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cura di Claudio Ragaini |
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SOLIDARIETÀ/VOLONTARIATO
UN LEGAME D’AMORE
Nel 1928, un’insegnante non vedente di Monza, con lungimiranza profetica e profondissima fede, dava vita a un movimento ecclesiale, inizialmente denominato "Crociata dei ciechi", che si proponeva di svolgere un’attività di apostolato e di sostegno a favore dei non vedenti, per inserirli nella vita della Chiesa in spirito di comunione e di fraternità. Divenuto in seguito "Movimento apostolico Ciechi" per volere di papa Giovanni XXIII ed eretto in Ente morale, il movimento, secondo le linee espresse dal Concilio, ha maturato l’esigenza di costituirsi come associazione laicale tra vedenti e non vedenti, riconoscendo nella condivisione «il primo segno di un carisma da vivere nella Chiesa e nella società». «In quanto comunità ecclesiale», spiega don Renzo Migliorini, assistente nazionale, «il Movimento vuole vivere la comunione tra coloro che vi aderiscono e testimoniarla attraverso un’attiva presenza nella società». Ottant’anni di servizio che insieme ai 40 di attività missionaria, sono stati solennemente ricordati nelle "Giornate della condivisione" tenute recentemente a Lodi e Monza, "culle" del Movimento (qui sopra il logo). Strutturato in gruppi diocesani e raggruppamenti regionali, il Movimento, di cui è presidente Saverio Nazari, si è dato come obiettivo l’educazione al servizio e alla reciprocità, operando in tre ambiti di attività. Il primo è costituito dall’impegno ecclesiale, che tende a favorire la partecipazione delle persone non vedenti alla vita della Chiesa attraverso la formazione, corsi di spiritualità, seminari e convegni. Un secondo ambito è quello dell’impegno sociale per l’integrazione dei non vedenti nel territorio; nella prospettiva di superare le tradizionali forme assistenziali e di valorizzare nella persona disabile le sue potenziali capacità. In quest’ottica il movimento promuove e gestisce iniziative e servizi vari: cooperative, corsi di formazione e aggiornamento, consulenze, una nastroteca e una biblioteca in "braille". Un terzo ambito, maturato a partire dal 1968 come attenzione ai Paesi più poveri, riguarda la cooperazione tra i popoli, che si è concretizzata fino a oggi nella collaborazione con circa 500 centri missionari e Chiese locali; tra le varie realizzazioni: campagne di prevenzione delle malattie oculari, costruzione di scuole per ciechi e centri sanitari, formazione di catechisti non vedenti. Il progetto "Condivisione 2008" si intitola "Segni di solidarietà per fare uscire dall’isolamento" e ha come referenti alcuni centri operativi dell’Africa e dell’Asia con i quali il Movimento collabora. L’obiettivo, spiegano i responsabili, è di conoscere le persone non vedenti, entrare in contatto e mettersi al loro fianco per farli uscire dall’indigenza e dall’isolamento. Il costo del progetto non è astronomico: 20 mila euro. Per informazioni
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