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di
Francesca
Della Chiara |
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L’ANGOLO VERDE
LE
PIANTE DELLA NONNA
Speciali per gli interni Il nastrino (Chlorphytum comosum) è formato da fitti ciuffi di foglie lineari a strisce bianche e verdi, mentre l’erba miseria (Tradescantia) produce nuvole di rametti carichi di foglioline verde tenero o appena rosate. Entrambe, da adulte, quando raggiungono 50 cm di diametro, diventano addirittura sontuose sistemate su un’étagère che ne valorizzi il portamento ricadente. Per curarle, basta scegliere una posizione luminosa, tenerle lontane dal sole diretto e dalle fonti di calore (resistono fino a 15 gradi), mantenere umido il terriccio durante l’estate e annaffiare pochissimo d’inverno. Perfette per l’ombra La lingua di suocera (Sansevieria trifasciata) possiede foglie carnose, lunghe e appuntite, spesso ornate da due bande gialle laterali. La pianta di ghisa (Aspidistra elatior) produce ciuffi di foglie appuntite, verde scuro, sorrette da robusti piccioli. Entrambe si sviluppano in altezza (70 cm circa), richiedono pochissima luce e resistono al freddo fino a 10 gradi: quindi sono perfette per i pianerottoli o il vano d’ingresso senza finestra e termosifone. Hanno bisogno di poca acqua, soprattutto d’inverno. Le nuove varianti Mentre il Chlorophytum non
cambia nel tempo, sia nel look sia nell’affidabilità, della Tradescantia
esiste una nuova specie, Tradescantia spathacea, con foglie
ampie e lanceolate, disposte a rosetta, verde oliva sopra e rosate
sotto. La specie contemporanea della Sansevieria è Sansevieria
cylindrica con foglie simili a lunghe candele affusolate, mentre,
dell’Aspidistra, è recentemente comparsa la varietà "Irish
Mist" con le foglie cosparse da piccole macchie chiare. Le varianti
moderne richiedono temperature superiori a 15 gradi e hanno bisogno di
annaffiature regolari; d’estate, vanno concimate con fertilizzante per
piante verdi. |