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Spettacoli.
di Gigi Vesigna


MUSICA
"ANGOLI DIVERSI", I NERI PER CASO CON OSPITI ILLUSTRI


CANZONI PER VOCI SOLE

Nel nuovo cd dei sei ragazzi che cantano "a cappella" ci sono i loro colleghi più noti, da Britti a Biondi, da Baglioni a Dalla, dai Pooh a Paoli. Una meraviglia.

Alex Britti? Presente. Mango? Presente. All’appello dei Neri per caso, il gruppo vocale salernitano che canta "a cappella", hanno risposto tutti: Mario Biondi, Gino Paoli, Neffa, Claudio Baglioni, i Pooh, Samuele Bersani, Lucio Dalla, Luca Carboni e Raf. Ciascuno s’è adattato a cimentarsi in quel difficilissimo modo di cantare, affiancandoli in sala d’incisione.

Sentire Paoli fornire una versione tanto diversa del suo Senza fine, o i Pooh adattare il loro impasto vocale al genere del gruppo, è davvero una piacevole curiosità, oltre che un modo nuovo di ascoltare canzoni che hanno fatto la storia della musica. Il "miracolo" di questa fusione è frutto dell’idea di Tullio, figlio di quel Claudio Mattone che, una sera del 1988, capitò in un locale di Roma dove si esibiva un gruppo che si chiamava Crecason, una specie di acronimo nato dalle iniziali dei loro cognomi.

«Eravamo vestiti di nero, maglietta a giro collo e pantaloni, e dopo averci ascoltato Mattone ci chiese se quella era la nostra divisa abituale. Rispondemmo che non era così e lui, di colpo, si inventò il nostro nome d’arte».

Massimo De Divitiis, portavoce del gruppo, ci racconta una storia che sembra una favola. Massimo e Mario Crescenzo si conoscono dai tempi delle elementari e hanno in comune la passione per la musica. Praticamente ancora sui banchi di scuola scambiano le loro idee musicali con Mimì e Gonzalo Caravano, due fratelli che sono anche cugini di altri due fratelli, Diego e Ciro Caravano. L’intreccio familiare, all’apparenza complicato viene semplificato dal fatto che appena possono formano un sestetto musicale che si cimenta prima in musica "normale", poi nel canto "a cappella". Vanno a Sanremo nel 1995 e vincono tra le nuove proposte con una canzone fresca e melodica che si intitola Le ragazze, scritta da Claudio Mattone e il successo li premia con sei dischi di platino: altri dischi, altri successi ma il loro palcoscenico è il mondo.

Sono chiamati dalla Walt Disney per interpretare Quando, che è nella colonna sonora de Il Gobbo di Notre Dame; considerati tra i migliori gruppi del mondo sono invitati al Festival di Barcellona, quindi a quello di Berlino e via per il continente asiatico, dove si esibisco a Tokyo e Singapore e si divertono a proporre a modo loro canzoni come Cerco un centro di gravità permanente di Battiato, ma anche Happy Xmas (War is over) di John Lennon e Yoko Ono.

Quell’intreccio via Internet

Finalmente arriva l’idea di Angoli diversi, brillante iniziativa che riscuote immediatamente il consenso di tutti i colleghi coinvolti. «L’idea c’era già», dice Massimo, «ma è stata sdoganata da un incredibile intreccio via Internet. Avevo comprato l’ultimo disco di Mario Biondi e insieme avevamo convenuto che la sua canzone What a fool believes sarebbe stata a meraviglia nel nostro progetto di disco. Bene, ci arriva una e-mail di Mario che ci cerca. Da quel momento è stato come un sogno: Gino Paoli arriva e canta: ascoltiamo. Buona la prima è il parere di tutti. Alex Britti chiese di schitarrare in 7000 caffè, perché lui con la chitarra è magico, e questa è l’unica concessione fatta a uno strumento musicale. Ah no, dimenticavo che per ottenere un effetto speciale abbiamo usato anche due conchiglie marine, il resto sono solo voci».

Presentato al Blue note di Milano, il tempio del jazz, Angoli diversi ha ottenuto un successo al di là di ogni previsione ottimistica. Alla fine i sei ragazzi erano stremati. «Il nostro modo di cantare», spiegano, «è assai faticoso. Un cantante esegue il suo pezzo e finisce lì, noi invece dobbiamo essere sempre pronti a entrare con la voce al momento giusto, ma ancora oggi il risultato, almeno per noi, è esaltante».

Adesso c’è una tournée teatrale: per abitudine si spostano in macchina per coprire una distanza di 300 km, in treno per 500 e solo per tragitti più lunghi si decidono a salire su un aereo. Intanto pensano ad altri Angoli diversi. Un modo davvero diverso di proporre le canzoni che tutti abbiamo cantato.

Gigi Vesigna
    
   
RITRATTO DEI SEI

I Neri per caso sono tutti campani. Massimo De Divitiis è del 1973, è sposato e papà di Mattia, due anni. Mario Crescenzo è del 1969 ed è scapolo. Diego Caravano, classe 1972, è anche lui single, ed è fratello di Ciro Caravano, nato nel 1971, sposato e padre di Gabriela, un anno. Domenico Caravano, detto Mimì, è del 1969. Gonzalo Caravano, fratello di Mimì, è il più giovane del gruppo, essendo nato nel 1974, e ha due figli, Giulia e Alessandro, di cinque e tre anni. I quattro Caravano sono cugini.

    

CON MARIO BIONDI ALL’ARCIMBOLDI

I Neri per caso saranno ospiti al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 29 maggio, alle 21, per un concerto straordinario con Mario Biondi. Diretto da Peppe Vessicchio, il concerto "I love you more" vedrà Mario Biondi and Duke Orkestra esibirsi per raccogliere fondi a favore dell’Associazione Don Giuseppe Zilli, onlus che pone la famiglia come valore da promuovere, amare e sostenere. Per informazioni e prenotazioni: www.livetour.it, www.ticketone.it, biglietteria Arcimboldi (tel. 02/64.11.42.212).


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