Dalla parte dei lettori.
a cura di Claudio Ragaini

SOLIDARIETÀ/VOLONTARIATO

BANCHE DEL TEMPO
NELLE SCUOLE

 

  
Nate localmente negli anni ‘90 per favorire scambi e aiuto reciproco tra vicini, sono cresciute in tutta Italia e vanno alla conquista dei giovani.
 

Nate nei primi anni ’90 in Emilia-Romagna per iniziativa di un gruppo di donne come forma di scambio e di auto-aiuto, le Banche del tempo sono diventate in breve una realtà ramificata in tutta Italia, nelle piccole e grandi città, strutturate secondo una formula mutuata dalle banche "vere". Oggi sono circa 250 le associazioni operative, contano 12 mila iscritti e sono diffuse prevalentemente nel Centronord (ma sono in crescita anche al Sud).

Sono riunite in un’associazione nazionale che ha sede a Roma e in alcune città, come Torino o Milano, con coordinamenti provinciali. La prossima assemblea nazionale si terrà a Roma il 28 e il 29 maggio.

Baratto dei "saperi"

Il loro funzionamento è semplice: in pratica, chi aderisce a una Banca del tempo, mette a disposizione del prossimo una sua prestazione ricevendone in cambio, una equivalente. La moneta di riferimento è il tempo e gli scambi possono avvenire nei campi più diversi, sostanzialmente in due grandi gruppi: quello prevalente degli aiuti domestici e della vita quotidiana (spesa, cucina, accompagnamento, la cura dei bambini, le relazioni con gli enti pubblici eccetera); l’altro, anch’esso molto diffuso, dello scambio dei "saperi": cioè il baratto di conoscenze specifiche: dal computer alle lezioni di lingue, di pittura o fotografia, al giardinaggio...

Le persone che entrano a far parte di queste Banche, diventano a tutti gli effetti dei correntisti in quanto titolari di un conto corrente particolare sul quale la segreteria segna i crediti (le ore date) e i debiti ( le ore ricevute). Le transazioni vengono effettuate con "assegni" staccati dal libretto che ogni socio riceve al momento della sua iscrizione.

Oltre a offrire l’opportunità di un aiuto concreto, lo scambio del tempo assume inoltre un valore non secondario nel favorire la socializzazione e la conoscenza tra gli iscritti. Specie nei piccoli centri, le Banche diventano luoghi di aggregazione che danno origine a incontri e attività sociali, diffondendo una cultura della solidarietà e del buon vicinato. Dopo la fase d’avvio dei primi anni, le Banche del tempo pensano ora a come organizzare il futuro. «È in corso un monitoraggio di tutte le nostre Banche a cura della Provincia di Torino», dice la presidente nazionale Maria Luisa Petrucci, «sulla base di un protocollo d’intesa con la nostra rete».

Nelle università

«Inoltre da qualche tempo stiamo svolgendo interessanti esperienze nelle scuole medie-superiori dove le Banche del tempo, grazie all’interessamento di alcuni docenti, hanno cominciato a diffondersi, facilitando gli scambi e l’aiuto reciproco tra gli studenti. Nel Lazio abbiamo coinvolto il Consiglio dei giovani nell’apertura di nuove sedi. E siamo presenti anche in alcune università (Taranto, Architettura a Roma). Siamo convinti che l’evolversi della società debba puntare sui giovani per la diffusione dei valori della reciprocità, dell’accoglienza, del rispetto dei valori altrui».

Per informazioni
Associazione nazionale Banche del tempo Via Achille Campanile 65 00193 Roma Telefono 06/ 50.00.400 www.bdtitalia.altervista.org
  
  

RACCONTARE LA PROPRIA VITA

L’Associazione Nestore, presso la Società Umanitaria, che si occupa di favorire la transizione dal lavoro al pensionamento, organizza un laboratorio di narrazione autobiografica diretto a tutti coloro che, indipendentemente dall’età e dal titolo di studio, percepiscano il bisogno di raccontare di sé e condividere la propria storia di vita. Il laboratorio, coordinato dalla professoressa Stefania Fredo dell’Università Milano-Bicocca, è articolato in sei incontri di tre ore ciascuno, a partire dal 20 aprile. Per informazioni: telefono 02/57.96.83.24; e-mail associazionenestore@virgilio.it

  
Scrivere a: Solidarietà e volontariato_ Famiglia Cristiana, Via Giotto 36, 20145 Milano.