Il Cavaliere soffre della sindrome dei cattolici. Ritiene che i
"se" e i "ma" sulle questioni etiche (dalla vita alla
famiglia, dalla pace all’ambiente, dalla giustizia alla legalità, dalla
sicurezza all’immigrazione) possano rallentare il cammino del suo Governo,
di basso profilo ma fortemente compatto, perché alla competenza si è
preferita la fedeltà. Così, nonostante le resistenze, Alfano va alla
Giustizia, e Schifani, da gregario, diventa la seconda carica dello Stato.
Ma davvero i cattolici sono inaffidabili? O la loro moderazione è un
sano antitodo alla voglia di usare più i muscoli che la ragione? Non stiamo
parlando di riserva indiana o di quote rosa: i cattolici sono ben radicati
nel Paese e sanno conciliare le ragioni della politica con quelle dell’etica
cristiana. In campagna elettorale Berlusconi s’è distinto per l’"anarchia
dei valori": di aborto e Dico non si doveva assolutamente parlare,
mentre sugli immigrati nessuna remora all’arrembaggio.
È esattamente ciò a cui stiamo assistendo, in questi giorni, con l’effervescenza
di Maroni, che a problemi seri (sicurezza e immigrazione) propone
soluzioni semplicistiche, sull’onda dell’emotività. Che ne dice il
competente Tremonti sul costo dell’espulsione degli immigrati clandestini
e la totale scomparsa delle badanti? Se al Governo ci fossero stati Pisanu,
Lupi o Formigoni avrebbero posto qualche interrogativo. Ma il Cavaliere e il
principe leghista non li hanno voluti. Pisanu, in passato, s’era opposto
alle bellicose intenzioni contro i "clandestini" in mare, che per
lui erano invece "naufraghi da soccorrere". E non parlava solo da
cristiano, era l’espressione di una politica fondata sulla dignità umana,
cui la classe dirigente cattolica e democratica era stata educata.
Perché un ministro equilibrato e apprezzato come Pisanu è stato
cancellato dalla naturale candidatura di presidente del Senato? Ha pagato
una frase andata di traverso alla Lega o la famosa notte delle elezioni
2006, ancora avvolta da oscuri misteri? E Lupi? Ha pagato la sua
cocciutaggine a difesa della dottrina sociale della Chiesa? E Formigoni, che
non ama la "geometria variabile sui valori"? Lupi è stato
"sterilizzato" con la vicepresidenza della Camera; il governatore
della Lombardia è stato cortesemente allontanato e congelato: non hanno
nulla da dire Cl e la Compagnia delle Opere?
Ma il colmo s’è raggiunto con la scomparsa del ministero della
Famiglia. È più urgente il "federalismo fiscale" o il
"quoziente familiare" (già finito nel limbo dell’oblio)? Alle
politiche familiari non basterà certo il colpo di teatro dell’abolizione
dell’Ici (quando, come?), che non porterà alcun beneficio. A un anno dal Family
Day siamo al punto di partenza. Ma anche il Pd, col "Governo
ombra" ha ignorato la famiglia; preferiscono trastullarsi con dualismi
e correnti, nonostante il segnale netto e forte delle primarie.