|
|
|
ROMANZI
STORICI
ILLUSIONE
ERITREA
Lucarelli e il colonialismo all’italiana.
Nell’ultimo decennio
i nostri narratori hanno cominciato a infrangere il tabù del nostro passato
coloniale, raccontandoci l’Etiopia invasa dai fascisti. Carlo Lucarelli
ha il merito di ambientare L’ottava vibrazione a Massaua, nel
1896, durante la prima ondata del colonialismo italiano voluta dal governo
Crispi-Depretis. I protagonisti di questo racconto corale giungono nel
capoluogo eritreo con le motivazioni più disparate, sfogando nella colonia
quelle pulsioni tenute sotto controllo in Patria: ci si costruisce una
famiglia parallela, si progettano omicidi, prolifera il mercato nero e con
pochi spiccioli si soddisfa ogni perversione.
Il caldo torrido si abbatte su ognuno, contagiando con una
torbida sensualità dannunziana. Le truppe sono abbandonate a sé stesse e i
dialetti dei soldati di un’Italia ancora fresca di unificazione faticano a
comprendersi. Un manipolo viene inviato in esplorazione, mentre un
carabiniere indaga su un misterioso serial killer di bambini. Infine arriva
la battaglia: improvvisa, imprevista, disastrosa. È Adua. Protagonista di
queste pagine non è però la Storia, ma il nugolo d’individui smarriti e
illusi di trovare una vita nuova nella nuova terra: ma sarà Adua anche per
loro. Pur con qualche concessione di troppo all’esotismo decadente,
Lucarelli sa infondere ritmo e dosare dettagli storici ricreando un solido
palco per la vicenda. Lettura godibilissima, anche se non memorabile.
L’OTTAVA
VIBRAZIONE
di Carlo Lucarelli,
Einaudi, pp. 461, € 19,00
Il giudizio di FC •••
|
|
|
|