Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

L'estremo saluto a don Zega

Maestro di giornalismo

Sincero senza ipocrisie

 

 
Colloqui col Padre
di D.A. - Scrivere a: don.antonio@stpauls.it


I MESSAGGI GIUNTI DA AMICI, LETTORI E UOMINI DELLE ISTITUZIONI

HA DATO UNA MANO A TUTTI

Diamo, in sintesi, una parziale rassegna delle tante testimonianze giunte in redazione, a ricordo di don Zega. Ne pubblicheremo altre sul prossimo numero. A testimonianza del grande affetto per il nostro "storico" Direttore.

«Affidiamo al Buon Pastore il nostro fratello don Leonardo e chiediamo, con fiducia, luce per il cammino della Congregazione, certi che dal cielo i nostri santi intercedono per fecondare l’apostolato della mirabile Famiglia paolina». 

Suor Lucia V., superiora provinciale Pastorelle Centro-Sud)

Don Zega con Sandro Pertini.
Don Zega con Sandro Pertini.

«Caro Direttore, mi associo a tutta la Famiglia paolina, e particolarmente al Gruppo Periodici, dall’isola di Malta, dove ho appreso la triste notizia del decesso del caro don Leonardo Zega. Offro a tutti le mie più sentite condoglianze. Celebreremo una santa Messa in suo suffragio». 

(Monsignor Charles G. Vella - Malta)
  

«Ho appreso, con autentico dispiacere, la notizia della scomparsa di don Leonardo Zega, giornalista, scrittore, storico direttore di Famiglia Cristiana. Desidero farvi giungere le mie più sincere condoglianze e quelle di tutta la Camera dei deputati». 

(Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati)
   

«Le più sentite condoglianze per la scomparsa di don Leonardo Zega, per diciott’anni stimato direttore di Famiglia Cristiana. Assicuriamo il ricordo nella preghiera perché il Signore lo accolga nella sua pace eterna». 

(Fondazione Migrantes e Commissione Cei per le migrazioni)

Don Leonardo Zega con l'allora cardinale Joseph Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, nella sede di Famiglia Cristiana.
Don Leonardo Zega con l'allora cardinale Joseph Ratzinger,
oggi papa Benedetto XVI, nella sede di Famiglia Cristiana.

«Ho saputo della scomparsa di don Leonardo Zega. Avevo cominciato a collaborare con Famiglia Cristiana quando lui era il direttore. Sono molto dispiaciuto e partecipo al vostro cordoglio». 

(Maurizio Bianchi)
  

«L’alba della solennità dell’Epifania ha orientato subito la nostra preghiera in suffragio di don Zega, di cui ricordiamo con affetto il tanto bene ricevuto. Continua a sostenere e rincuorare ogni fratello nella sfidante missione paolina. In comunione di preghiera e solidarietà». 

(Suor Luciana Dal Masetto e sorelle Pie Discepole)
  

«Don Zega ha già incontrato vecchi amici, in Dio, la patria dei cuori. Tra essi il fondatore, don Alberione, don Zilli e, perché no?, anche san Paolo, che ha imitato con i suoi numerosi scritti. Ci sia di consolazione la sua vita apostolica, in Famiglia Cristiana e in altri mezzi di comunicazione laici».

(Don Domenico Spoletini - Argentina)
  

«Caro don Sciortino, tu sai bene quante persone "cadute a terra" si sono rivolte a don Zega. E a quante ha offerto la sua mano e la sua amicizia per aiutarle a rialzarsi. Magari con modi spicci. E senza fronzoli, com’era nel suo carattere. Oppure, con una voce che, a volte, risuonava burbera. Ma lui era lì, tra le pagine e nei corridoi di Famiglia Cristiana, pronto a rispondere a chi gli chiedeva aiuto». 

(Tiziana)

Don Zega insieme a Sergio Zavoli, il cardinale Ersilio Tonini ed Enzo Biagi, subito dopo essere stati in udienza da papa Wojtyla.
Don Zega insieme a Sergio Zavoli, il cardinale Ersilio Tonini ed
Enzo Biagi, subito dopo essere stati in udienza da papa Wojtyla.

«Sono stato abbonato di Famiglia Cristiana quando don Zega ne era direttore. Non ho rinnovato l’abbonamento quando è stato allontanato nel modo e con i motivi che sappiamo (ho apprezzato, comunque, chi gli è succeduto). È, forse, banale dire che è stato un esempio di grande onestà e di ottimo giornalismo. Lo dico ugualmente: con i tempi che corrono... Grazie a lui, e a questo settimanale». 

(Gianalberto Vezzoli)
  

«Sono un’abbonata di vecchia data. Di anni ne ho 62. Ho seguito i vari direttori, da don Zilli che per me era un padre e piansi tanto per la sua scomparsa così prematura e improvvisa, dopo essersi ripreso dal grave incidente in auto, a don Zega che ho tanto ammirato e sono rimasta male quando dovette abbandonare la direzione di Famiglia Cristiana. La sua scomparsa, caro don Sciortino, mi lascia attonita e sgomenta. Lascia un vuoto incolmabile». 

(Patrizia Ciampi - Firenze)
  

«Per me è stato un punto di riferimento sia da un punto di vista religioso che civile. E credo che il bene che ha fatto al laicato cattolico del nostro Paese sia stato rilevantissimo. Spero che il Signore l’abbia già chiamato accanto a sé per ricompensarlo e per ripagarlo delle amarezze subite quando dovette abbandonare la direzione di Famiglia Cristiana»

(Lucio)
  

«Sono una ex dipendente della Publiepi degli anni ’70-’80. Ricordo sempre con affetto don Zega e tutti voi. È stato il periodo più bello della mia vita lavorativa».

 (Liliana Riboldi)
  

«Voglio partecipare con voi alla celebrazione di don Zega, che ha lasciato una traccia importante nella vita del nostro Paese, come uomo di fede ma anche come persona di grande sensibilità umana, cultura, capacità di discernimento e coraggio nell’enunciare verità scomode. Una vita pienamente vissuta, della quale non possiamo che gioire, pur nel dispiacere di aver perso un interlocutore importante». 

(Laura Formeti)
  

«Le mie più sentite condoglianze per la scomparsa di Zega: maestro di giornalismo e di vita religiosa. I suoi ricordi, ma soprattutto i suoi diciott’anni di nobili insegnamenti (Colloqui col padre), improntati sempre a pura e santa verità, ci aiuteranno a vivere degnamente in questa società lacerata dall’egoismo, dalla falsità, dall’ingiustizia, dalla violenza , dai soprusi e dai cattivi costumi. Le stringo affettuosamente la mano».

 (Franco Petraglia - Avellino)
  

«Don Zega è stato per me un amico e per tutti noi un maestro di comunicazione, ispirato dal Vangelo e desideroso di far conoscere la bellezza di Cristo. Dal cielo ci aiuti a comunicare il Vangelo nel modo più adatto alle urgenze del nostro presente». 

(Monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto)
  

«Esprimo a nome di tutta la famiglia di Avvenire le più sincere condoglianze per la perdita del carissimo don Zega, assicurando un vivo ricordo nella preghiera». 

(Marco Tarquinio, direttore, e Paolo Nusiner, direttore generale)


INGEGNO, SPIRITUALITÀ E PASSIONE CIVILE

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso con animo rattristato la notizia della scomparsa di padre Leonardo Zega, illuminata figura di uomo e di sacerdote che ha legato il suo nome e la sua opera allo sviluppo della stampa cattolica nel secondo dopoguerra, cui ha recato un fecondo contributo d’ingegno, spiritualità e passione civile. Lucido interprete delle istanze di rinnovamento che emergevano dalla società italiana e dalla comunità ecclesiale, padre Leonardo seppe esprimere nel suo lungo magistero giornalistico una coerente e aperta ispirazione religiosa e una forte attenzione ai grandi temi della tolleranza, della giustizia e della promozione della dignità umana. Il capo dello Stato desidera far giungere a lei e, per il suo tramite, ai familiari di padre Zega e all’intera Società paolina i sentimenti del suo sincero cordoglio, cui unisco i miei personali.

Donato Marra
Segretario generale
Presidenza della Repubblica

 

LA SUA GRANDE, FOLGORANTE LEZIONE

Un pastore appassionato, un infaticabile indagatore della natura umana ma, soprattutto, un Giornalista. Con la "G" maiuscola e senza altri aggettivi. Pure la lunga esperienza sulle colonne di Oggi, alle prese con i problemi di un pubblico diverso e variegato, rappresenta un capitolo importante della sua vicenda professionale. Il titolo della rubrica era I dubbi dell’anima, una mano tesa e una sfida. Don Leonardo attraeva i lettori con la calamita del suo buonsenso aperto, leale, senza giri di parole: era un prete, e non lo nascondeva. Ma un prete-giornalista, un paolino sin nelle vibrazioni più istintive. Diversamente da altri eccellenti giornalisti che ho conosciuto, viveva una doppia missione: editoriale, il patto con i lettori, ed evangelica, il patto con Dio. L’informazione e l’annuncio.

La verità umanamente possibile, quella riportata dai buoni giornali, e la Verità che sta scritta nei cieli. Il giorno in cui accettai la direzione di Oggi mi disse: «Ricordati che comunicare non significa parlare bensì essere». Il giornalismo e la libertà di pensiero vissuti come ascolto e testimonianza nel mondo: è la lezione folgorante che ha lasciato a chi fa il mio mestiere.

Andrea Monti, direttore di Oggi


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