Per orientarsi nella giungla delle nuove tariffe offerte dai gestori

Come risparmiare, orologio alla mano

di EMANUELE PICCARI
   
    

   Famiglia Cristiana n.3 del 21-1-2001 - Home Page

Vediamo insieme quanto costa una telefonata urbana a seconda delle varie compagnie. L'utente può arrivare a tagliare i costi fino a oltre la metà.

Facciamo qualche esempio di come si sono complicate le tariffe telefoniche e di come sia difficile raccapezzarsi per scegliere la compagnia più conveniente (fra l'altro, nel momento in cui si legge questa nota, le tariffe potrebbero essere già cambiate). Parliamo solo di telefono fisso e di telefonate urbane, perché se si allarga il discorso alle regionali, alle interurbane, alle internazionali, alle chiamate verso i cellulari, ai "pacchetti" tariffari, eccetera, diventa pressoché impossibile fare confronti. E bisogna anche vedere se, a chi si sgancia da Telecom, le altre compagnie faranno pagare un canone oppure no (ma in quest'ultimo caso è chiaro che si rifaranno in qualche modo sulle tariffe o sulle offerte a "pacchetto").

Partiamo da una telefonata urbana di un minuto, Iva inclusa, prendendo in considerazione le compagnie che operano almeno a Roma e a Milano (ce ne sono altre 140 locali). Nelle ore di punta (8-18.30) da lunedì a venerdì, con Telecom si pagano 156,7 lire, con Infostrada 153,6 lire, con Tele2 150 lire, con e-Planet 70,8 lire, con Wind e Digitel 66 lire. Queste ultime due sembrano le più convenienti, ma se, per esempio, la telefonata dura 50 secondi anziché 1 minuto (nessuno sta al telefono con l'orologio in mano), diventa più conveniente e-Planet, perché non fattura comunque 1 minuto, ma i secondi effettivi e quindi si pagano 59 lire. Se invece la stessa telefonata di un minuto avviene domenica o sabato dopo le 13, diventa più conveniente Digitel (54 lire).

Tabella.

Portiamo la telefonata urbana a 3 minuti. Nelle ore di punta da lunedì a venerdì la convenienza ripassa a Wind e Digitel (198 lire). Di sabato mattina, invece, si risparmia di più con Tele2 (171 lire) e con Infostrada (174 lire) e di sabato pomeriggio e festivi con Digitel (162 lire).

Per 5 minuti di conversazione nelle ore di punta feriali la palma della convenienza ritorna a Tele2 (420 lire) e lo stesso vale per 15 minuti (570 lire) o per 20 (720 lire), anzi rimane anche dopo. Però Tele2 opera per ora soltanto a Roma e Milano. Da parte sua, Infostrada ha annunciato che fin d'ora si accollerà il canone Telecom per gli utenti che la sceglieranno, sia pure in via sperimentale in nove città e in attesa che possano dare disdetta completa. Telecom Italia, invece, offre il pacchetto "Teleconomy no stop" con il quale si possono fare telefonate urbane e interurbane a volontà (ma non internazionali e a cellulari) pagando il canone e una cifra fissa di 178.000 lire (Iva esclusa). Anche Infostrada ha una formula analoga.

Che fare? Ogni utente dovrebbe mettersi a tavolino e, sempre che sia possibile, fare un paziente e preciso esame di come e quanto telefona, in quali orari e in quali giorni, scegliendo poi il gestore che sembra più conveniente. Ma abbiamo parlato solo di telefonate urbane.

Emanuele Piccari

Tabella.

Vedi alla voce umbundling

Ecco una breve storia di come si è arrivati alla nuova stagione di totale concorrenza, e le regole che la governeranno.

Umbundling. In inglese significa "spacchettamento" o "disaggregazione" e indica, in questo caso, il passaggio della scheda del cliente dalla centrale della Telecom Italia a un altro gestore per ottenere il collegamento dell'ultimo miglio, cioè dalla centrale al telefono di casa. Il via libera definitivo all'ultimo miglio è venuto dall'Authority per le telecomunicazioni il primo gennaio.

Provider. Sono i gestori dei server di Internet. A larghissima maggioranza (469 sì, 1 no e 4 astenuti) la Camera ha approvato una legge (il testo dovrà passare al Senato) in base alla quale per un anno i piccoli provider di Internet potranno godere delle stesse condizioni economiche dei grandi gestori. L'anno di franchigia decorrerà dal momento dell'entrata in vigore delle nuove norme. Una unanimità facilmente spiegabile con il fatto che si tratta di un disegno di legge del Governo, ma che accoglie analoghe proposte del centrodestra. Obiettivo delle nuove norme: garantire la sopravvivenza dei service provider di minori dimensioni che hanno svolto una funzione pionieristica essenziale per l'affermazione dello strumento Internet, ma che oggi rischiano di essere schiacciati dalle offerte che solo i grandi gestori sono in grado di fare, perché possono gettare sul piatto Internet altri proventi della telefonia mobile. Un anno di regole fisse anche nel caso in cui i piccoli provider decidano di attuare il flat rate per le tariffe, ossia il pagamento di una quota fissa indipendente dal tempo utilizzato.

Wireless. Si tratta di un'alternativa all'accesso degli operatori concorrenti di Telecom Italia all'ultimo tratto della rete. Con il wireless ciascun operatore di telefonia fissa, collocando un'antenna su un edificio, si potrà collegare in un raggio di tre chilometri con la rete locale di Telecom Italia.

g.a.

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