Vita in casa.
di Francesca Della Chiara
L’ANGOLO VERDE

LE PIANTE DELLA NONNA
  

 
Si chiamano nastrino, lingua di suocera, erba miseria e pianta di ghisa. Robuste e generose, erano le preferite di una volta. Eccole ancora alla ribalta, sempre le stesse o, addirittura, migliorate.
 

 
Un tempo, quando non esistevano i supermercati del verde e la disponibilità economica non lasciava molto spazio agli acquisti voluttuari, si prestava molta attenzione alla scelta delle piante che dovevano essere belle ma di poche pretese, praticamente, eterne. Ovvero, facili da dividere e da moltiplicare. E così, dopo aver provveduto a riempire la casa, si potevano regalare: alle amiche, alle cognate, alle figlie e alle nuore. Ecco perché queste quattro piante verdi hanno un aspetto così familiare e, nonostante siano passati decenni, ancora oggi possono entrare con onore nelle nostre case. Di qualcuna, esiste anche la versione moderna, altrettanto facile da curare.

Speciali per gli interni

Il nastrino (Chlorphytum comosum) è formato da fitti ciuffi di foglie lineari a strisce bianche e verdi, mentre l’erba miseria (Tradescantia) produce nuvole di rametti carichi di foglioline verde tenero o appena rosate. Entrambe, da adulte, quando raggiungono 50 cm di diametro, diventano addirittura sontuose sistemate su un’étagère che ne valorizzi il portamento ricadente. Per curarle, basta scegliere una posizione luminosa, tenerle lontane dal sole diretto e dalle fonti di calore (resistono fino a 15 gradi), mantenere umido il terriccio durante l’estate e annaffiare pochissimo d’inverno.

Perfette per l’ombra

La lingua di suocera (Sansevieria trifasciata) possiede foglie carnose, lunghe e appuntite, spesso ornate da due bande gialle laterali. La pianta di ghisa (Aspidistra elatior) produce ciuffi di foglie appuntite, verde scuro, sorrette da robusti piccioli. Entrambe si sviluppano in altezza (70 cm circa), richiedono pochissima luce e resistono al freddo fino a 10 gradi: quindi sono perfette per i pianerottoli o il vano d’ingresso senza finestra e termosifone. Hanno bisogno di poca acqua, soprattutto d’inverno.

Le nuove varianti

Mentre il Chlorophytum non cambia nel tempo, sia nel look sia nell’affidabilità, della Tradescantia esiste una nuova specie, Tradescantia spathacea, con foglie ampie e lanceolate, disposte a rosetta, verde oliva sopra e rosate sotto. La specie contemporanea della Sansevieria è Sansevieria cylindrica con foglie simili a lunghe candele affusolate, mentre, dell’Aspidistra, è recentemente comparsa la varietà "Irish Mist" con le foglie cosparse da piccole macchie chiare. Le varianti moderne richiedono temperature superiori a 15 gradi e hanno bisogno di annaffiature regolari; d’estate, vanno concimate con fertilizzante per piante verdi.