A VENT’ANNI DALLE PRIME "APPARIZIONI"

Oltre Medjugorje

di ALBERTO BOBBIO - foto di Giancarlo Giuliani
   
    

  Famiglia Cristiana n.25 del 24-6-2001 - Home Page

24 giugno 1981: sei ragazzi dicono di aver visto la Madonna. Da quel momento la collina di Podbrdo diventa meta di una folla di pellegrini. Nonostante la Chiesa inviti alla prudenza, ne sono giunti più di 15 milioni, da ogni parte del mondo.

Medjugorje

La gente va su, sotto il sole infuocato del pomeriggio. Sale a pregare sulla collina di Podbrdo, dove vent’anni fa ad alcuni bambini sarebbe apparsa la Madonna. È un sentiero irto di sassi. L’Erzegovina è un’immensa pietraia carsica, poca acqua, terra rossa buona per vigne basse e piante di tabacco. Era il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. Ivanka, 16 anni, la più grande, disse semplicemente: «Ecco la Gospa». Gospa, in croato, vuole dire Madonna. La vide con in braccio un bambino in fasce. La Gospa non parlò. Lo fece il giorno dopo, e da allora ai sei veggenti la Madonna continua ad apparire: a tre ogni giorno, ad altri tre una sola volta all’anno.

E da allora questo luogo di pietre e sole è diventato una delle località più famose nel mondo della devozione popolare e le presunte apparizioni sono passate alla storia per la loro frequenza e intensità come prima mai era accaduto. Eppure la vicenda di Medjugorje è controversa e vent’anni dopo appare un nodo inestricabile.

La Conferenza episcopale jugoslava aveva provato a scioglierlo nel 1991 con la "Dichiarazione di Zara": «Non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni soprannaturali». Ma nulla è cambiato. Quindici milioni di pellegrini sono saliti sulla Collina delle apparizioni. E il piccolo villaggio di Medjugorje, che con altri forma la parrocchia di San Giacomo, è diventato una città, alberghi e negozi, strade nuove e ville.

Solo la chiesa è rimasta quella che era: parrocchia di San Giacomo appunto. Non è un santuario, non è ammessa, dal vescovo di Mostar dalla quale dipende, monsignor Ratko Peric, alcuna devozione particolare. Nemmeno sono ammessi pellegrinaggi ufficiali.

Il segretario della Congregazione vaticana per la dottrina della fede, il vescovo Tarcisio Bertone, in una lettera a un vescovo francese che gli chiedeva come comportarsi, ha scritto nel 1998: «La Congregazione ritiene che sono permessi i pellegrinaggi privati, a condizione che non siano considerati come un’autentificazione degli avvenimenti in corso, che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa». La Santa Sede non ritiene di tornare alle origini dei fatti. Fino al 1991 fa testo la "Dichiarazione di Zara" sulla natura delle apparizioni. Ma, dal momento che i veggenti continuano a dar conto di apparizioni, il Vaticano ha chiesto ai vescovi della Bosnia di indagare ancora.

In primo piano, la chiesa parrocchiale di San Giacomo.
In primo piano, la chiesa parrocchiale di San Giacomo.
Nel 1985 il parroco del tempo tolse una statua della Madonna di Lourdes
per sostituirla con quella di Medjugorje. Il vescovo fece rimettere la statua di Lourdes.

Quando qui c’erano solo vigne e campi

Peppino Capuani qui ci viene dal 1981. È il titolare di un’azienda di trasporto di Pescara. Portava pellegrini a Loreto, a Pompei, nei santuari mariani d’Europa. Un prete gli parlò di Medjugorje: «Venimmo che qui non c’era nulla. Il ponte sul torrente all’entrata del villaggio era talmente stretto che se non stavi attento incastravi il pullman. Attorno alla chiesa c’erano solo vigne e campi di tabacco. Ricordo ancora un vecchio con la tinozza della birra che per un paio di dinari ti riempiva un boccale con il mestolo. La gente ci ospitava nelle case, quattro, cinque per stanza. Lasciavo il pullman lungo la strada e venivano a prenderci con i carretti tirati dai cavalli. Mi chiamavano "Andreotti" o "mafioso". Ma era un modo affettuoso di dire».

Il pellegrinaggio, tutto compreso, costa 400 mila lire a testa: partenza il venerdì pomeriggio, ritorno lunedì mattina. A Medjugorje vengono da tutto il mondo: americani al primo posto, poi gli italiani, i croati, gli austriaci, tanti coreani negli ultimi tempi. Non ci sono statistiche precise, ma sono venuti in vent’anni un centinaio di vescovi e qualche cardinale. La Santa Sede deplora, ma la curiosità e la devozione sono più forti.

Tre croci sulle rocce delle apparizioni

In cima, sulla Collina delle apparizioni, le folle hanno calpestato la bassa vegetazione di spini. I piedi hanno levigato qui e là anche i sassi. Si sale e la prima croce è di legno azzurra. Indica il luogo dove il 26 giugno la Gospa ha parlato a Marija, una delle ragazze che era corsa un po’ più avanti. Fin qui tirano su a braccia anche gli ammalati in carrozzella. Più avanti non possono andare: troppo pericoloso. Più avanti bisogna arrampicarsi. Sale un gruppo di suore a piedi scalzi.

La folla è grande. È domenica pomeriggio e da vent’anni, ogni domenica, si tiene la Via Crucis. Il silenzio è intenso, la devozione stupefacente. In cima ci sono tre grandi croci. I bambini hanno detto che la Madonna era un po’ alta sulle rocce, i piedi nascosti da una nuvola. I segni della pietà popolare sono ovunque, mancano solo i ceri, che è vietato accendere per via della secchezza del clima e del vento caldo, che spazza le colline dell’Erzegovina. Una donna piange, alcuni giovani si prostrano a terra.

Ai piedi delle croci e ovunque tra i sassi sono infilati biglietti con preghiere scritte in tutte le lingue, come al Muro del pianto a Gerusalemme. Prima di scendere, molti pellegrini riempiono di terra e di sassi vari recipienti. La sera, insieme agli oggetti acquistati nei negozi, andranno a farli benedire nella chiesa di Medjugorje.

La parrocchia è retta dai francescani. E sono i francescani di Erzegovina i più devoti alla Madonna di Medjugorje. Tra loro e la diocesi di Mostar tuttavia da oltre vent’anni è in corso una disputa circa il possesso di alcune parrocchie. I francescani furono gli unici sacerdoti a restare nei Balcani durante il dominio turco. La gente li chiama ancora "zii". Dopo il ritorno del clero secolare, alcune parrocchie vennero lasciate dai frati, altri si rifiutarono di farlo. A metà degli anni ’70 un decreto di Paolo VI cercò di mettere ordine. Ma alcuni frati in Erzegovina disubbidirono. Due di loro nel 1980 vennero sospesi a divinis.

La Madonna di Medjugorje appare l’anno dopo, proprio in una parrocchia francescana. In tutti questi anni qui si è faticosamente cercato di non intrecciare le due questioni. Ma i vescovi di Mostar, prima monsignor Zanic e poi monsignor Peric, e anche la Santa Sede, ritengono che non sia possibile, e che il conflitto, che negli ultimi vent’anni si è acuito, sia per lo meno un’interferenza che connota le apparizioni. Al punto che una delle veggenti, Vicka, una volta ha riferito che la Madonna ha preso le difese dei frati sospesi a divinis contro la decisione del vescovo.

Il cartello alle porte del paese con il divieto per i carri armati e la gente con il fucile.
Il cartello alle porte del paese con il divieto per i carri armati e la gente con il fucile.

I francescani ribelli e il falso vescovo

La disputa, a maggio, si è trasformata in un "atto scismatico": i frati che occupano abusivamente alcune parrocchie non lontano da Medjugorje hanno fatto amministrare oltre mille cresime da un falso vescovo, Srecko Novak, fuori dalla comunione cattolica, ex membro della setta protestante dei "Vecchi cattolici". In tutto sono 40 i francescani dell’Erzegovina ai quali la diocesi di Mostar ha tolto la facoltà di confessare. Dice padre Ljubo, uno degli otto frati che operano a Medjugorje: «Tutti si nascondono dietro Medjugorje. Ma se Medjugorje è di Dio, nessuno la distruggerà, neppure gli scandali contro lo Spirito Santo e l’unità della Chiesa».

Il parroco, da nove mesi, è padre Ivan Sesar: «Non voglio entrare nelle dispute. La Chiesa si pronuncerà. Io metto in guardia dal pericolo del materialismo che ruota attorno a Medjugorje e mi occupo della pastorale per i pellegrini. Anche i veggenti per me sono parrocchiani come gli altri. E neppure voglio occuparmi delle guarigioni. Ci limitiamo a raccogliere la documentazione. Ciò che mi interessa sono le conversioni, che vedo numerose a Medjugorje». La maggior parte dei pellegrini non sa nulla di tutto ciò. Pregano, mentre su Medjugorje si attende una decisione inequivocabile.

Alberto Bobbio
   

Jakov: «La Madonna mi ha rivelato dieci segreti»

Il 24 giugno 1981 aveva dieci anni. Era il più piccolo. Jakov Colo ha visto la Madonna ogni giorno fino al 12 settembre 1998. Si è sposato l’11 aprile 1993 con Anna Lisa Barozzi. Ha tre figli. Abita a Podbrdo, sotto la Collina delle apparizioni, e ha trasformato parte della sua casa in una residenza per pellegrini. Il vescovo di Mostar ha chiesto ai frati della parrocchia di non occuparsi dei veggenti. Eppure a uno dei frati Mirjana detta il messaggio mensile ricevuto dalla Madonna. Noi da Jakov siamo stati accompagnati da fra Ljubo.

Ecco il racconto di Jakov: «Mi ricordo che il 24 giugno di vent’anni fa avevo paura di quella signora. Ora non smetto di ringraziarla per essermi apparsa. Mi ha rivelato in questi anni dieci segreti. Il decimo il giorno dell’ultima apparizione quotidiana. Ora la vedo per qualche minuto ogni Natale nel pomeriggio. Cominciamo a pregare, poi vedo tre volte una luce, come tre flash, e la Madonna appare e dice sempre: "Sia lodato Gesù Cristo". Non ho mai scritto i dieci segreti, né ne ho mai parlato con gli altri veggenti. So che la Madonna li ha consegnati anche agli altri. Ma non so se siano gli stessi. Posso dire solo che il primo segreto riguarda un segno che la Madonna lascerà sulla Collina delle apparizioni. Io so quando e che segno sarà. La Madonna mi ha detto che continuerà ad apparirmi fino alla fine della mia vita. Di tutto ciò non ho mai parlato con il mio vescovo, anche se mi piacerebbe. Lui non crede a Medjugorje e io per lui prego molto. Neppure con il Papa ho parlato. Certo che se il Papa mi telefonasse... I segreti però non li posso rivelare a nessuno. Una volta sono stato all’udienza del mercoledì a Roma. Il Papa sapeva che io ero lì, ma non mi ha detto nulla. Non sono un santo. A volte viene gente che mi chiede di toccare il rosario. Ma io non lo faccio. Vedo tante conversioni. È questo il segno più importante della presenza della Madonna».

I tre veggenti che vedono ogni giorno la Madonna conoscono ciascuno nove segreti. Gli altri tre, dieci. Oltre ai sei veggenti della prima ora ci sono altri due veggenti della seconda generazione: non vedono la Madonna, ma la sentono parlare nel loro cuore.

a.bo.

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