Da 15 a 20.000 uomini delle forze
dell’ordine schierati a Genova contro gli irriducibili.
I 7.000
poliziotti, i 5.000 carabinieri e i 1.500 finanzieri che verranno
schierati a Genova in occasione del G8, da settimane si sono sentiti
ripetere dai loro ufficiali la stessa raccomandazione: «Mantenete la
lucidità e la calma nei momenti di tensione, siate sempre in grado di
fermarvi nei limiti consentiti, non lasciatevi mai isolare dal reparto».
Nessuno si illude che il Vertice fili liscio senza
scontri di piazza. La necessità per le forze dell’ordine è quindi
quella di circoscrivere i luoghi, tenendoli sotto controllo, cercando di
conoscere in anticipo gli obiettivi dei sostenitori della resistenza
passiva e quelli degli "sfasciavetrine". Soltanto così i
reparti di polizia, carabinieri, finanza, potranno concentrarsi sugli
irriducibili, cioè su coloro che andranno a Genova per scatenare la
guerriglia urbana.
Le ultime informative sostengono che i "duri"
pronti a trasformare Genova in un campo di battaglia sarebbero alcune
migliaia. Alcuni gruppi di autonomi, anarchici insurrezionalisti, squatter,
"punkbestia", oltre a organizzazioni straniere, non hanno
accettato alcun dialogo. Il possibile terreno di scontro resta la
"zona rossa", vale a dire l’area protetta riservata ai G8, all’interno
della quale i gruppi più estremi potrebbero voler dimostrare di riuscire
a penetrare, a tutti i costi.
Le forze dell’ordine schiereranno dai 15 ai 20 mila
uomini in divisa, tra poliziotti, carabinieri, guardie di finanza, soldati
dei reparti speciali dell’Esercito e della Marina, guardie forestali,
agenti di polizia penitenziaria. Per non contare gli agenti dei servizi
segreti degli otto Paesi che partecipano al vertice e i servizi di
sicurezza dei rispettivi leader.
Tutti i 30 mila abitanti della "zona rossa"
sono stati censiti e passati a screening, per individuare persone che
potrebbero fornire basi logistiche ai contestatori, permettendo loro di
attaccare dall’interno l’area del vertice.
L’arrivo annunciato di decine di migliaia di
manifestanti antiglobalizzazione, c’è chi sostiene che supereranno i
200 mila, ha indotto funzionari di polizia e ufficiali dei carabinieri a
riscrivere decine di volte il piano di sicurezza. I rischi potrebbero
arrivare non soltanto dai cortei, ma anche dagli assembramenti di persone
che si riuniranno nelle varie sessioni di discussione, quasi sempre in
spazi aperti. Vi sono poi le incognite improvvisazione-fantasia, le
migliori carte dei contestatori, che potrebbero decidere di giocarle all’impronta,
sul momento, sconvolgendo i rigidi dispositivi di polizia e carabinieri.
Il tam-tam del popolo dell’antiglobalizzazione parla
di gommoni che tenteranno di forzare lo sbarramento navale (la navigazione
sarà proibita entro due miglia dalla costa), di non meglio precisati
"arieti" e "cavalli di Troia" che forzeranno gli
sbarramenti, di deltaplani e piccoli aeroplani telecomandati che
sorvoleranno la zona proibita, di hacker che manderanno in tilt tutti i
sistemi informatici, di copertoni incendiati legati a carri rudimentali,
di pesce marcio lanciato con catapulte, di "commandos"
addestrati alla guerriglia urbana che attaccheranno in "maniera
assolutamente imprevedibile".
Altra preoccupazione dei responsabili dell’ordine
pubblico è quella di distinguere tra le varie anime del popolo di
Seattle, cioè tra le componenti più pacifiste e dialoganti, che vogliono
esprimere in maniera visibile il proprio dissenso senza violenza, e quelle
più estreme, che non intendono accettare alcun compromesso e anzi sono
per lo scontro a tutti i costi. Tra gli apocalittici scenari vi è proprio
quello che vede il coinvolgimento nelle cariche, innescate da provocatori,
di manifestanti pacifici, magari con tanto di bambini e di persone
anziane.
Nei giorni del Vertice le forze dell’ordine avranno a
disposizione motovedette, elicotteri, aerei, mezzi blindati, robot
speciali, unità cinofile, reparti a cavallo, mentre decine di squadre in
borghese filmeranno gli arrivi e i movimenti degli antiglobalizzatori.
Tiratori scelti e artificieri controlleranno i percorsi più a rischio,
mentre i reparti speciali dell’Esercito e della Marina avranno il
compito esclusivo di controllare il porto, l’aeroporto e le postazioni
delle società telematiche e telefoniche.
I reparti in assetto antisommossa che proteggeranno l’area
di Ponente, cioè quella off limits per tutti i manifestanti,
indosseranno speciali tute ignifughe, dotate di paracolpi, avranno
abbondanti dotazioni di protezione, con scudi di plexiglas rotondi e
manganelli a "L" di tipo americano.
Ad aumentare la tensione ci sarebbero poi gli allarmi di
alcuni servizi segreti, tra i quali quello russo, per azioni terroristiche
che potrebbero essere compiute da integralisti islamici approfittando
della vetrina del Vertice.
Guglielmo Sasinini