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Arrivederci
di Franca Zambonini


«SII GENTILE E ABBI CORAGGIO!»

Due ragazzine dalle vite inconcluse, lontanissime nel tempo e nelle storie, vicine nei sentimenti. Anne Frank, simbolo dello sterminio nazista, Erika Gazzola, vittima di un incidente stradale, hanno lasciato pagine che ancora commuovono e insegnano.

Consiglio due libri abissalmente distanti, con un solo punto in comune. Li hanno scritti due ragazzine scomparse prima di diventare grandi, ma le loro vite inconcluse hanno lasciato un dono di sentimenti capaci di commuovere, l’una il mondo intero, l’altra il suo mondo piccolo. Il primo libro è: I Diari di Anne Frank, a cura di Frediano Sessi, Einaudi. Il secondo è: La nostra scuola, Edizioni DaigoPress, e lo si può richiedere all’Associazione Erika, Via Spino 15, 35010 S. Giorgio in Bosco (Pd).

Abbiamo conosciuto Anne Frank, simbolo dello sterminio degli ebrei perpetrato dal nazismo, dal Diario pubblicato in Italia nel 1954 e da allora riproposto in tante altre edizioni. Per la prima volta escono ora i Diari. Sono tutti i quaderni e gli appunti che Anne scrisse dal 12 giugno 1942 al 1° agosto 1944, mentre stava nascosta con la famiglia e alcuni conoscenti nell’alloggio segreto di Amsterdam per sfuggire alla persecuzione nazista. Gli otto clandestini verranno arrestati, su infame denuncia, il 4 agosto 1944. Anne morirà sette mesi più tardi, a 15 anni, di stenti e di tifo, nel campo di Bergen-Belsen, poco dopo la sorella Margot.

I suoi quaderni sono stati lasciati per testamento dal padre Otto Frank, morto nel 1980, all’Istituto per la documentazione bellica dei Paesi Bassi. Gli studiosi ne hanno curato l’edizione completa, che presenta in parallelo le tre diverse versioni: i diari intimi, finora noti solo agli specialisti; il diario rielaborato dalla stessa Anne come un romanzo-verità per futuri lettori; il diario diffuso da Otto Frank nel dopoguerra, con censure e modifiche sui manoscritti originali.

Il libro si legge non d’un fiato, come si dice, ma senza fiato. Anne Frank ci viene restituita nella sua completezza di adolescente che si oppone alla bestialità umana con la forza interiore. Le ultime parole del diario, tre giorni prima dell’arresto, sono: «Cerco un mezzo per diventare come vorrei essere e come potrei essere se... non ci fossero altri uomini al mondo». Al terrore e all’orrore oppone l’allegria, le attese, le ingenuità, gli stupori della sua età. Scrive nell’introduzione Frediano Sessi: «Anne compie il prodigio di imparare a resistere al male che irrompe e le nega per sempre la possibilità di essere una ragazza come tutte le altre. Così, grazie al piccolo gioiello rappresentato dal suo diario, lettera dopo lettera, si costruisce una giovinezza inventata».

È stata vera e felice la breve vita di Erika Gazzola, cresciuta in un ambiente sereno, gioiosa e creativa, non minacciata dal male assoluto, bensì esposta ai pericoli come tutti i giovani: vittima del quotidiano massacro sulle strade, è stata travolta a 13 anni, il 21 maggio del ’95, mentre tornava a casa in bicicletta. Qualche lettore ricorderà che ne parlai l’anno scorso, quando uscì con il titolo Inno alla vita la prima raccolta di temi, pagine di diario, pensieri, disegni dei suoi anni alle elementari. Questa seconda raccolta, La nostra scuola, curata anch’essa dagli insegnanti di San Giorgio in Bosco, è un altro dono postumo.

Ho detto che le pagine di Anne ed Erika sono abissalmente lontane, così come le loro storie. Ma mi sembra che un filo le unisca, povere bambine dalle vite inconcluse, eppure capaci di insegnarci ad andare avanti. Anne scrisse sulla copertina di un quaderno, in francese: «Soit gentile et tiens courage!», sii gentile e abbi coraggio. Erika ha scritto: «In questo mondo tutto quadro, ridere è la forza di fare positive le cose».

 Franca Zambonini

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