Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

Nuove regole.
Calcolo più leggero

 L’anzianità dal 2010?
Solo se stai in quota

Dopo la crisi, fondi
pensione in ripresa

Il secondo pilastro
sorge dal Tfr

Una vita di lavoro complicata?
C'è la totalizzazione...

Più lontana la pensione
per le dipendenti statali

I lavoratori saranno tutelati
in tutta Europa

 
Speciale
a cura di Giuseppe Altamore 
con il contributo del Patronato Acli


LA PENSIONE È DIMAGRITA
LE NUOVE REGOLE DAL 2010


QUANDO LA COPERTA È CORTA

Gli assegni saranno più contenuti, una conseguenza del nuovo calcolo in vigore dal 1 gennaio 2010.

Entrano a regime le nuove regole previste dall’ultima riforma previdenziale. Per fare in modo che tutti gli italiani abbiano in futuro un assegno decente, sono cambiati i rendimenti ed è stata aumentata gradualmente l’età che consente di lasciare il lavoro. Sono invece diminuiti i trattamenti economici a causa dei coefficienti adottati dal 1 gennaio 2010. Un esempio? Chi compiva 60 anni entro il 2009 poteva contare su un parametro di 5,163%. Dal 2010, a parità di età, si passa a 4,798%. Tutto questo si traduce in una rendita più bassa. E in futuro non andrà meglio. Conviene quindi fare bene i propri conti e provvedere per tempo a integrare il cosiddetto "primo pilastro".

 
Chi va in pensione dal 2010 e ha versato meno di 18 anni di contributi al 1995 deve accontentarsi di un assegno più basso. Dal 1 gennaio, infatti, si applicano i nuovi coefficienti di trasformazione calcolati con il sistema contributivo, fissati dalla legge 247/2007 di riforma del Welfare. La pensione annua si ottiene applicando al montante contributivo il coefficiente di trasformazione relativo all’età anagrafica al momento del pensionamento.

Tabella: più tardi a riposo.

Fino al 31 dicembre 2009 sono stati utilizzati i coefficienti fissati dalla legge Dini del 1995, la quale ne prevedeva la revisione ogni dieci anni sulla base dell’andamento dell’aspettativa di vita. La prima revisione sarebbe dovuta scattare nel 2006, ma solo con la legge 247/2007 si sono adottati i nuovi coefficienti, da applicare per il calcolo delle pensioni a partire dal 1° gennaio 2010. In futuro, poi, secondo quanto stabilito dalla stessa legge, la revisione non avverrà più su base decennale, ma ogni tre anni.

All’applicazione dei nuovi coefficienti sono interessati solo coloro che avranno la pensione, in tutto o in parte, calcolata con il più sfavorevole sistema contributivo in relazione a questi casi:

chi ha iniziato a lavorare dopo il 31/12/1995;
chi ha un anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31/12/1995, la cui pensione è calcolata con il sistema misto: retributivo per la quota versata prima del 1996 e contributivo per quella versata dopo il 1995;
iscritti alla Gestione separata;
chi esercita l’opzione per il contributivo;
chi chiede la pensione in totalizzazione e non rientra nelle eccezioni che prevedono il calcolo retributivo;
lavoratrici che si avvalgono della possibilità (valida fino al 2015) di accedere alla pensione di anzianità con i requisiti in vigore prima del 2008 optando per la liquidazione del trattamento con il calcolo contributivo ("opzione donna").


NUOVE REGOLE CALCOLO PIÙ LEGGERO

Dal 2015 aumenta l’età per tutti

La Manovra d’estate 2009 prevede che, a decorrere dal 1 gennaio 2015, i requisiti anagrafici per l’accesso alle pensioni (vecchiaia e anzianità) siano adeguati all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat e dall’Eurostat, con riferimento al quinquennio precedente. In sede di prima attuazione, l’incremento non potrà superare i 3 mesi. L’intervento riguarda tutti i lavoratori, uomini e donne, del settore pubblico e privato. L’attuazione della norma è demandata a un regolamento da emanare entro il 31 dicembre 2014.

Tutti i contributi all’Inps…

Le lavoratrici pubbliche possono valutare la possibilità di chiedere il trasferimento (gratuito) della posizione contributiva dall’Inpdap all’Inps mediante la costituzione della posizione assicurativa ai sensi della legge 322/1958 o la ricongiunzione prevista dalla legge 29/1979. Tale trasferimento, da valutare attentamente anche in relazione al diverso metodo di calcolo della pensione e dunque della misura del trattamento pensionistico, consente di ottenere la pensione di vecchiaia con i 60 anni, come le lavoratrici del settore privato.

I benefici della lavoratrice madre

Alle lavoratrici madri che liquidano la pensione nell’ambito del sistema contributivo è riconosciuta la possibilità di applicare il coefficiente di trasformazione relativo all’età anagrafica alla data del pensionamento maggiorato di un anno in caso di uno o due figli, di due anni in caso di tre o più figli. In alternativa è possibile optare per un’anticipazione dell’età pensionabile (60 anni) di quattro mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 12 mesi.

Tabella: confronto fra vecchi e nuovi requisiti.

RETRIBUTIVO O CONTRIBUTIVO?

Pensione di vecchiaia con il sistema retributivo: per averne diritto occorre aver versato dei contributi prima del 1996, far valere almeno 20 anni di contributi (salvo deroghe), un’età anagrafica di 65 anni gli uomini e di 60 le donne.
Pensioni di vecchiaia con il sistema contributivo: è riconosciuta a 65 anni per gli uomini e a 60 per le donne con almeno 5 anni di contribuzione effettiva. Esistono, nel sistema contributivo, altre due possibilità di pensionamento legate al raggiungimento di un’anzianità di 40 o 35 anni, che potranno trovare applicazione non prima del 2013. Il sistema contributivo si applica: a chi ha iniziato l’attività lavorativa dopo il 1995, cioè a chi non può far valere prima del 1996 alcun contributo versato; agli iscritti alla gestione separata.

TRE ESEMPI
Pietro, 65 anni, iscritto alla gestione separata, decide di andare in pensione dopo aver maturato un montante di 150 mila euro. Oggi Pietro ha diritto a una pensione annua di 8.430 euro, nel 2009 con lo stesso montante l’importo dell’assegno sarebbe stato di 9.204 euro, con una differenza di 774 euro annui (8,40% in meno).

Paola, già pensionata, chiede a 60 anni la pensione supplementare a carico della gestione separata. Il suo montante è di 38.957,00 euro. L’assegno annuo è di 1.869 euro, nel 2009 sarebbe stato di 2.011 euro, con una differenza di 142 euro annui (7% in meno).

Sandra, 60 anni, dipendente con 25 anni di contributi chiede la pensione di vecchiaia, liquidata con il sistema di calcolo misto. Oggi Sandra ha diritto a una pensione mensile di 1.043 euro, nel 2009 l’assegno sarebbe stato di 1.083 euro, con una differenza di 40 euro mensili (3,7% circa in meno).


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