In campagna elettorale
si è tanto parlato di famiglia. Ora, dopo mille promesse (sbagliano i
politici se pensano che la nostra memoria sia corta!), finalmente è tempo
di passare dalle parole ai fatti. A maggior ragione, visto che dalle urne è
uscito un Governo con una maggioranza forte. Ma quali fatti si aspetta la
famiglia, quali priorità chiede al nuovo Governo? Intanto, non sono
prioritari i Dico o i Cus, né si aspetta Consigli dei ministri straordinari
per le coppie di fatto, o dibattiti parlamentari intrisi di ideologie e
pregiudizi, come nel 2007, mentre la "casa bruciava" e le famiglie
non arrivavano a fine mese.
Se un nuovo ministero della Famiglia dev’esserci, che
non sia di copertura, per illudere e tacitare l’area cattolica. A
presiederlo, poi, molto meglio il buon senso e l’esperienza di Veronica
Lario piuttosto che la "leggerezza" della Prestigiacomo, della
Carfagna o di altre "soubrette" di cui ama circondarsi Berlusconi.
Intanto, prima delle cose urgenti da fare, ci vuole un
radicale cambio di rotta: la famiglia non è un insieme di poveretti cui lo
Stato elargisce (bontà sua!) oboli ed elemosine per aiutarli a sbarcare il
lunario. La famiglia è una risorsa, non un problema! E se i politici non lo
capiscono, si deve alla loro pochezza mentale o perché distratti da altri
interessi.
La famiglia è la risorsa più importante per il benessere
delle persone, per la coesione sociale, per la
qualità di vita dell’intero "sistema Italia". Il Paese potrà
"rialzarsi" solo se riparte da essa, se si comincia a darle il
dovuto riconoscimento, come luogo insostituibile di educazione e
solidarietà, di fiducia e accoglienza.
Ma la famiglia, da sola, non è in grado di far fronte
alle difficoltà di cui le cronache ci parlano ogni giorno. Se la politica
non interviene in modo organico e continuativo, mettendo a buon frutto le
risorse familiari, essa non potrà che soccombere. Basta però, come in
passato, con i tamponi statali di natura assistenziale, che non risolvono i
problemi della famiglia, ma la offendono.
Quattro, in particolare, sono i campi in cui aspettiamo
interventi urgenti da parte del Governo. In primo luogo, le risorse
economiche: c’è troppa incertezza sul lavoro, soprattutto per i giovani;
troppa rigidità nel conciliare lavoro e famiglia; troppe famiglie sempre
più povere; e un’ingiusta tassazione per chi ha figli a carico. Un
secondo aspetto riguarda la casa, bene essenziale ma troppo spesso solo un
miraggio per giovani coppie o famiglie disagiate. Non è più rinviabile un
Piano casa nazionale, anche con un deciso intervento diretto di edilizia
pubblica, capace di invertire la rotta. Molti giovani e famiglie sono
disperati per la casa.
Sono necessari poi aiuti a sostegno della responsabilità
educativa dei genitori, assieme a un deciso ripensamento dei consultori, dei
centri per le famiglie e dei servizi sociali. Quindi: lavoro, fisco, casa,
aiuti alle relazioni sono quattro priorità su cui agire con urgenza, ma non
senza la famiglia o passando sulla sua testa.
Infine, poiché la famiglia è un bene di tutti, quanto
peserà l’ideologia radicale nel "Governo ombra" di Veltroni
quando si parlerà di politica familiare? Affogheremo ancora nella palude
delle disquisizioni di che cos’è famiglia? Forse, val la pena ricordare
la solenne batosta che gli elettori hanno dato alle Sinistre, proprio su
questi temi. Prevarrà ancora il masochismo? I primi segnali sono
sconfortanti: dall’iniziale ventata di novità veltroniana, siamo già ai
complotti e alla resa dei conti, siamo scivolati alle vecchie logiche di
partito, che speravamo sommerse per sempre.