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Il pendolare doc lo si riconosce dal suo blackberry, o dall’Iphone, o dal netbook: è in qualche modo costantemente collegato a Internet. La mattina esce di casa sintonizzando il ritmo dei suoi passi con il ritardo del suo treno "tempestivamente" – quello sì – comunicato dal sito di Trenitalia. E la sera, per destreggiarsi fra cancellazioni e ritardi, non può fare a meno di consultare Viaggiatreno, la rubrica che su www.ferroviedellostato.it informa in tempo reale su come procedono (o meno) i convogli. Acquisite le informazioni di base, si mette "in rete" con i suoi colleghi di sventura. Solo con questo costante contatto virtuale, con "amici" spesso mai visti di persona, potrà sapere se gli conviene attendere a Milano Centrale il suo Eurostar in ritardo di 40 minuti o tentare di raggiungere Lambrate per prendere al volo un Regionale che, forse, sarà più puntuale.
I pendolari lombardi si sono attrezzati e, come moderni Tarzan, cercano di sopravvivere nella giungla che le ferrovie sembrano essere diventate. Passi per i ritardi e le cancellazioni dei giorni di neve («Ma come fanno nei Paesi nordici?», si chiede sconsolato Mario, che vorrebbe arrivare a Bolzano cambiando a Verona, ma non scorge traccia del treno che doveva partire più di un’ora fa). I disagi, però, da queste parti sono di casa anche senza il ghiaccio. E dire che alcuni problemi sembravano ormai superati. Come quello delle tariffe, per esempio. Firmato a metà anno il contratto di servizio con la Regione Lombardia, i pendolari sembravano, almeno in parte, rasserenati. Con l’entrata in vigore dell’orario invernale 2008, infatti, gli assidui della linea Venezia-Milano, che passa da Verona e Brescia, avevano avuto l’amara sorpresa di veder ribattezzati Eurostar i vecchi Intercity, con l’impossibilità di accedervi se in possesso della precedente Carta regionale trasporti (Crt). Alla fine di mesi di braccio di ferro la soluzione era arrivata e, a partire da settembre, i pendolari lombardi, al costo di 300 euro annuali da aggiungere ai 999 del servizio base, avevano riconquistato il diritto ad accedere ai "loro" treni. Un rincaro mal digerito, visto che si trattava esattamente delle stesse carrozze di prima, ma comunque tollerato e, alla fine, archiviato in un cantuccio della memoria. Nuove corse, ma la puntualità... Il 13 dicembre scorso, però, con l’entrata in vigore dell’orario invernale 2009-2010, il fragile equilibrio si è nuovamente incrinato. Un primo allarme è stato suscitato dal nuovo nome dei treni, da quel momento in poi chiamati Frecciabianca: il dubbio che venisse riproiettato il film già visto l’anno prima è venuto a molti. Ma, mentre le rassicurazioni di poter continuare a usare la Crt sono risultate veritiere, non lo stesso è successo per le promesse circa orari soddisfacenti e puntualità. Il sito dell’assessorato regionale lombardo ai Trasporti continua ancora adesso a pubblicizzare «176 nuove corse, da dicembre, che si aggiungono alle 43 attivate a settembre e alle 30 attivate a ottobre. In complesso si tratta quindi di 249 nuove corse, di cui 56 a cura delle Ferrovie Nord e 193 a cura di Trenitalia». Come a dire: i pendolari possono dormire tranquilli. Tanto più che, con il Protocollo d’intesa firmato il 18 dicembre, è sembrata avviata sulla buona strada anche la costruzione della "Pedemontana" che dovrebbe servire meglio pure Bergamo, Como, Varese e Lecco. Nella realtà, invece, si registrano ritardi ormai cronici. È talmente raro arrivare in orario che i pendolari esultano quando, il 29 dicembre, possono scriversi l’un l’altro: «Il Regionale 2090, proveniente da Venezia Santa Lucia, è arrivato stamattina in Centrale alle 8.44, addirittura in anticipo di un minuto». Mentre rimbalzano le responsabilità sulla manutenzione dei binari (che non consentono alte velocità in presenza di ghiaccio), sulla concertazione degli orari (che frenano gli Eurostar e intralciano i Regionali), sui doveri/poteri di Regione, Province e Comuni a tutela dei propri cittadini, i pendolari cercano di sopravvivere come possono. Qualcuno si arrangia in auto, qualcuno ha persino pensato di cercare ricoveri di fortuna a Milano. «Guardi il tabellone», dice Paolo mentre manda un Sms ai suoi amici per chiedere un passaggio in macchina, «le Frecce di oggi sono quasi tutte cancellate». Più che Frecce, freccette. E decisamente spuntate.
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