Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

  

«Un uomo di Dio
un santo di popolo»

«Sembrava addormentato»

Un ospedale "profetico"

Tra il Signore e gli uomini

«La mia Messa per il Padre»

Se queste pietre parlassero

 
Speciale.
di Stefano Campanella


PADRE PIO

«SAPEVA PARLARE AL CUORE»

Padre Aldo Broccato, ministro dei Cappuccini della Provincia di Padre Pio: «Essere confratelli del santo oggi significa vivere coerentemente e annunciare la Parola. Anche con i moderni mezzi di comunicazione».

Padre Aldo Broccato è il ministro provinciale dei Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, la stessa nella quale maturò la vocazione e si svolse la missione del frate di Pietrelcina.

  • Che cosa significa, oggi, essere confratelli di un santo così popolare?

«Significa anzitutto testimonianza. Siamo chiamati ad annunciare il Vangelo incarnandolo nella realtà nel mondo contemporaneo, come faceva Padre Pio: con la parola e soprattutto con la testimonianza di vita. Ma significa anche accoglienza. Sin da quando Padre Pio era ancora in vita, i frati di questa Provincia si sono organizzati per ricevere e assistere i tanti pellegrini che giungevano a San Giovanni Rotondo. Oggi siamo chiamati anche a supplire il ministero di Padre Pio, che è dispensatore della riconciliazione e del perdono. E posso assicurare che la grazia continua a trasformare tante confessioni in vere e proprie conversioni».

  • In che modo si svolge oggi il vostro apostolato a San Giovanni Rotondo e negli altri luoghi legati alla memoria di san Pio da Pietrelcina?

«Oltre alle opere di San Giovanni Rotondo, della nostra Provincia religiosa fa parte il convento di Pietrelcina, dove ci è stato affidato il servizio pastorale della parrocchia e della chiesetta in cui Padre Pio fu battezzato e dove abbiamo la custodia dei luoghi in cui Francesco Forgione ha vissuto l’infanzia e buona parte dell’adolescenza e della giovinezza, divenuti meta di un sempre crescente numero di pellegrini desiderosi di conoscere le origini della sua spiritualità. Inoltre, stiamo cercando di valorizzare gli altri nove conventi nei quali il nostro santo confratello ha dimorato, luoghi ai quali sono legati ricordi ed episodi di vita di Padre Pio, in grado di parlare ai cuori alla ricerca di spiritualità. Infine, voglio sottolineare che, sempre seguendo il luminoso esempio che abbiamo ereditato, ci sforziamo di prenderci cura anche di chi è in difficoltà: a Foggia abbiamo una mensa per i poveri, attiva tutti i giorni dell’anno, e abbiamo creato una rete di 23 centri di riabilitazione nel territorio di nostra competenza».

  • Nella vostra missione c’è la tradizione cappuccina, ma c’è anche una evidente apertura all’innovazione. La rivista Voce di Padre Pio ha una veste decisamente moderna e Tele Radio Padre Pio, dopo aver conquistato l’Europa, ha varcato col suo segnale anche l’Atlantico...

«Pure Padre Pio si servì degli strumenti della comunicazione. Parlò alla radio. Non si sottrasse agli scatti fotografici o agli obiettivi delle cineprese quando sapeva che quelle immagini sarebbero, in prospettiva, state utilizzate per diffondere il messaggio evangelico. Con i giornalisti, verso i quali nutriva un’istintiva diffidenza, alcune volte è stato benevolo e paterno, ma soltanto quando percepiva che non erano giunti a San Giovanni Rotondo per scrutare "il fenomeno", bensì per comprenderne e diffonderne la spiritualità. Però oggi, ancora più di ieri, non basta semplicemente utilizzare questi strumenti. In un contesto caratterizzato da una pluralità di fonti di comunicazione e da una superficiale ricezione dei messaggi, occorre cercare linguaggi sempre nuovi e più consoni alle esigenze degli utenti per far giungere i contenuti a destinazione».

  • In che modo avete agito?

«Per la rivista abbiamo rinnovato la veste grafica, conquistando in questo modo nuovi abbonati. E per la televisione, dopo il consenso e i buoni ascolti registrati in Europa, dal 2 dicembre scorso abbiamo allargato l’area di trasmissione a tutto il Nordamerica. I contenuti sono i medesimi per entrambi questi strumenti: la parola di Dio incarnata nell’esperienza umana e spirituale di Padre Pio e i grandi temi dell’umanità riletti alla luce del Vangelo, del magistero della Chiesa e degli insegnamenti del nostro santo».

Stefano Campanella

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