VERTICE E ORDINE PUBBLICO

Obiettivo: isolare i violenti

   di GUGLIELMO SASININI
  

   Famiglia Cristiana n.28 del 15-7-2001 - Home Page

Da 15 a 20.000 uomini delle forze dell’ordine schierati a Genova contro gli irriducibili.

I 7.000 poliziotti, i 5.000 carabinieri e i 1.500 finanzieri che verranno schierati a Genova in occasione del G8, da settimane si sono sentiti ripetere dai loro ufficiali la stessa raccomandazione: «Mantenete la lucidità e la calma nei momenti di tensione, siate sempre in grado di fermarvi nei limiti consentiti, non lasciatevi mai isolare dal reparto».

Nessuno si illude che il Vertice fili liscio senza scontri di piazza. La necessità per le forze dell’ordine è quindi quella di circoscrivere i luoghi, tenendoli sotto controllo, cercando di conoscere in anticipo gli obiettivi dei sostenitori della resistenza passiva e quelli degli "sfasciavetrine". Soltanto così i reparti di polizia, carabinieri, finanza, potranno concentrarsi sugli irriducibili, cioè su coloro che andranno a Genova per scatenare la guerriglia urbana.

Le ultime informative sostengono che i "duri" pronti a trasformare Genova in un campo di battaglia sarebbero alcune migliaia. Alcuni gruppi di autonomi, anarchici insurrezionalisti, squatter, "punkbestia", oltre a organizzazioni straniere, non hanno accettato alcun dialogo. Il possibile terreno di scontro resta la "zona rossa", vale a dire l’area protetta riservata ai G8, all’interno della quale i gruppi più estremi potrebbero voler dimostrare di riuscire a penetrare, a tutti i costi.

Le forze dell’ordine schiereranno dai 15 ai 20 mila uomini in divisa, tra poliziotti, carabinieri, guardie di finanza, soldati dei reparti speciali dell’Esercito e della Marina, guardie forestali, agenti di polizia penitenziaria. Per non contare gli agenti dei servizi segreti degli otto Paesi che partecipano al vertice e i servizi di sicurezza dei rispettivi leader.

Tutti i 30 mila abitanti della "zona rossa" sono stati censiti e passati a screening, per individuare persone che potrebbero fornire basi logistiche ai contestatori, permettendo loro di attaccare dall’interno l’area del vertice.

L’arrivo annunciato di decine di migliaia di manifestanti antiglobalizzazione, c’è chi sostiene che supereranno i 200 mila, ha indotto funzionari di polizia e ufficiali dei carabinieri a riscrivere decine di volte il piano di sicurezza. I rischi potrebbero arrivare non soltanto dai cortei, ma anche dagli assembramenti di persone che si riuniranno nelle varie sessioni di discussione, quasi sempre in spazi aperti. Vi sono poi le incognite improvvisazione-fantasia, le migliori carte dei contestatori, che potrebbero decidere di giocarle all’impronta, sul momento, sconvolgendo i rigidi dispositivi di polizia e carabinieri.

Il tam-tam del popolo dell’antiglobalizzazione parla di gommoni che tenteranno di forzare lo sbarramento navale (la navigazione sarà proibita entro due miglia dalla costa), di non meglio precisati "arieti" e "cavalli di Troia" che forzeranno gli sbarramenti, di deltaplani e piccoli aeroplani telecomandati che sorvoleranno la zona proibita, di hacker che manderanno in tilt tutti i sistemi informatici, di copertoni incendiati legati a carri rudimentali, di pesce marcio lanciato con catapulte, di "commandos" addestrati alla guerriglia urbana che attaccheranno in "maniera assolutamente imprevedibile".

Altra preoccupazione dei responsabili dell’ordine pubblico è quella di distinguere tra le varie anime del popolo di Seattle, cioè tra le componenti più pacifiste e dialoganti, che vogliono esprimere in maniera visibile il proprio dissenso senza violenza, e quelle più estreme, che non intendono accettare alcun compromesso e anzi sono per lo scontro a tutti i costi. Tra gli apocalittici scenari vi è proprio quello che vede il coinvolgimento nelle cariche, innescate da provocatori, di manifestanti pacifici, magari con tanto di bambini e di persone anziane.

Nei giorni del Vertice le forze dell’ordine avranno a disposizione motovedette, elicotteri, aerei, mezzi blindati, robot speciali, unità cinofile, reparti a cavallo, mentre decine di squadre in borghese filmeranno gli arrivi e i movimenti degli antiglobalizzatori. Tiratori scelti e artificieri controlleranno i percorsi più a rischio, mentre i reparti speciali dell’Esercito e della Marina avranno il compito esclusivo di controllare il porto, l’aeroporto e le postazioni delle società telematiche e telefoniche.

I reparti in assetto antisommossa che proteggeranno l’area di Ponente, cioè quella off limits per tutti i manifestanti, indosseranno speciali tute ignifughe, dotate di paracolpi, avranno abbondanti dotazioni di protezione, con scudi di plexiglas rotondi e manganelli a "L" di tipo americano.

Ad aumentare la tensione ci sarebbero poi gli allarmi di alcuni servizi segreti, tra i quali quello russo, per azioni terroristiche che potrebbero essere compiute da integralisti islamici approfittando della vetrina del Vertice.

Guglielmo Sasinini

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