NUOVE
REGOLE CALCOLO PIÙ LEGGERO
Dal 2015 aumenta l’età per tutti
La Manovra d’estate 2009 prevede che, a decorrere
dal 1 gennaio 2015, i requisiti anagrafici per l’accesso alle pensioni
(vecchiaia e anzianità) siano adeguati all’incremento della speranza
di vita accertato dall’Istat e dall’Eurostat, con riferimento al
quinquennio precedente. In sede di prima attuazione, l’incremento non
potrà superare i 3 mesi. L’intervento riguarda tutti i lavoratori,
uomini e donne, del settore pubblico e privato. L’attuazione della
norma è demandata a un regolamento da emanare entro il 31 dicembre
2014.
Tutti i contributi all’Inps…
Le lavoratrici pubbliche possono valutare la
possibilità di chiedere il trasferimento (gratuito) della posizione
contributiva dall’Inpdap all’Inps mediante la costituzione della
posizione assicurativa ai sensi della legge 322/1958 o la ricongiunzione
prevista dalla legge 29/1979. Tale trasferimento, da valutare
attentamente anche in relazione al diverso metodo di calcolo della
pensione e dunque della misura del trattamento pensionistico, consente
di ottenere la pensione di vecchiaia con i 60 anni, come le lavoratrici
del settore privato.
I benefici della lavoratrice madre
Alle lavoratrici madri che liquidano la pensione nell’ambito
del sistema contributivo è riconosciuta la possibilità di applicare il
coefficiente di trasformazione relativo all’età anagrafica alla data
del pensionamento maggiorato di un anno in caso di uno o due figli, di
due anni in caso di tre o più figli. In alternativa è possibile optare
per un’anticipazione dell’età pensionabile (60 anni) di quattro
mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 12 mesi.

RETRIBUTIVO O CONTRIBUTIVO?
Pensione di vecchiaia con il sistema retributivo:
per averne diritto occorre aver versato dei contributi prima del 1996,
far valere almeno 20 anni di contributi (salvo deroghe), un’età
anagrafica di 65 anni gli uomini e di 60 le donne.
Pensioni di vecchiaia con il sistema contributivo: è
riconosciuta a 65 anni per gli uomini e a 60 per le donne con almeno 5
anni di contribuzione effettiva. Esistono, nel sistema contributivo,
altre due possibilità di pensionamento legate al raggiungimento di un’anzianità
di 40 o 35 anni, che potranno trovare applicazione non prima del 2013.
Il sistema contributivo si applica: a chi ha iniziato l’attività
lavorativa dopo il 1995, cioè a chi non può far valere prima del 1996
alcun contributo versato; agli iscritti alla gestione separata.
TRE ESEMPI
Pietro, 65 anni, iscritto alla gestione
separata, decide di andare in pensione dopo
aver maturato un montante di 150 mila euro. Oggi Pietro ha diritto a una
pensione annua di 8.430 euro, nel 2009 con lo stesso montante l’importo
dell’assegno sarebbe stato di 9.204 euro, con
una differenza di 774 euro annui (8,40% in meno).
Paola, già pensionata, chiede a 60 anni la pensione
supplementare a carico della gestione separata. Il
suo montante è di 38.957,00 euro. L’assegno annuo è di 1.869 euro,
nel 2009 sarebbe stato di 2.011 euro, con una
differenza di 142 euro annui (7% in meno).
Sandra, 60 anni, dipendente con 25 anni di contributi
chiede la pensione di vecchiaia, liquidata con
il sistema di calcolo misto. Oggi Sandra ha diritto a una pensione
mensile di 1.043 euro, nel 2009 l’assegno sarebbe stato di 1.083 euro,
con una differenza di 40 euro mensili (3,7% circa in meno).