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cura di Claudio Ragaini |
SOLIDARIETÀ/VOLONTARIATO
DONAZIONI,
VOGLIA
La crescita vertiginosa registrata in questi ultimi anni dal cosiddetto non profit (settore che raggruppa alcune decine di migliaia di enti tra associazioni senza scopo di lucro, organizzazioni non governative e di volontariato, fondazioni umanitarie, scientifiche, culturali eccetera) ha portato all’emergere di due fenomeni paralleli. Da un lato la ricerca da parte di varie organizzazioni di una sempre più ampia visibilità, finalizzata alla raccolta dei fondi necessari per finanziare le proprie attività istituzionali; con il ricorso (qualche volta invadente) alle tecniche più sofisticate di mercato: messaggi pubblicitari, grandi eventi, lettere personalizzate, e-mail, appelli televisivi e radiofonici, raccolta di offerte attraverso Sms, banchetti di strada e quanto altro ancora. Dall’altro, di fronte a questo mare di sollecitazioni e di richieste, il maturare nel pubblico dei potenziali donatori dell’esigenza, diciamo pure del diritto, di essere rassicurati sulla effettiva destinazione dei fondi raccolti, sul buon uso degli aiuti ricevuti, sulla corretta gestione del patrimonio sociale. due parole: sulla trasparenza e l’affidabilità delle iniziative svolte. Percorso di verifica Proprio per venire incontro a questa crescente esigenza e garantire la fiducia nelle organizzazioni che operano con serietà, nato a Milano nel 2004 per iniziativa di due enti rappresentativi del settore, il Forum del terzo settore e Sodalitas, l’Istituto italiano della donazione, che basa la propria attività sulla "Carta della donazione" approvata nel 1999: un documento che costituisce il primo codice italiano di autoregolazione per la raccolta e l’utilizzo dei fondi del non profit e sancisce un insieme di regole di comportamento per la corretta e trasparente gestione delle risorse a disposizione. Le organizzazioni che volontariamente chiedono di essere iscritte tra i soci vengono sottoposte a un rigoroso percorso di verifica da parte di un comitato tecnico composto da professionisti ed esperti, percorso che comprende tra l’altro l’esame dello statuto, dei due ultimi bilanci, della struttura interna, dei finanziamenti e dell’attività di raccolta fondi, del programma associativo. Al termine di questa istruttoria, se positiva, l’organizzazione riceve il marchio di appartenenza "Donare con fiducia", una specie di bollino di garanzia che attesta la gestione corretta del danaro raccolto. La certificazione viene poi ripetuta annualmente per assicurare che le buone prassi di gestione si mantengano costanti nel tempo. Anche i "piccoli" A oggi sono 51 le organizzazioni che hanno ricevuto il bollino dell’Istituto. Altre 14 sono in lista di attesa per l’istruttoria di adesione. Le aree di attività sono le più varie, così come la dimensione: vanno dall’emarginazione sociale alla ricerca scientifica, dalla prevenzione all’assistenza, alla cooperazione internazionale. «I nostri sforzi a breve periodo», dice la presidente dell’Istituto Maria Guidotti, «si concentreranno sull’apertura di un servizio di segnalazione dedicato alle organizzazioni di piccole dimensioni, realtà che nel nostro Paese rappresenta il 93 per cento del non profit attivo».
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