di
Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini |
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IL VANGELO
DEL DIALOGO LO
SPOSO E LA SPOSA NON TEMONO Matteo (1,18-24) Per nostra fortuna, Matteo non assomiglia a quei giornalisti che, nel bel mezzo di un evento drammatico, sanno porre domande banali quanto indiscrete e violente, tipo: «Che cosa ha intenzione di fare? Perdonerà?». Matteo si trova tra le mani un materiale scottante, deve dare ragione di come, nel bel mezzo di una famiglia normale, il bambino che nasce viene da una paternità completamente altra, inimmaginabile: «Maria si trovò incinta per opera dello Spirito Santo». Eppure il nostro evangelista rimane sobrio, rispettoso del dramma di Giuseppe. Questa pagina è fortemente cristologica, cioè orientata ad annunciare chi è Gesù, già dal suo primo concepimento riconosciuto come il Salvatore perché diviene il segno incarnato del "Dio con noi", la vivente passione di Dio così presente a Matteo, al punto che chiude il suo Vangelo con le stesse parole, pronunciate da Gesù: «Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Questo vuole comunicare Matteo ai suoi lettori. Ma noi osiamo bussare al cuore di Giuseppe che si sta interrogando su cosa fare: la soluzione c’è, è l’arrivo – in sogno – di un angelo che gli affida il compito di prendere con sé la sposa incinta e di divenire il padre legale del Bambino, imponendogli il nome. Ma in questa soluzione il rischio di fraintendimento per noi è ancora più grave: Giuseppe è un povero sognatore, si accontenta di angeli in sogno, magari è un vecchietto rassegnato. La possibilità di ridurre a banalità assurde la nostra fede è sempre a portata di mano: e poi pretendiamo che i nostri figli ci credano. Dobbiamo osare, a partire dalla nostra esperienza di coppia, e chiedere umilmente di abitare per qualche attimo il mistero della coppia Maria-Giuseppe. Maria è già legalmente sua sposa, anche se ancora non convivono: poiché lui la ama veramente, e conosce la sua assoluta fedeltà, non le rivolge uno sguardo indagatore e profanatore; e certamente lei con tenerezza e trepidazione gli ha parlato della visita dell’angelo: a chi poteva dirlo, se non a lui? Dica ogni coppia che si ama: quando per uno dei due un mistero accende dolore, gioia, sconvolgimento, l’altro può tardare a conoscerlo? Ci sono misteri e incognite, certamente più piccoli di quello di Maria, che cementano una coppia, la rafforzano stupendamente. Ma un dubbio rimane a Giuseppe, così consapevole del segreto divino di Maria: potrò io arroccarmi il diritto di essere padre legale di questo Bambino-Salvatore? Non è meglio che mi faccia da parte? L’idea del ripudio ufficiale (cui legalmente aveva diritto) non gli passa per la mente: la rimanderà in segreto, con il cuore gonfio di dolore e di amore. Allora si è meritato l’angelo
in sogno che lo autorizza a non farsi da parte: anche lui rientra nel disegno di
salvezza. Chissà, forse Maria ha intensamente pregato perché anche per
Giuseppe ci fosse un angelo. E così in questo "annuncio di nascita"
avanza la più bella definizione del legame sponsale: non temere di prendere con
te. Lo sposo prende con sé la sposa e la sposa prende con sé lo sposo: senza
temere. Sulla sua parola. |