L'estremo saluto a don Zega
Maestro di giornalismo
Sincero senza ipocrisie
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I
MESSAGGI GIUNTI DA AMICI, LETTORI E UOMINI DELLE ISTITUZIONI
HA
DATO UNA MANO A TUTTI
Diamo,
in sintesi, una parziale rassegna delle tante testimonianze giunte in
redazione, a ricordo di don Zega. Ne pubblicheremo altre sul prossimo
numero. A testimonianza del grande affetto per il nostro "storico"
Direttore.
«Affidiamo
al Buon Pastore il nostro fratello don Leonardo e chiediamo, con
fiducia, luce per il cammino della Congregazione, certi che dal cielo i
nostri santi intercedono per fecondare l’apostolato della mirabile
Famiglia paolina».
Suor Lucia V., superiora
provinciale Pastorelle Centro-Sud)

Don Zega con Sandro Pertini.
«Caro Direttore, mi associo a tutta la Famiglia paolina, e
particolarmente al Gruppo Periodici, dall’isola di Malta, dove ho
appreso la triste notizia del decesso del caro don Leonardo Zega. Offro
a tutti le mie più sentite condoglianze. Celebreremo una santa Messa in
suo suffragio».
(Monsignor Charles G. Vella - Malta)
«Ho appreso, con autentico dispiacere, la notizia della scomparsa di
don Leonardo Zega, giornalista, scrittore, storico direttore di Famiglia
Cristiana. Desidero farvi giungere le mie più sincere condoglianze
e quelle di tutta la Camera dei deputati».
(Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati)
«Le più sentite condoglianze per la scomparsa di don Leonardo Zega,
per diciott’anni stimato direttore di Famiglia Cristiana.
Assicuriamo il ricordo nella preghiera perché il Signore lo accolga
nella sua pace eterna».
(Fondazione Migrantes e Commissione Cei per le
migrazioni)

Don Leonardo Zega con l'allora
cardinale Joseph Ratzinger,
oggi papa Benedetto XVI, nella sede di Famiglia
Cristiana.
«Ho saputo della scomparsa di don Leonardo Zega. Avevo cominciato a
collaborare con Famiglia Cristiana quando lui era il direttore.
Sono molto dispiaciuto e partecipo al vostro cordoglio».
(Maurizio Bianchi)
«L’alba della solennità dell’Epifania ha orientato subito la
nostra preghiera in suffragio di don Zega, di cui ricordiamo con affetto
il tanto bene ricevuto. Continua a sostenere e rincuorare ogni fratello
nella sfidante missione paolina. In comunione di preghiera e
solidarietà».
(Suor Luciana Dal Masetto e sorelle Pie Discepole)
«Don Zega ha già incontrato vecchi amici, in Dio, la patria dei
cuori. Tra essi il fondatore, don Alberione, don Zilli e, perché no?,
anche san Paolo, che ha imitato con i suoi numerosi scritti. Ci sia di
consolazione la sua vita apostolica, in Famiglia Cristiana e in
altri mezzi di comunicazione laici».
(Don Domenico Spoletini - Argentina)
«Caro don Sciortino, tu sai bene quante persone "cadute a
terra" si sono rivolte a don Zega. E a quante ha offerto la sua
mano e la sua amicizia per aiutarle a rialzarsi. Magari con modi spicci.
E senza fronzoli, com’era nel suo carattere. Oppure, con una voce che,
a volte, risuonava burbera. Ma lui era lì, tra le pagine e nei corridoi
di Famiglia Cristiana, pronto a rispondere a chi gli chiedeva
aiuto».
(Tiziana)

Don Zega
insieme a Sergio Zavoli, il cardinale Ersilio Tonini ed
Enzo Biagi, subito
dopo essere stati in udienza da papa Wojtyla.
«Sono stato abbonato di Famiglia Cristiana quando don Zega ne
era direttore. Non ho rinnovato l’abbonamento quando è stato
allontanato nel modo e con i motivi che sappiamo (ho apprezzato,
comunque, chi gli è succeduto). È, forse, banale dire che è stato un
esempio di grande onestà e di ottimo giornalismo. Lo dico ugualmente:
con i tempi che corrono... Grazie a lui, e a questo settimanale».
(Gianalberto Vezzoli)
«Sono un’abbonata di vecchia data. Di anni ne ho 62. Ho seguito i
vari direttori, da don Zilli che per me era un padre e piansi tanto per
la sua scomparsa così prematura e improvvisa, dopo essersi ripreso dal
grave incidente in auto, a don Zega che ho tanto ammirato e sono rimasta
male quando dovette abbandonare la direzione di Famiglia Cristiana.
La sua scomparsa, caro don Sciortino, mi lascia attonita e sgomenta.
Lascia un vuoto incolmabile».
(Patrizia Ciampi - Firenze)
«Per me è stato un punto di riferimento sia da un
punto di vista religioso che civile. E credo che il bene che ha fatto al
laicato cattolico del nostro Paese sia stato rilevantissimo. Spero che
il Signore l’abbia già chiamato accanto a sé per ricompensarlo e per
ripagarlo delle amarezze subite quando dovette abbandonare la direzione
di Famiglia Cristiana».
(Lucio)
«Sono una ex dipendente della Publiepi degli anni ’70-’80.
Ricordo sempre con affetto don Zega e tutti voi. È stato il periodo
più bello della mia vita lavorativa».
(Liliana Riboldi)
«Voglio partecipare con voi alla celebrazione di don Zega, che ha
lasciato una traccia importante nella vita del nostro Paese, come uomo
di fede ma anche come persona di grande sensibilità umana, cultura,
capacità di discernimento e coraggio nell’enunciare verità scomode.
Una vita pienamente vissuta, della quale non possiamo che gioire, pur
nel dispiacere di aver perso un interlocutore importante».
(Laura Formeti)
«Le mie più sentite condoglianze per la scomparsa di Zega: maestro
di giornalismo e di vita religiosa. I suoi ricordi, ma soprattutto i
suoi diciott’anni di nobili insegnamenti (Colloqui col padre),
improntati sempre a pura e santa verità, ci aiuteranno a vivere
degnamente in questa società lacerata dall’egoismo, dalla falsità,
dall’ingiustizia, dalla violenza , dai soprusi e dai cattivi costumi.
Le stringo affettuosamente la mano». (Franco Petraglia - Avellino)
«Don Zega è stato per me un amico e per tutti noi un maestro di
comunicazione, ispirato dal Vangelo e desideroso di far conoscere la
bellezza di Cristo. Dal cielo ci aiuti a comunicare il Vangelo nel modo
più adatto alle urgenze del nostro presente». (Monsignor Bruno Forte, arcivescovo di
Chieti-Vasto)
«Esprimo a nome di tutta la famiglia di Avvenire le più
sincere condoglianze per la perdita del carissimo don Zega, assicurando
un vivo ricordo nella preghiera».
(Marco Tarquinio, direttore, e Paolo Nusiner, direttore
generale)
| INGEGNO,
SPIRITUALITÀ E PASSIONE CIVILE
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha
appreso con animo rattristato la notizia della scomparsa di padre
Leonardo Zega, illuminata figura di uomo e di sacerdote che ha legato il
suo nome e la sua opera allo sviluppo della stampa cattolica nel secondo
dopoguerra, cui ha recato un fecondo contributo d’ingegno,
spiritualità e passione civile. Lucido interprete delle istanze di
rinnovamento che emergevano dalla società italiana e dalla comunità
ecclesiale, padre Leonardo seppe esprimere nel suo lungo magistero
giornalistico una coerente e aperta ispirazione religiosa e una forte
attenzione ai grandi temi della tolleranza, della giustizia e della
promozione della dignità umana. Il capo dello Stato desidera far
giungere a lei e, per il suo tramite, ai familiari di padre Zega e all’intera
Società paolina i sentimenti del suo sincero cordoglio, cui unisco i
miei personali.
Donato Marra
Segretario generale
Presidenza della Repubblica
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| LA
SUA GRANDE, FOLGORANTE LEZIONE
Un pastore appassionato, un infaticabile indagatore
della natura umana ma, soprattutto, un Giornalista. Con la "G"
maiuscola e senza altri aggettivi. Pure la lunga esperienza sulle
colonne di Oggi, alle prese con i problemi di un pubblico diverso e
variegato, rappresenta un capitolo importante della sua vicenda
professionale. Il titolo della rubrica era I dubbi dell’anima, una
mano tesa e una sfida. Don Leonardo attraeva i lettori con la calamita
del suo buonsenso aperto, leale, senza giri di parole: era un prete, e
non lo nascondeva. Ma un prete-giornalista, un paolino sin nelle
vibrazioni più istintive. Diversamente da altri eccellenti giornalisti
che ho conosciuto, viveva una doppia missione: editoriale, il patto con
i lettori, ed evangelica, il patto con Dio. L’informazione e l’annuncio.
La verità umanamente possibile, quella riportata dai
buoni giornali, e la Verità che sta scritta nei cieli. Il giorno in cui
accettai la direzione di Oggi mi disse: «Ricordati che
comunicare non
significa parlare bensì essere». Il giornalismo e la libertà di
pensiero vissuti come ascolto e testimonianza nel mondo: è la lezione
folgorante che ha lasciato a chi fa il mio mestiere.
Andrea Monti, direttore di Oggi
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