Due primissimi piani di occhi verdemare
aprono e chiudono questo film. Sono gli occhi di chi ha visto cose che
nessun altro occhio d’uomo ha mai potuto vedere e mai vedrà. Gli occhi
dell’ultimo profeta, Giovanni dallo sguardo d’aquila. Le sue visioni,
che raccontano la lotta del Male Oscuro contro la Donna e l’Agnello, hanno
illuminato di speranza i cieli insanguinati delle prime comunità cristiane
dell’Asia, sottoposte alle persecuzioni dell’Impero.
Sono gli occhi di Richard Harris, più vecchio che mai, aperti
sull’abisso luminoso della morte. Il grande attore irlandese morirà il 25
ottobre del 2002, appena un anno dopo aver terminato di girare San
Giovanni - L’Apocalisse, ultimo titolo del "Progetto
Bibbia". Lascia il ricordo di un’interpretazione sofferta e pacata,
dove si intuisce, dietro ogni gesto e ogni parola, la ricerca sincera di una
trascendenza. Non solo arte consumata di un attore, ma testimonianza di una
tensione personale verso l’infinito.
Anno 90 d.C. L’imperatore Domiziano si proclama "Signore e
Dio". Sono gli stessi titoli che i cristiani riconoscono a Gesù di
Nazareth, morto e risorto. Roma prepara una strategia di imposizione
violenta e radicale del suo dio su tutto l’Impero, contro ogni professione
di fede che non accetti il nuovo credo. Il conflitto sarà inevitabile.
Il centurione Valerio viene inviato sull’isola di Patmos, di fronte
alla città di Efeso, col preciso incarico di scoprire l’identità di
Giovanni, l’ultimo testimone ancora vivente di Gesù, che si nasconde
sotto il falso nome di Teofilo.
Da qui in avanti il racconto cinematografico si snoda con le cadenze di
una piccola spy-story, con colpi di scena, inseguimenti e fughe. E,
come in ogni "avventura" che si rispetti, non manca una deliziosa
storia d’amore tra Irene, cristiana, e Valerio, pagano, che rende ancora
più palpitante il film. Con la forza dirompente di un temporale estivo, il
tessuto di questo impianto narrativo viene squarciato dalle visioni di
Giovanni. È questo l’aspetto più spettacolare del film, ma anche quello
più difficile da realizzare, perché qui si celano i contenuti più
misteriosi e le simbologie più oscure del testo dell’Apocalisse.
L’apertura dei sette sigilli
E perché qui il cinema deve fare i conti con una serie di problemi
tecnici e creativi, la cui soluzione non è sempre a portata di mano. Per
visualizzare l’immenso patrimonio immaginifico dello scritto attribuito a
Giovanni, la produzione ha dovuto inevitabilmente ricorrere agli
"effetti speciali", una caratteristica in forte espansione in
tutto il cinema d’oggi, e non soltanto in quello fantastico e d’animazione.
Dietro gli effetti speciali di ogni film c’è un "mago". Corrado
Rizzo è il mago italiano degli effetti speciali. La sua esperienza e
genialità reggono il confronto con quelle dei suoi colleghi americani e
inglesi, forse più famosi ma non più bravi. Rizzo, insieme al suo gruppo
di creativi, rende comprensibili e realistiche le visioni di Giovanni
attraverso un’attenta e rispettosa lettura del testo; ma
contemporaneamente esalta tutti i contenuti drammatici e spirituali che sono
custoditi dentro le rivelazioni dell’Apocalisse. L’uso dell’effetto
speciale è funzionale alla conoscenza del testo sacro.
E alle spalle del mago c’è una grande "officina" dove si
provano tutte le alchimie, la Proxima Sfx, la società più affermata nel
campo degli effetti digitali visivi operante oggi in Italia. Questa giovane
azienda, che ha rinnovato negli ultimi 15 anni il modo di fare cinema,
pubblicità e televisione, ha dato il meglio di sé – in uomini, risorse e
tecnologia – nel realizzare il "progetto Apocalisse", facendo
segnare un punto di svolta alla storia degli effetti speciali made in
Italy. Una vera rivoluzione digitale.
Considerevole anche l’apporto di Blue Gold, gruppo leader in Italia per
fornitura di servizi di post-produzione. Più della metà del materiale
cinematografico girato è stato sottoposto a un processo di scansione ed
elaborazione dell’immagine, spesso ricorrendo a lavorazioni attraverso cui
i digital artists operavano interventi e ritocchi su ogni singolo
fotogramma (frame by frame). Più di 50 professionisti hanno
collaborato, per oltre un anno, con il produttore artistico e con il
supervisore agli effetti speciali per vincere questa sfida.
Gli effetti visivi più avvincenti e spettacolari sono stati creati per
drammatizzare le sequenze dell’apertura dei sette sigilli. Rimarranno
nella storia degli effetti speciali le figure del Cavaliere di Fuoco e del
Cavaliere Nero. Invenzioni di grande forza, che la tecnica del compositing
rende ancora più efficaci perché attualizzate attraverso immagini di
tutte le guerre e con scene della fame nel mondo.