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Cultura.
di Paolo Pegoraro - cultura@stpauls.it


ROMANZI STORICI

ILLUSIONE ERITREA

Lucarelli e il colonialismo all’italiana.

Nell’ultimo decennio i nostri narratori hanno cominciato a infrangere il tabù del nostro passato coloniale, raccontandoci l’Etiopia invasa dai fascisti. Carlo Lucarelli ha il merito di ambientare L’ottava vibrazione a Massaua, nel 1896, durante la prima ondata del colonialismo italiano voluta dal governo Crispi-Depretis. I protagonisti di questo racconto corale giungono nel capoluogo eritreo con le motivazioni più disparate, sfogando nella colonia quelle pulsioni tenute sotto controllo in Patria: ci si costruisce una famiglia parallela, si progettano omicidi, prolifera il mercato nero e con pochi spiccioli si soddisfa ogni perversione.

Il caldo torrido si abbatte su ognuno, contagiando con una torbida sensualità dannunziana. Le truppe sono abbandonate a sé stesse e i dialetti dei soldati di un’Italia ancora fresca di unificazione faticano a comprendersi. Un manipolo viene inviato in esplorazione, mentre un carabiniere indaga su un misterioso serial killer di bambini. Infine arriva la battaglia: improvvisa, imprevista, disastrosa. È Adua. Protagonista di queste pagine non è però la Storia, ma il nugolo d’individui smarriti e illusi di trovare una vita nuova nella nuova terra: ma sarà Adua anche per loro. Pur con qualche concessione di troppo all’esotismo decadente, Lucarelli sa infondere ritmo e dosare dettagli storici ricreando un solido palco per la vicenda. Lettura godibilissima, anche se non memorabile.

Paolo Pegoraro
   
   
L’OTTAVA VIBRAZIONE
di Carlo Lucarelli,
Einaudi, pp. 461, € 19,00

Il giudizio di FC •••


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