Vita in casa.
di Maurizio Bianchi

BENESSERE

GIÙ IL COLESTEROLO SENZA PILLOLE
 

  
Niente farmaci, se si sfora di poco la soglia accettabile. Per mantenersi stabilmente entro la norma, possono bastare semplici accorgimenti alimentari e una regolare attività fisica.
  

Colesterolo, giù la cresta. Un recente documento di Nutrition Foundation of Italy - Centro studi dell’alimentazione ha acceso un riflettore sulla possibilità di tenere sotto controllo il colesterolo solo con alcuni semplici ritocchi all’alimentazione e con una regolare attività fisica. Questo purché la colesterolemia, ossia la concentrazione del colesterolo nel sangue, superi di poco la soglia dei 200 milligrammi per decilitro, ritenuta accettabile dalla medicina.

Azione salvacuore

Il colesterolo è una sostanza grassa, perlopiù autoprodotta dall’organismo e solo in minima parte apportata dai cibi. È un ingrediente essenziale per la vita delle cellule, ma un’ipercolesterolemia prolungata nel tempo è uno dei fattori di maggiore pericolosità per la salute delle arterie e del cuore, il quale può incappare in infortuni gravi come l’infarto.

Alcuni studi, come quello effettuato a quattro mani dal Servizio di epidemiologia preventiva del dipartimento di Scienze farmacologiche dell’Università degli studi di Milano e dalla Società italiana di medicina generale, hanno confermato quanto grande sia il numero delle persone con una colesterolemia che coincide con il valore limite o lo sfora di poco. E sono costoro che dovrebbero fin da giovani giocare la carta della prevenzione. Gli esperti ritengono che, intervenendo sul fronte dell’alimentazione (con un occhio di riguardo alla dieta mediterranea presa a modello nel mondo) e sul versante dell’attività motoria, sarebbe possibile abbattere di un 18-20% la dose di colesterolo.

Ok ai grassi giusti

C’è grasso e grasso alimentare, sotto il profilo della qualità. Vi sono quelli saturi, soprattutto d’origine animale (strutto, burro, formaggi), quelli insaturi di tipo trans (in particolare oli vegetali idrogenati per aumentarne la consistenza e la resistenza al calore), quelli polinsaturi (acido linoleico dell’olio di girasole, omega-3 del pesce) e monoinsaturi (acido oleico dell’olio extravergine di oliva).

Sarebbe opportuno, per una colesterolemia ok, contenere entro il 7% delle calorie complessive la quota di grassi saturi, elevando per contro allo stesso livello il contributo dei polinsaturi e limitando al minimo indispensabile la presenza di quelli trans. Un adeguato risalto, fino a un 15% del totale calorico, va dato all’olio extravergine d’oliva che apporta non solo energia, ma pure vitamine e antiossidanti. Grazie a questi aggiustamenti, il contributo globale dei grassi potrebbe anche superare di qualche punto percentuale il limite del 30% delle calorie totali raccomandato.

Due parole sugli alimenti d’origine animale ricchi di colesterolo: uova, cervella, fegato bovino, burro, formaggi, calamari, crostacei. Ridurre drasticamente il loro consumo influisce assai poco sul contenuto di colesterolo nel sangue.

Alimenti mirati

I carboidrati a basso indice glicemico (pane, pasta, riso) e le fibre dei cereali, degli ortaggi, della frutta e dei legumi influiscono positivamente sulla colesterolemia. E un effetto benefico sembrano averlo le proteine della soia, in parziale sostituzione di quelle animali.

L’attenzione degli specialisti si è soffermata inoltre sui cosiddetti cibi funzionali, cioè prodotti ai quali vengono aggiunti elementi chiamati fitosteroli, presenti soprattutto nei semi oleosi, nella frutta secca, negli oli vegetali.
   

UNA MARCIA IN PIÙ

Camminata a passo spedito, jogging, ciclismo, nuoto, sci di fondo, ginnastica aerobica. Sono le attività sportive che, se praticate con regolarità (circa un’ora almeno tre volte alla settimana), aiutano a migliorare la qualità del colesterolo nel sangue, a contenere i trigliceridi, a smaltire le calorie di troppo e a non cadere nel sovrappeso. Con indubbi vantaggi, il che non guasta, per la silhouette.