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Il
"tormentone" dell’estate, o almeno uno di quelli che facilmente
lo diventerà, è nato in pieno inverno. A gennaio, chiacchierando con
Claudio Cecchetto, allora chiamato a presiedere la giuria di qualità a
Sanremo (niente a che vedere con l’Accademia della canzone!), lui mi fa,
sicuro di sé: «Adesso c’è il Festival, ma io ho già pronta la canzone
che spopolerà la prossima estate. Prima dell’estate, quando ancora non si sa quale sarà
la canzone più gettonata al Festivalbar, di tormentoni se ne propongono
due: il primo è Chihuahua, di Dj Bobo, uno svizzero di 35 anni che
si chiama René Bauman, ex pasticciere, molto quotato nella sua terra, ma
che da noi è diventato popolare perché un pezzettino della sua canzone è
il jingle dello spot della Coca-Cola. L’altro tormentone si intitola La canzone del
capitano e la canta, trasmettendoti la voglia di muovere i piedi, un
altro disc-jockey che si fa chiamare Dj Francesco. Il curioso è che
entrambi partecipano, in gara, al Festivalbar, tanto che le due canzoni
hanno trovato spazio nelle vendutissime compilation. Dj Francesco lo incontro a Hit Channel: è un ragazzone
alto, magro, pelato come si usa. Un tatuaggio gli percorre il braccio
destro, dalla spalla alla mano. «Qui in alto», mi mostra, «c’è un
drago, che per i cinesi è un segno positivo, di fortuna, e in basso c’è
un serpente che rappresenta le cose negative della vita che prima o poi
capitano a tutti...». «Un giorno m’è venuta la voglia di farmi un tatuaggio,
ma non pensavo di arrivare a tanto. Però adesso fa parte di me. Più o meno
ho speso sette milioni. Se vuoi ti dò l’indirizzo...». Sorvolo, ma annoto mentalmente che il ragazzo è tosto e simpatico. Ha 23 anni e vive a Mariano Comense con la mamma, la quale, dopo aver "digerito" il tatuaggio, ora è fiera di lui.
(La domanda me l’ero tenuta per ultima, perché so che è di quelle che danno fastidio ai figli d’arte: Francesco è figlio di Roby Facchinetti, uno dei Pooh). «Non puoi credere come è contento papà di quello che sto facendo, anche se ho appena cominciato. Del resto lui vive per la musica, il pianoforte è come una parte del suo corpo».
«Facile la seconda domanda: se ce la farà, sarà perché le parole sono in italiano e c’è un ritornello trascinante, che ti fa saltare in aria. L’ho visto quando ho debuttato al Festivalbar. "Porta in alto la mano, segui il tuo capitano, muovi a tempo il bacino, sono il capitano Uncino": la piazza è esplosa!».
«Ma dai, è uno sfortunato, gli succede sempre qualcosa, è un po’ come Fantozzi, e quindi come molti di noi persone comuni. No, io non lo vedo come un "cattivo"».
«Come la vedo io è l’estate di tanti altri ragazzi, ho sempre vissuto una vita normale, cercando in ogni momento di comunicare con tutti. Ho la fortuna di possedere una dote fantastica, quella del catalizzatore, nel senso che chiunque io frequenti finisce per essere sé stesso e offrire il meglio della sua personalità. Una cosa devo confessarti: fin da bambino istintivamente cercavo di essere un leader e ci sono riuscito quasi sempre. Adesso con la musica sarà un’altra storia, ma ho fiducia...».
«Come no: è un pezzo che io, se fossi stato dall’altra parte del palcoscenico, avrei sicuramente ballato molto volentieri. Quel tipo è proprio simpatico: lo vedo come un incrocio tra Fabio Volo e Luca Barbareschi. E la canzone è un bel mambo che ti trasmette felicità...». Ecco, Francesco ha messo il dito nella piaga: perché quel pezzo, che Dj Bobo dice di aver scritto per lo spot della bibita e poi trasformato in canzone, secondo me è un mambo uscito negli anni Cinquanta. A quei tempi fu molto popolare ed era firmato da Ray Gilberto e Luis Oliveira. È evidente che ora Dj Bobo ci ha messo del suo, l’ha modernizzato e l’ha rifatto diventare un successo. Al Festivalbar, apparsi in due serate diverse, Bobo e Francesco si sono divisi equamente applausi e gridolini delle fan. Michelle Hunziker, nel presentare Bobo, svizzero come lei, ha sottolineato: «Siamo gli unici due svizzeri che vengono a fare il pieno in Italia!». Per chi non lo sapesse, il chihuahua è un cagnetto piccolo piccolo, vivace, che, disegnato con simpatia, si può ritrovare nel "videoclip" girato per pubblicizzare la canzone.
«La vincono tutti e due, anche perché mi sono permesso di fare un piccolo gioco di prestigio: ho incaricato alcuni miei amici arrangiatori di trasformare, con l’arrangiamento giusto, La canzone del capitano facendola diventare simile all’altra. Ho detto loro: "Ragazzi, adesso me la chihauhizzate". Forse si farà un po’ di confusione, ma vedrai che divertimento. E poi ho anche commissionato una versione dance».
«Fai un po’ tu. Intanto, sto pensando a Sanremo: uno
come Dj Francesco ci deve essere, ma con la sua musica. Pensa un po’ che
prima di diventare una canzone, quella del capitano era soltanto un piccolo jingle.
Io l’ho sentito e subito ho detto a Francesco: "Dai, fallo diventare
una canzone". Ed eccoci qua... "Porta in alto la mano, segui il
tuo capitano... Chihuahua"».
Gigi Vesigna
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