Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

Quando la coperta è corta

Nuove regole. 
Calcolo più leggero

 Dopo la crisi, fondi 
pensione in ripresa

Il secondo pilastro
sorge dal Tfr

Una vita di lavoro complicata?
C'è la totalizzazione...

Più lontana la pensione
per le dipendenti statali

I lavoratori saranno tutelati
in tutta Europa

 
Speciale
a cura di Giuseppe Altamore 
con il contributo del Patronato Acli


LA PENSIONE È DIMAGRITA - LE NUOVE REGOLE DAL 2010
SCADENZE. LE FINESTRE CHE SI APRONO


L’ANZIANITÀ DAL 2010?
SOLO SE STAI IN QUOTA


Il diritto alla pensione non di vecchiaia è subordinato alla maturazione di un livello pari a 95 per il lavoratore dipendente e a 96 per l’autonomo sommando età e anni di contribuzione.

Anche per tutto il 2010, l’accesso alla pensione di anzianità è subordinato alla maturazione della quota 95 per il lavoratore dipendente e della quota 96 per l’autonomo. Entra così a pieno regime il nuovo metodo, introdotto da luglio dello scorso anno, per determinare il diritto alla pensione di anzianità secondo il "sistema delle quote". Fino al 30 giugno 2009, il diritto alla pensione di anzianità veniva raggiunto maturando 35 anni di contributi e un’età pari a 58 anni per i dipendenti e a 59 per gli autonomi. In base al nuovo meccanismo il diritto alla pensione è subordinato al raggiungimento di un valore numerico, chiamato appunto "quota", determinato dalla somma di età anagrafica e anzianità contributiva. Le diverse quote, stabilite in rapporto ai periodi di riferimento, devono comunque garantire almeno 35 anni di contribuzione e un’età minima stabilita nei diversi periodi (vedi tabella). Anche le frazioni di età e di contribuzione, eccedenti i minimi fissati, concorrono a determinare la "quota". Per esempio, un lavoratore dipendente che a febbraio 2010 raggiunga l’età di 59 anni e 7 mesi e sia in possesso di un’anzianità contributiva di 35 anni e 5 mesi, matura la quota 95 richiesta.

Tabella: l'anagrafe conta fino a un certo punto.

(*) sono i valori quote che devono essere raggiunti mediante la somma di età e di contribuzione. Si tiene conto anche delle frazioni di anno aggiuntive ai due requisiti minimi riportati nelle colonne a fianco.
(**) indicano l'età minima e l'anzianità contributiva minima che devono essere assicurati per il raggiungimento della quota.

Resta confermato il diritto ad andare in pensione con 40 anni di contribuzione indipendentemente dall’età anagrafica. La contribuzione figurativa per malattia e disoccupazione, esclusa dal calcolo delle quote, continua a essere valutata per maturare la maggiore anzianità contributiva (cioè quella oltre i 35 anni) per il raggiungimento dei 40 anni.

CHI MATURA I 40 ANNI
Per chi matura il diritto alla pensione di anzianità con i 40 anni sono previste quattro finestre d’accesso diverse per i lavoratori dipendenti e autonomi. Coloro invece che raggiungono il diritto con un’anzianità inferiore ai 40 anni potranno accedere al pensionamento secondo due sole finestre d’uscita, stabilite in base al semestre di maturazione dei requisiti (vedi tabella delle decorrenze).

DA RICORDARE
Il lavoratore, una volta acquisito il diritto alla pensione, ha la facoltà di esercitarlo in qualunque momento dall’apertura della finestra d’accesso.

Chi raggiunge l’anzianità contributiva minima con il cumulo di contribuzione da lavoro dipendente e autonomo, matura il diritto alla pensione secondo i requisiti previsti per gli autonomi, anche se l’attività da dipendente è attuale o prevalente nella carriera lavorativa.

Quelli che possono andare in pensione con decorrenza gennaio 2010

Lavoratori dipendenti (privati e pubblici)
Chi ha maturato 35 anni di contribuzione e l’età di 58 anni entro il 30 giugno 2009
Chi è in possesso di almeno 40 anni al 30 settembre 2009, indipendentemente dall’età anagrafica

Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
Chi ha maturato 35 anni di contribuzione e 59 anni di età entro il 31 dicembre 2008
Chi è in possesso di almeno 40 anni entro il 31 giugno 2009, indipendentemente dall età anagrafica

Tabella: attenzione alle decorrenze

I requisiti per lasciare il lavoro prima dei sessant’anni

Lavoratori dipendenti (privati e pubblici)
Quota 95 raggiunta con almeno 35 anni di contributi e con un’età anagrafica minima di 59 anni
40 anni di contribuzione

Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
Quota 96 raggiunta con almeno 35 anni di contributi e con un età anagrafica minima di 60 anni
40 anni di contribuzione


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