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Sommario.

 

 
Attualità.
di Guglielmo Nardocci
foto di Giancarlo Giuliani


LE SPIAGGE PIÙ BELLE - RODI GARGANICO
LA PERLA DEL GARGANO STA CERCANDO DI CONIUGARE TRADIZIONE E TURISMO

DOVE IL MARE È IN BILICO

Il paese se ne sta sospeso tra un passato marinaro e un futuro da tipica località balneare. Se lo può permettere, bello com’è. Ma senza rinnegare niente.

Francesco Troisi, detto Checchino, 85 anni portati con eleganza, capelli sempre tirati a lucido, alla vecchia maniera, come per il primo appuntamento d'amore, scende ogni sera per "'U Vucc’l", l’antico vicolo che dal Castello di Rodi Garganico, la perla dello sperone d’Italia, scende verso la Marina di Levante. Passa attraverso "Chèppabbasce", il quartiere più antico, con le case una sull’altra, ma in modo che ognuna abbia la possibilità di vedere il mare, perché qui abitavano marinai e pescatori, nerbo della cittadina. E, infine, arriva a "Mèr ’i varc", il Mare delle Barche, la riviera di Levante dove ormeggiavano i trabaccoli e le barche dei pescatori. In quella marina è ormeggiata la memoria, i ricordi e tanta parte della vita di Checchino. E non solo la sua.

Il bastimento di Checchino

Il porto, per Rodi Garganico, e il mare davanti, per secoli sono stati la porta girevole della vita e della sopravvivenza, ma anche della morte, perché dal porto si prende il mare, mentre nelle case e sui navigli si prega la Madonna della Libera, protettrice del paese, perché nell’istante in cui si va ad assicurasi la sopravvivenza in mare, si riceva la grazia di tornare a quello stesso porto.

L'abitato storico di Rodi Garganico, sulla splendida spiaggia da Bandiera Blu.
L'abitato storico di Rodi Garganico, sulla splendida spiaggia da Bandiera Blu.

E bene ha fatto lo scultore Ernesto Lamagna a chiamare quella marina "La porta della vita", la vita che il mare non deve togliere: «Su nave di Pietro/ Umanità itinerante/ al porto guidata».

Anche Checchino aveva la sua nave di Pietro, il bastimento di cui fu ultimo comandante si chiamava "Anna Maria Pietro". «Era di mio nonno, che ne possedeva altri tre per il commercio con la Dalmazia, Ancona, la Croazia e Venezia», sottolinea Rosa Simone, colta e brillante assessore al Turismo del Comune di Rodi Garganico, guidata dall’effervescente Carmine D’Anelli, «e mio nonno raccontava sempre delle memorie di mare, dei nostri bastimenti che commerciavano in tutti i porti al di qua e al di là dell’Adriatico. Checchino portò a riposo l’ultimo dei nostri velieri».

Le arance fino a New York

«Questo mare per noi non era spiaggia», racconta Francesco Troisi detto Checchino, «era soprattutto la sopravvivenza. Io c’ero già a otto anni». A quei tempi, e per centinaia di anni prima di allora, a Rodi Garganico si viveva in modo agiato, commerciando i prodotti della terra con la dirimpettaia Dalmazia. 

Bagnanti sotto gli ombrelloni sulla spiaggia di Rodi Garganico
Bagnanti sotto gli ombrelloni sulla spiaggia di Rodi Garganico
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«A Spalato portavamo arance, olio, ortaggi, grano, orzo. Tornavamo indietro con legno, cemento, mattonelle per costruire. Si mangiava con il mare, trafficando persino tabacco e caffè, cavalli e asini. Ma non c’eravamo solo noi marinai. Nei capannoni davanti al porto lavoravano almeno 300 facchini, e altrettante donne avvolgevano arance e limoni di carta sottile colorata. Non di radoarrivavano i grandi bastimenti per portare le nostre arance a New York».

 «I nostri agrumi sono particolari», aggiunge Rosa, «e soprattutto il limone "femmeniello" del Gargano doc, bruttino, ma dal gusto inimitabile e unico».

Una famiglia all'arco del tramonto , magnifico affaccio sul pulitissimo mare di Rodi Garganico.
Una famiglia all'"arco del tramonto", magnifico affaccio
sul pulitissimo mare di Rodi Garganico.

E tuttavia anche la spiaggia davanti alle barche a vela da commercio (nessuna delle barche da carico di Rodi è stata mai dotata di motori) ha sempre rappresentato, sia pure con misura, un momento importante. Avere il proprio casotto (cabina da spiaggia) era segno di distinzione e di agiatezza. Dall’entroterra, chi aveva bisogno di respirare aria buona, affittava la "camera a mare". Le foto dell’epoca rimandano immagini suggestive di uno stabilimento balneare chiamato "Le palafitte", dove durante la bella stagione si ballava. Ma si ballava anche sul Belvedere, la terrazza di Rodi sul mare, impreziosita da piante di arance e limoni. 

«Mia madre mi raccontava sempre», sorride Rosa, «che le ragazze di Rodi avevano fama di essere più sfacciate.

In questa foto e nelle precedenti: una serie di suggestivi particolari di Rodi Garganico e del suo mare, quest'anno premiato con la prestigiosa Bandiera Blu.

Ma secondo me era una questione culturale. Vivere con qualcuno in famiglia che oltrepassa i mari ed entra in contatto con gente diversa, avrà pure qualche influenza». Ad esempio, chi è di uno dei paesi del Gargano si arrabbia assai se viene accomunato ai foggiani, che pure distano solo pochi chilometri, e lo si capisce pure dall’aria ruffiana e leggera di chi ha assaporato la salsedine di tutte e due le sponde dei mari.

Mille mestieri in giro per il mondo

«Eppure tutto questo un giorno finì», racconta con un sospiro Checchino, «divenne un ricordo da un giorno all’altro, dopo la Seconda guerra mondiale. L’"Anna Maria Pietro" navigò ancora per qualche anno, poi lo portai a essere disarmato. Perché finì? Dopo la guerra nacque un altro mondo, non si poteva più andare di là a vendere olio e arance. Ci disperdemmo per il mondo a fare mille mestieri. Andai in Canada, ma la nostalgia del mare non mi lasciava mai, e appena ho potuto sono tornato».

In questa foto e nelle precedenti: una serie di suggestivi particolari di Rodi Garganico e del suo mare, quest'anno premiato con la prestigiosa Bandiera Blu.

Adesso Rodi Garganico cerca altri biglietti da visita per tornare a essere quel che era e lo fa tentando di mettere d’accordo il vecchio con il nuovo, il "Mèr ’i varc" e il turismo.

Per esempio, il nuovo porto che il sindaco Carmine D’Anelli, rompendo indugi e chiacchiere che si inseguivano dai primi del ’900, ha deciso di costruire nel giro di un anno e mezzo: «Per generazioni e generazioni abbiamo sentito dire dai nostri padri», racconta il sindaco, «che ci voleva un porto chiuso e non quell’attracco in mare che esponeva i nostri navigli a tutte le tempeste».

In questa foto e nelle precedenti: una serie di suggestivi particolari di Rodi Garganico e del suo mare, quest'anno premiato con la prestigiosa Bandiera Blu.
In questa foto e nelle precedenti: una serie di suggestivi particolari
di Rodi Garganico e del suo mare, quest'anno premiato
con la prestigiosa Bandiera Blu.
 

Il porto nuovo verrà inaugurato l’anno prossimo e la gente di Rodi si sentirà più tranquilla: «E il nostro mare», conclude Rosa, parafrasando Rino Gaetano, «sarà sempre più blu». Più blu della Bandiera che già onora Rodi.

Guglielmo Nardocci
   
   
E ANCHE PADRE PIO

Chi vuole raggiungere Rodi Garganico può prendere l’autostrada Bologna-Bari e uscire al casello prima di Foggia. Una comoda strada a scorrimento veloce permette di raggiungere la località balneare, che dista una quarantina di chilometri, in poco più di mezz’ora. E tuttavia, il turista non potrà fare a meno di mettere il naso in tutto quel magnifico promontorio che è il Gargano: oltre 100 chilometri di spiagge, insenature, grotte, baie, faraglioni e strapiombi.

Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Pugnochiuso, Mattinata, Manfredonia sono località di mare cariche di storia, profumate dalle zagare, ombreggiate dai maestosi pini d’Aleppo, che si specchiano nelle meravigliose acque cristalline del promontorio, impreziosite dalle perle delle Isole Tremiti, che sono raggiungibili in pochissimo tempo dai tanti servizi di navigazione veloce presenti in tutti i punti del Gargano.

Ma visitare il Gargano significa anche lasciarsi avvolgere da un’antica spiritualità che si rinnova ogni giorno, nel cammino lento e inesauribile dei pellegrini verso San Giovanni Rotondo, pregno dell’impeto mistico di Padre Pio, reso santo da Giovanni Paolo II.

G. N.

Una bella veduta della spiaggia.
Una bella veduta della spiaggia.

PESCE FRESCO E "VENE COTTE"

Il turista che avrà la fortuna di passare, anche soltanto per poco tempo da Rodi Garganico, non dovrà lasciarsi sfuggire una sosta al "Bella Rodi", uno dei ristoranti più celebrati di tutto il Gargano. Ma per strano che possa sembrare, nel bel locale luminoso di fronte alla marina di Rodi, le pietanze più celebrate vengono servite nella stagione più fredda, prime fra tutte le orecchiette alle cime di rapa e vongole, oppure scampi e ceci, cozze e fagioli.

Chi ama i dolci, invece, non deve assolutamente ripartire da Rodi senza aver assaggiato gli straordinari "crustele", pastarelle ricoperte da un vino cotto di fichi, che si ottiene con un procedimento lungo e faticoso. La tradizione vuole che si mettano a cuocere per molto tempo i fichi, verranno poi tolti dall’acqua e chiusi in un panno, che sarà strizzato da due parti fino a far colare una prima spremuta di fichi calda. Il tutto verrà messo nuovamente a cuocere e, quindi, di nuovo passato a questa sorta di torchio, fino a ottenere una melassa profumata e dal sapore veramente indimenticabile.

Purtroppo "o vene cotte" di fichi non si può acquistare, perché è impossibile produrlo per la vendita, data la quantità dei fichi necessaria e la laboriosità del procedimento che occorrono per farlo. Ma chi ama questo genere gastronomico può tranquillamente farsi qualche centinaio di chilometri, perché non se ne pentirà. Non sono al livello dei "crustele", ma anche i "cauciuncidd", una sorta di piccoli panzerotti fatti con crema di ceci e altre leccornie, colpiscono nel segno.

G.N.


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