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La polizia postale:
«Ecco come smascheriamo
i pedofili»

 
di Alberto Laggia


INCHIESTA/PEDOFILIA
LE STRATEGIE DI "PROMETEO", UN’ASSOCIAZIONE ANTIPEDOFILIA


I NUOVI SAMARITANI DELL’INFANZIA PREDATA

Centri di aiuto per le vittime e i loro familiari, una comunità di recupero per pedofili, campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. A Bergamo un’esperienza d’avanguardia.

«Cosa posso fare con questo piccolo animale? (dove per "piccolo animale" s’intende Maria, bambina messicana di 5 anni)». «Tutto». «Se viene danneggiata, mi aiuti a ripararla?». «Vuoi che muoia?». «Cosa succede se muore?». «Bisognerà trovare il modo per far sparire il corpo e le prove». «Quanto costerà l’operazione?». «Cinquemila dollari». «Ok, si può fare». È un passaggio di un’intercettazione telefonica del dialogo tra un pedofilo triestino e un agente dell’Fbi spacciatosi per procacciatore di bambini. Il testo è pubblicato nel Sito di "Prometeo", un’associazione di Bergamo in prima linea da quattro anni nella lotta alla pedofilia.

«È un pugno allo stomaco, certo. Ma non è che un esempio tra i tanti che dimostrano dove possa spingersi la pedofilia "sadica"», afferma Massimiliano Frassi, presidente dell’associazione. «Le nuove frontiere di questa perversione si chiamano snuff-video, filmati in cui i bambini vengono violentati e poi finiscono per essere uccisi. Per una di queste videocassette girate in Romania o in Bosnia, si sono pagati a Bergamo poco tempo fa, anche 40 milioni di lire. Ma c’è anche chi abusa di bambini handicappati o di zingarelli, venduti e comprati, che si trovano presso i locali campi nomadi. Insomma oggi il pedofilo è stanco di collezionare semplici fotografie di bambini in costume, in riva al mare».

Composto da una trentina di volontari, tra i quali medici, psicologi, insegnanti, ma anche genitori toccati dalla piaga della pedofilia, "Prometeo", che collabora stabilmente con le Procure di Milano, Bergamo e Brescia, si è dotata di un centro d’ascolto che offre consulenza, accompagnamento del minore abusato, preparazione del bambino al colloquio e alle udienze in tribunale, che a volte possono rappresentare un’ulteriore violenza sulla piccola vittima. Di recente l’associazione ha inaugurato nella zona del Basso Sebino anche un "gruppo di auto-aiuto" per genitori di figli abusati: «Una specie di piccolo consultorio, in cui il condividere e verbalizzare l’esperienza traumatica contribuisce a far superare l’inevitabile fortissimo senso di colpa che accompagna queste coppie, e a far sopportare i tempi lunghissimi dei processi», spiegano a "Prometeo".

Ricostruire la fiducia

Per i bambini vittime di abusi è iniziato, invece, un progetto di assistenza domiciliare che offre momenti di svago gestiti da alcune operatrici, allo scopo di ricostruire la fiducia dei minori verso il mondo degli adulti.

L’associazione sta lavorando ora a un progetto per l’istituzione di una "comunità di recupero per pedofili", che, al contrario di Inghilterra e Stati Uniti, non ha precedenti in Italia. «Ma per avviarla», osserva il presidente, «mancano ancora gli strumenti legislativi».

"Prometeo" si è pure distinta per una massiccia campagna informativa nel territorio provinciale, promuovendo nel giro di un anno quasi un centinaio di incontri pubblici. Risultato: in meno di dodici mesi sono giunte da Bergamo e dintorni un centinaio di segnalazioni di violenze a minori. Sintomo che la sensibilizzazione paga, ma anche che l’infanzia "predata" è un fenomeno diffuso, a cui, tra l’altro, sempre più s’accompagna una cultura "pedofila" che proclama la legittimità del rapporto amoroso tra adulti e minori. «La letteratura pedofila non è reperibile solo in Internet, ma in una qualsiasi libreria della città. E Bergamo non è certo un’eccezione».

Alberto Laggia


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