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cura di Claudio Ragaini |
SOLIDARIETÀ/VOLONTARIATO LUNGO LE
STRADE
Azione umanitaria Dopo aver lavorato per alcuni anni nell’ambito di un’associazione internazionale di volontariato sanitario, dal 2005 Medici volontari italiani ha assunto la sua attuale denominazione, continuando a operare ispirandosi alle finalità della Carta europea dell’azione umanitaria, sottoscritta a Cracovia nel 1990. Ne fanno parte un centinaio di volontari, tra soci e aderenti; una trentina sono i medici, di varie specialità, e una quindicina i paramedici. Una sede operativa centrale a Milano, dove è nata, coordina le attività in Italia e all’estero; una sezione piemontese, con sede a Mondovì, è specializzata nell’attività oculistica; un’altra sezione sta per sorgere in Calabria. Due unità mobili, con funzioni di ambulatorio e primo soccorso, sono il biglietto da visita dell’organizzazione a Milano: la prima è attiva al mattino e alla sera, nell’area della Stazione Centrale, dove è diventata un punto di riferimento per la popolazione di emarginati che gravita nella zona. La seconda staziona presso la sede dell’associazione "Pane quotidiano", che distribuisce pane e vestiario a chi ne necessita, dando così vita al progetto "Pane e salute". «Facciamo quel che si chiama "medicina di strada"», spiega il presidente dottor Faustino Boioli, radiologo. «Visitiamo chiunque abbia un problema di salute, distribuiamo medicine, diamo consigli. Sono quasi 3.500 le persone avvicinate in un anno dalle unità mobili». Ma oltre a ciò, l’attività dei Medici volontari si estende ai campi rom (specialmente per donne e bambini che vivono in condizioni sanitarie penose), ai centri di accoglienza per rifugiati, d’inverno nei centri di raccolta per i senzatetto: una presenza che è valsa all’associazione più di un riconoscimento. Parallelamente, in questi anni i Medici volontari italiani hanno incrementato la loro attività all’estero, cominciando con le missioni in Albania e Kosovo; cui hanno fatto seguito quelle in Tanzania (ospedale di Bukumbi), in Romania per l’assistenza ai bambini a rischio di abbandono; in Madagascar, dove è in allestimento un ambulatorio oculistico e un laboratorio per la fabbricazione di occhiali; e in Rwanda, dove Mvi è impegnata nella costruzione di un centro di salute materno e infantile a Murambi, in collaborazione con il ministero della Sanità nazionale. Scambio di esperienze Nonostante l’associazione sia in contatto con altre organizzazioni umanitarie, si avverte tuttavia l’esigenza di mettere in comune, in modo sistematico, esperienze e idee, di avere interlocutori per discutere problemi e proposte, come spiega il direttore generale Carlo Geri, ingegnere. «Per esempio si potrebbero dotare i telefonini di una funzione particolare, che risulterebbe estremamente utile negli interventi di emergenza e che, senza esagerare, porterebbe a salvare delle vite umane». Per informazioni
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