Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

Un Paese colabrodo
ma è salva la qualità

Un filtro al rubinetto?
Costoso e spesso inutile

Sindaci e associazioni:
i servizi non si toccano

 
Speciale.
a cura di Giuseppe Altamore


L’ACQUA IN VENDITA
UN BENE COMUNE ESSENZIALE PER LA VITA, DA CONOSCERE E DIFENDERE


"ACQUARUBATA" IN TV:
COS’È SUCCESSO DOPO


Da Nord a Sud, migliaia di cittadini hanno reagito sul Web chiedendo ai Comuni di intervenire subito.

Ogni volta che andiamo in onda con Presadiretta mi arrivano il giorno dopo molte e-mail che si stupiscono delle mancate reazioni dei responsabili pubblici o politici chiamati in causa dai nostri reportage. E spesso emerge la seguente argomentazione: "tanto non cambia nulla".

Io mi affanno ogni volta a rispondere che invece no, sapere quello che succede è un valore in sé. Una buona inchiesta accende improvvisamente dei canali di comunicazione di cui i giornali e le televisioni danno raramente conto e anche per questo hai la sensazione che nulla è cambiato: sto parlando del Web, ma anche del "parlare" attorno all’argomento trattato nelle famiglie, tra gli amici, sul posto di lavoro, nei luoghi dove ancora si fa politica di base. Se volete avere una riprova di quello che ho detto entrate nel Web e attraversate i siti che si occupano di acqua pubblica: all’indomani della puntata "Acquarubata" si sono accesi con migliaia di e-mail che hanno messo in contatto tutta l’Italia, da Trieste a Palermo. Ho parlato con Antonella Leto, una delle animatrici del comitato siciliano "Acqua bene comune". Avevano già cominciato dal 3 dicembre a chiedere a tutti i consigli comunali siciliani di approvare una mozione che mettesse nero su bianco che «l’acqua è un bene pubblico e che quindi il servizio idrico non deve avere una rilevanza economica», chiedendo nel contempo la "ripubblicizzazione" della gestione.

Tabella.

All’indomani della trasmissione, dove abbiamo fatto vedere la disastrosa gestione idrica ad Agrigento e Provincia della Girgenti acque Spa, l’iniziativa ha preso ancora più vigore e a tutt’oggi sono cento i Comuni che hanno aderito in rappresentanza di più di un milione di cittadini siciliani. Un risultato politico incredibile, se pensate che hanno aderito all’iniziativa Comuni guidati dal Centrodestra e dal Centrosinistra e che la stragrande maggioranza ha adottato la mozione all’unanimità. L’ultimo che ha aderito è stato proprio Sciacca, dove eravamo stati noi. Grazie a queste adesioni, gli enti locali hanno presentato all’Assemblea regionale siciliana la richiesta formale di adottare una legge che dica no alla gestione privata dell’acqua. E i primi firmatari di questa iniziativa sono stati Giuseppe Nicosia, sindaco di Vittoria, Domenico Giannopolo ex sindaco di Caltavuturo e Michele Botta, il sindaco di Centrodestra del Comune di Menfi che avevamo intervistato a Presadiretta.

Altro che "non cambia nulla"! Un milione di cittadini siciliani stanno chiedendo, attraverso i loro rappresentanti, il ritorno all’acqua pubblica e nel contempo si stanno organizzando per raccogliere le firme per un referendum abrogativo del Decreto Ronchi, mettendosi così in Rete con tutti i comitati che nel resto d’Italia sono contrari alla gestione privata delle risorse idriche.

A Milano, all’altro capo d’Italia, dove avevamo raccontato la buona gestione pubblica di tutto il ciclo dell’acqua fatta da Metropolitana Milanese, il sindaco Letizia Moratti all’indomani della trasmissione ha chiesto al suo assessore, Paolo Massari del Pdl, di preparare una relazione. Ho parlato con Massari e mi ha confermato che ci sta lavorando: «Aspetto la relazione dell’Ato. Ma le posso anticipare che a leggere il Decreto Ronchi non si capisce un granché. In ogni caso noi pensiamo che in questo momento rivolgersi al mercato privato significa regalare l’acqua a un oligopolio e non ci sembra una grande idea liberale». Sul piano nazionale, il ministro Fitto ci aveva detto che avrebbe riunito il tavolo Stato-Regioni: rinunceranno le Regioni alle loro prerogative su un tema così delicato come la gestione dell’acqua? Come vedete la partita è tutta aperta, basta seguirla. E noi la seguiremo.

Riccardo Iacona

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