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Bella, vera ma difficile:
una sfida per la Chiesa
Un libro che aiuta
a
cambiare vita
Il grave errore dei
nipotini di Voltaire
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INCHIESTA
LA
BIBBIA
UN TESORO DIMENTICATO
Il 75 per cento degli italiani (l’84 per
cento dei praticanti) possiede una copia della Bibbia, ma solo il 27 per
cento (il 38 per cento dei praticanti) ne ha letto almeno un brano negli
ultimi 12 mesi. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca promossa
dalla Federazione biblica cattolica in nove Paesi. A 43 anni dalla
Costituzione dogmatica conciliare Dei verbum ( sulla divina
Rivelazione), la strada da percorrere appare dunque ancora lunga e
impegnativa. E riparte dal Sinodo dei vescovi, che dal 5 al 26 ottobre,
affronterà il tema: "La parola di Dio nella vita e nella missione
della Chiesa". Iniziative positive non mancano, a iniziare dalle Scuole
della Parola, che oggi, però, come riconosce monsignor Vincenzo Paglia,
presidente della Federazione biblica cattolica, «in non pochi casi
vivono una fase di stanchezza». In troppe ore di religione e perfino
in molte omelie la Bibbia è poi la grande assente, spesso sostituita da
rabberciate analisi sociopolitiche e catechesi superficiali. Tuttavia, il 62
per cento degli italiani chiede che nelle scuole si studi la Bibbia. Il
fatto che questo parere sia condiviso dalla maggioranza degli intervistati
anche negli altri Paesi e dagli appartenenti ad altre Chiese, avvalora
quello che sostiene il cardinale Carlo Maria Martini: «La Bibbia è
il grande libro per il futuro dell’Europa, non solo per le Chiese
cristiane europee, perché è in grado di dare fondamento e nerbo a un
dialogo interreligioso profondo e sincero». Ma le Sacre Scritture
sono un libro "aperto" anche oltre le frontiere delle fedi, un
dono che i cristiani «devono condividere con tutti gli uomini e le
donne che sono alla ricerca di ragioni per vivere, di una pienezza della
vita» (Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, Cei, 2001). Ma come si può donare ciò che non si ama? E come si può amare ciò che
non si conosce?
| L'INDAGINE,
COME E PERCHÉ
L’Indagine La lettura delle Scritture, è stata
promossa da monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di
Terni-Narni-Amelia e presidente della Federazione biblica cattolica,
sotto la guida del professor Luca Diotallevi, che ha coordinato
il gruppo di lavoro assieme alla dottoressa Ariana Trettel.
La ricerca è stata condotta in nove Paesi: Regno
Unito, Olanda, Germania, Francia, Spagna, Italia, Polonia, Russia
europea e Stati Uniti. In Italia la ricerca ha interessato
le città di Milano, Roma, Napoli e la Regione Umbria. In ciascun
Paese e in ciascuna città è stato preso in considerazione un
campione di 650 casi rappresentativo della popolazione adulta (dai 18
anni in su), e un campione di 150 praticanti adulti (intendendo come
tali coloro che dichiarano di partecipare a una liturgia cristiana:
cattolica, ortodossa, anglicana, presbiteriana e di Chiese
protestanti). In totale sono state realizzare 8.450 interviste.
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