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a: Terra e ambiente_Famiglia Cristiana, Via Giotto 36, 20145 Milano |
TERRA E AMBIENTE SPAVENTAPASSERI
I passerotti si posano sopra i primi germogli e li rompono. Assaggiano qualche ciliegia e poi la lasciano marcire sull’albero. Depredano l’orto appena seminato. Davanti all’attacco di merli, tordi o storni i contadini ormai non si stupiscono più. E, consapevoli del contributo che gli uccelli apportano all’ambiente, cercano il modo di proteggere il raccolto. «Si torna allo spaventapasseri», spiega Michelangelo Pellegrino, tecnico della Coldiretti di Cuneo. Ma solo nella funzione, non nelle sembianze: «Per difendere campi e frutteti, si usano lamelle di alluminio da legare ai rami degli alberi oppure ad aste e bastoni: con il vento i nastri vibrano e creano un tintinnio che disturba l’uccello, facendolo allontanare», aggiunge. «Per le coltivazioni a terra, usiamo per lo più cannoncini alimentati da bombole di gas da cucina che a intervalli regolari emettono uno scoppio». Attenzione: gli uccellini sono furbi. Il rumore inconsueto li spaventa, ma se ripetuto nel tempo, potrebbe perdere efficacia: «Meglio alternare i sistemi o sospenderli per un periodo». I professionisti a volte usano dissuasori a onde elettromagnetiche, «non consigliabili per piccoli orti». In commercio si trovano anche strumenti più accessibili, come torciglioni che generano fasci di luce fastidiosi, sagome di gatti o falchetti di plastica che intimoriscono i passeracei. Nei frutteti, però, gli uccelli non cercano soltanto cibo: «La loro alimentazione è costituita per il 70 per cento da acqua. Per questo motivo, soprattutto in estate, è bene concentrare le riserve dell’orto in una sola grande vasca, posta all’inizio del terreno. Così se il passerotto che vuole bere arrecherà danno, lo farà solo attorno alla vasca» suggerisce l’esperto. Acqua sì, reti no «Insomma, se l’obiettivo è l’acqua diamogliela, se è la coltivazione cerchiamo di proteggerla quando serve». A meno che la natura non ci abbia pensato da sola. Come nel caso del carciofo, che «per le sostanze zuccherine che contiene sarebbe molto appetibile, ma gli uccellini non vi si posano per paura di pungersi con la punta delle foglie». Sebbene siano molto diffuse, sulle reti antiuccelli in polipropilene Pellegrino è diffidente: «Da una parte proteggono la coltura, ma dall’altra possono far male agli uccelli: se restano impigliati nella rete rischiano di morire o di distruggere l’impianto». Laura La Pietra |