di
Renata Maderna |
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GENITORI E FIGLI
ALMENO
A NATALE EVITIAMO LO STRESS
Capita a tutti, quando ci si trova di fronte a una delle tante immagini perfette da rivista illustrata, così diverse da quelle conservate gelosamente per ricordare i Natali della nostra famiglia. Là: tutto perfetto, elegante, quasi soft. Qui: confusione condita talvolta da qualche lacrima, per non dire da un fumo nero in cucina. Se si sta ai discorsi che si ascoltano in questi giorni nei negozi o negli uffici, le feste natalizie paiono trasformate in un ulteriore dovere proposto da una società che brucia sempre più i tempi, proponendoti addobbi e regali subito dopo i costumi da bagno. Dopodiché arrivano i mille diktat del si usa e del non sta bene, come se le vere preoccupazioni che affliggono molti non riguardassero ben altro, che ha spesso a che fare con i rapporti familiari. Da: come faccio a tenere buoni i bambini, che vogliono sperimentare i nuovi giocattoli durante il pranzo natalizio? A: in che modo potrei evitare quest’anno di invitare la suocera noiosa o i due zii che non si sopportano a vicenda? Alzi la mano chi non ha mai avuto un pensiero simile. E pensare che quando ogni ingranaggio, quasi magicamente, gira bene, si godono quelle giornate indimenticabili, fatte di affetti e di gioia, che rimangono per sempre incise nella storia bella della famiglia. «È una grave responsabilità non curare la festa in famiglia», scrivono Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini nel libro Interno familiare secondo Marco (San Paolo), prezioso per quelle coppie che vogliano ogni tanto sedersi a fare il punto su sé stessi. «Vi sono famiglie in cui tutte le ragioni sono buone per estromettere la festa, l’allegria, la leggerezza; in cui, anche quando si fa normalmente festa, la si fa tirati, perché si "deve", sovraccaricandosi di fatica, di "si fa così" per fare la giusta figura...». Mentre quando si sta in pace, ricordano gli autori, anche un piatto di spaghetti ha un sapore inconfondibile.
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