima arte.

Il tentativo più noto di far incrociare le strade di Paolo con quelle del cinema fu operato da Pier Paolo Pasolini quando, su richiesta dell’allora direttore della Sampaolo Film don Emilio Cordero, scrisse 154 pagine, datate maggio-giugno 1968, con il primo abbozzo di sceneggiatura – che il regista definiva appunti per il direttore di produzione – per realizzare un film su Paolo di Tarso.

Pasolini aveva gettato Paolo nel mondo di oggi, sradicandolo dal suo tempo; la sua predicazione incendiava le megalopoli occidentali: Parigi, Bonn, Barcellona, Monaco, Napoli; e lo faceva morire ammazzato in uno squallido alberghetto di New York.

Per diversi motivi – alcuni noti, altri portati nella tomba o sepolti nella memoria – il progetto non andò in porto. Né allora né quando, una ventina di anni dopo, Krzysztof Zanussi, regista polacco, riprese in mano l’incandescente "materiale" scritto da Pasolini.

Gli zeloti e i fedayn

Meno conosciuta, invece, è l’operazione "ideologica" di Gianni Toti. L’inviato speciale de L’Unità, amico di Che Guevara e di Salvador Allende, artista poliedrico, deceduto lo scorso anno, realizzò nel 1973 …Edi Shaùl e dei sicari sulle vie di Damasco, non proprio un film "su" san Paolo, ma un film "a partire da" san Paolo. Il regista guarda "da sinistra" la vicenda di Paolo e la sua relazione conflittuale con gli zeloti, setta di estremisti ebrei che combattevano l’imperialismo di Roma. Gli zeloti-terroristi di allora si potrebbero paragonare ai fedayn di oggi.

Il dibattito è centrato sul rapporto tra la dottrina messianica di Paolo, la coscienza critica e l’utopia rivoluzionaria. Un film-saggio, che si sofferma anche a spiegare al pubblico alcuni "trucchi" cinematografici adottati. Roger Young e Gianni Toti. Due sole volte Paolo è diventato protagonista nella finzione cinematografica. La terza, quella appena immaginata da Pier Paolo Pasolini, è rimasta soltanto un’ombra.

Roberto Di Diodato
  
   
L’APERTURA DELL’ANNO PAOLINO

Comincerà il 28 giugno 2008 e si chiuderà il 29 giugno 2009 l’Anno paolino indetto da papa Benedetto XVI per ricordare il bimillenario della nascita di san Paolo. Sarà l’occasione per conoscere meglio la sua figura e leggere le stupende Lettere rivolte alle prime comunità cristiane da colui che è stato definito l’apostolo delle genti. Numerose saranno le iniziative intraprese a livello ecclesiale e soprattutto a livello di Famiglia paolina, l’insieme di istituti e congregazioni che il beato Giacomo Alberione ha voluto esplicitamente sotto la protezione di san Paolo (per aggiornarsi basta consultare il sito www.alberione.org). Famiglia Cristiana, che appartiene alla Società San Paolo, dedicherà dei servizi all’Anno paolino a partire dai prossimi numeri. E, per marzo 2009, si farà promotrice di una crociera sui passi di san Paolo aperta ai suoi lettori.


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