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Il merluzzo si cucina con i funghi, l’aringa
si trasforma in mousse, lo stoccafisso diventa una tartare e il salmone
si accompagna alle crocchette di patate: sono ricette raffinate e di
semplice esecuzione dei pesci di cui sono ricchi i mari del Nord.
Salmone gratinato con crocchette
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Tempo di preparazione:
1 ora
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Ingredienti per 4 persone:
Per la meringa: 600 g di filetto di salmone; 200 g di
polpa di pesce bianco (sogliola, nasello, ecc.); 400 g di patate; 5
cucchiai di pangrattato; 1 mazzetto di prezzemolo; qualche filo di
erba cipollina; 1 dl di olio d’oliva extravergine; 1 uovo;
abbondante olio di semi di arachidi per friggere; sale e pepe.
1 Lavare le patate,
metterle in un tegame, coprirle con abbondante acqua e portare a
ebollizione; salare e farle cuocere per 30-35 minuti finché
risulteranno morbide.
2 Nel frattempo lavare la
polpa di pesce e tagliarla a pezzetti; farli rosolare per 2-3 minuti in
una padella antiaderente spennellata con 1 cucchiaio di olio,
insaporirli con un pizzico di sale e di pepe e tritarli finemente.
3 Lavare il filetto di
salmone, ricavarne 4 tranci e insaporirli con un pizzico di sale e di
pepe.
4
Mettere in una terrina 2 cucchiai di pangrattato, aggiungere un poco di
prezzemolo e l’erba cipollina lavati e tritati, un pizzico di sale e
pepe, 3-4 cucchiai di olio e mescolare gli ingredienti; distribuire il
composto sopra i tranci di salmone, in uno strato uniforme, premerlo
leggermente con le mani per farlo aderire, disporli in una teglia
spennellata con l’olio rimasto e farli cuocere in forno preriscaldato
a 180° per 10 minuti circa.
5 Scolare le patate,
privarle della buccia, passarle allo schiacciapatate e raccoglierle in
una ciotola; aggiungervi la polpa di pesce tritata, l’uovo, il
prezzemolo rimasto tritato, un pizzico di sale e pepe e amalgamare bene
gli ingredienti. Formare delle palline, passarle nel pangrattato rimasto
e farle friggere, poche alla volta, in abbondante olio caldo facendole
dorare leggermente; scolarle sopra un foglio di carta da cucina di tipo
assorbente.
6 Servire i tranci di
salmone gratinati accompagnandoli con le crocchette di patate e pesce.
Filetti di merluzzo ai funghi e
radicchio
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Tempo di preparazione:
30 minuti
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Ingredienti per 4 persone:
600 g di filetti di merluzzo; 250 g di funghi coltivati; 1 cespo
di radicchio; 40 g di burro; 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine;
3 cucchiai di panna; ½ cipolla; 1 scalogno; 1 mazzetto di erba
cipollina; 1 porro; ½ bicchiere di vino bianco secco; sale e pepe.
1 Pulire i funghi,
lavarli e tagliarli a fette.
2 Sbucciare lo scalogno e
la cipolla, lavarli, tritare lo scalogno e affettare la cipolla; lavare
l’erba cipollina e tagliarla a pezzettini; privare il porro delle
radici, delle foglie esterne e della parte verde più dura, lavarlo e
tritarlo finemente; pulire il radicchio, lavarlo e tagliarlo a
listerelle.
3
In un tegame con 20 g di burro e l’olio far appassire la cipolla e lo
scalogno senza lasciarli colorire; aggiungere i funghi, farli rosolare
per 2 minuti, a fuoco vivace, unire il radicchio, un pizzico di sale e
di pepe e continuare la cottura per 2-3 minuti mescolando di tanto in
tanto con un cucchiaio di legno.
4 Lavare i filetti di
merluzzo, batterli leggermente fra due fogli di carta vegetale
inumidita, cospargerli con un pizzico di sale e pepe e arrotolarli su
sé stessi.
5 Spennellare una teglia
con il burro rimasto, distribuirvi il porro tritato, adagiarvi sopra gli
involtini di merluzzo, aggiungere il vino bianco e cospargerli con un
pizzico di sale e pepe; coprirli con un foglio di carta vegetale e farli
cuocere in forno preriscaldato a 180° per 8 minuti circa; scolarli e
tenerli al caldo coperti.
6 Versare il fondo di
cottura in un tegame, aggiungere la panna e farli ridurre un poco;
unirvi il composto di funghi e radicchio, farlo scaldare, adagiarvi gli
involtini di merluzzo e cospargerli con l’erba cipollina. Servirli caldi accompagnandoli, a piacere, con fette di patate
bollite.
| Alcune curiosità
Il merluzzo viene chiamato in due modi: baccalà e
stoccafisso.
Il baccalà è
conservato sotto sale. Al momento di utilizzarlo, lo si tiene
immerso lungamente in acqua, cambiandola spesso, per
ammorbidirlo ma, soprattutto, per fargli perdere tutto il sale.
Lo stoccafisso ,
più pregiato, è essiccato all’aria, dove si asciuga molto
(per questo il costo è notevolmente più elevato rispetto al
baccalà). Al momento dell’utilizzo, deve restare immerso in
acqua per reidratarsi e diventare più morbido.
In alcune regioni (specialmente nel Triveneto) per "bacalà"
si intende il merluzzo essiccato (non quello sotto sale),
indispensabile soprattutto per il celebre "mantecato alla
vicentina". |
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