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Con Family Life il regista Ken Loach si mise in luce presso la critica europea, facendo familiarizzare gli spettatori inglesi con un linguaggio cinematografico duro e asciutto che negli anni a venire sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica. Protagonista del dramma è Janice, una ragazza inglese di 19 anni. Insicura, fragile e problematica, confessa con qualche difficoltà ai genitori di aspettare un bambino. Invece di ricevere il loro aiuto e conforto, Janice vede suo padre e sua madre scatenare contro di lei tutta la loro rabbia e riprovazione. Benché disgustati dalla parola "aborto", costringono di fatto la figlia a perdere il bambino, dimostrando di aderire a un cristianesimo solo di facciata, ammantato di rispettabilità borghese, ma che disprezza la vita umana e ignora la misericordia di Dio. In particolare, Janice viene violentata psicologicamente dalla madre, che ritiene di conoscere la figlia meglio di quanto lei conosca sé stessa, mentre di fatto ignora completamente cosa davvero le occorra per essere felice e per sciogliere le pieghe più strette del suo carattere. Dopo l’aborto, la ragazza sviluppa una grave forma di depressione, costringendo la famiglia ad accettare di farla seguire da un dottore. Quest’ultimo, un medico anticonformista, è l’unico che sembra poterla aiutare. Anche perché sembra il solo davvero interessato ad ascoltarla, a volerle bene, a desiderare che guarisca dalle sue crisi. Quando le cose sembrano mettersi per il meglio, il medico viene licenziato dall’ospedale per motivi amministrativi e Janice viene trasferita in un reparto psichiatrico più tradizionale, dove le sue condizioni psichiche finiscono col peggiorare, ma dove accetta di restare più volentieri che in famiglia. Family Life riflette in maniera molto cruda sui mali che può generare un equivoco senso di protezione e appartenenza all’interno di una famiglia. Già dalla prima sequenza di dialogo tra la fragile protagonista e i genitori, ci si rende conto dell’incapacità di un padre e di una madre di ascoltare realmente la loro figlia e della difficoltà di accettare che la ragazza sia diventata ormai adulta e pronta a prendersi le sue responsabilità. Azzerando il dialogo, negando l’ascolto, dando per scontati desideri, bisogni e aspirazioni della ragazza, i genitori si mostrano ben più spietati della realtà dalla quale vorrebbero proteggerla. Anche il concetto di "educazione" è completamente frainteso da questa miope coppia di genitori inglesi: non si premurano che la figlia maturi, che si confronti con la realtà. Janice muore dentro, e le viene impedito di diventare madre, perché le viene negato il diritto di essere donna e non più bambina.
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