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Il mondo della scienza.
di Antonino Zichichi


L’ORIGINE DEL MEDITERRANEO

UN MARE DI SALE

Il Mare nostrum cinque milioni di anni fa era un’immensa distesa salata. Poi si formò lo Stretto di Gibilterra.

Il Mediterraneo comunica con l’oceano grazie allo Stretto di Gibilterra. Oggi. E prima? Secondo alcuni studiosi del Centro di ricerche marine, il Geomar (Center for Marine Geosciences Research) di Kiel, in Germania, milioni di anni fa il Mediterraneo comunicava con l’oceano attraverso due canali poco profondi: uno si trovava nella zona Nord del Marocco, l’altro a Sud della Spagna. Erano questi due percorsi marini a garantire il flusso d’acqua dall’oceano, che venne bloccato sei milioni d’anni fa circa, producendo zone di laghi salati e deserti di sale. Quali le cause? Sono due le scuole di pensiero.

Una attribuisce il blocco a un abbassamento mondiale dei livelli d’acqua degli oceani, per via di un forte cambiamento climatico. L’abbassamento del livello del mare deve essere stato di una sessantina di metri, vista la profondità dei due canali prima citati. Il blocco dovuto all’abbassamento del livello avrebbe però dovuto produrre strati di sale di spessore pari a poche decine di metri. E invece nel Mediterraneo occidentale ci sono spessori di 800 metri di sale e in quello orientale si arriva a 3.500 metri.

Per spiegare queste enormi quantità di "sale marino" è necessario pensare a processi che hanno permesso alle acque oceaniche di entrare più volte nel Mediterraneo nel corso di diverse centinaia di migliaia di anni, grazie a processi irregolari. Ma non è tutto. È infatti necessario spiegare come mai si è poi aperto il Canale di Gibilterra.

Lavoratori in una salina.
Lavoratori in una salina
(foto AP).

L’ipotesi del cataclisma

Ecco perché è nata la seconda scuola di pensiero, che attribuisce il blocco dei due canali a movimenti tettonici. Se è stata la crosta terrestre sottomarina a muoversi, è possibile spiegare sia il blocco dei due canali sia l’apertura di un nuovo canale, qualche centinaia di migliaia di anni dopo, com’è avvenuto con lo Stretto di Gibilterra. Anche i fenomeni irregolari di ingresso di acque oceaniche si può spiegare con i movimenti tellurici della crosta terrestre in quel periodo, che ha visto prima la chiusura dei canali e poi l’apertura di Gibilterra.

L’abbassamento del livello del mare per via di una variazione climatica non può spiegare l’apertura dello Stretto di Gibilterra, né le irregolarità dei fenomeni citati.

I geofisici di Kiel hanno studiato la struttura delle rocce vulcaniche prelevando 70 campioni nella costa spagnola e in quella marocchina. È stato così scoperto che esistono due famiglie di "rocce" vulcaniche. Un gruppo appartiene a un’epoca "antica", che va da 12 a sei milioni di anni fa. L’altro gruppo – detto di rocce "giovani" – appartiene a un’epoca più recente, che va da cinque milioni a mezzo milione di anni fa.

Ed ecco la scoperta. Il gruppo di rocce antiche ha le proprietà della crosta terrestre che penetra nel mantello lavico della Terra (fenomeno di "subduzione"). Il gruppo di rocce "giovani" ha le proprietà tipiche delle isole oceaniche, come l’arcipelago delle Hawaii, nato da una bolla di lava che, partendo dal cosiddetto "mantello", ha penetrato la placca terrestre sotto l’oceano, generando un’attività vulcanica che poi s’è spenta lasciandoci le Hawaii.

Una turista sulla meravigliosa costa del Nord del Marocco, all'altezza dello Stretto di Gibilterra.
Una turista sulla meravigliosa costa del Nord del Marocco,
all’altezza dello Stretto di Gibilterra (foto AP).

Un dislivello di mille metri

Le rocce "laviche" più recenti sono la prova che la lava è arrivata in tempi recenti dal mantello interno della Terra verso la superficie del sottosuolo marino. In un periodo che i geofisici tedeschi fanno risalire a circa cinque milioni di anni fa, al processo di "subduzione" ha fatto seguito l’arrivo di lava che ha sollevato la crosta sottomarina. Mettendo in un supercalcolatore queste ipotesi teoriche, con un modello matematico che riproduce l’evoluzione termica e meccanica di quella zona della superficie terrestre, è risultato che il dislivello prodotto può facilmente arrivare a mille metri: un valore sufficiente per bloccare i due canali in Marocco e Spagna.

C’è un altro elemento che sembrerebbe favorire l’ipotesi dello sconvolgimento tettonico: il tempo. Le variazioni climatiche sono molto lente, mentre lo studio dei fondali porta a concludere che gli sconvolgimenti sono stati rapidi. E questo va a favore della tesi del cataclisma generato dai movimenti tettonici. È bene precisare che molti dettagli sono ancora tutti da capire.

Resta comunque una certezza: gli strati di "sale" che giacciono sui fondali del Mediterraneo. Cinque milioni di anni fa, prima che si aprisse lo Stretto di Gibilterra, erano queste enormi distese di depositi salini lo spettacolo più caratteristico offerto dal Mare nostrum.

Antonino Zichichi
  
    
Vorremmo saperne di più
Riconoscere la voce senza troppi errori

Ridurre l’errore nell’attribuire una voce al proprietario è un problema di notevole interesse in molti settori. Fino a oggi si è lavorato quasi esclusivamente sull’analisi delle frequenze tipiche di una voce, anche se nel film 2001: Odissea nello spazio c’era chi avevaFoto AP. pensato di associare la voce ai movimenti delle labbra e del viso. Quello che 35 anni fa era fantascienza entra oggi nella realtà tecnologica con il progetto Avsr (Audio Video Speech Recognition). Usando simultaneamente un microfono e una camera televisiva, tipo WebCam, gli specialisti sono riusciti a migliorare del 55 per cento il livello di sicurezza nell’associare la voce all’autore. Ulteriori studi permetteranno di toccare livelli di certezza ancora più avanzati.

 

Le frontiere della ricerca
Un "mesone" troppo leggero

La Fisica subnucleare studia la struttura intima della materia a livelli che è difficile riuscire a immaginare: siamo infatti alle frazioni di decimi di millesimi di miliardesimi di centimetro. Sembra strano, ma è a questi livelli che esiste il vero "nuovo mondo": l’Universo detto subnucleare, retto da leggi rigorose e immutabili. È proprio per il rigore che pensiamo di essere riusciti a stabilire nello studio di questi fenomeni che un certo tipo di "colla" subnucleare, un "mesone" mai prima osservato, e battezzato Ds(2317), ha fatto scattare il campanello d’allarme. Questo tipo di "colla" risulta più leggera del previsto ed è necessario spiegarne i motivi.

Nella scienza galileiana è proibito lasciar perdere anche il minimo "dettaglio". La scoperta è stata realizzata, con una partecipazione determinante di fisici italiani dell’Infs (Istituto nazionale di fisica subnucleare), negli Usa (Stanford), usando una macchina a collisione tra elettroni e antielettroni.

 

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Turismo di altissima quota

Al prezzo del biglietto necessario per volare sull’unico supersonico commerciale, il Concorde, messo già a riposo, una società californiana ha lanciato il primo programma di turismo spazialeLa Penisola arabica dal satellite. In alto: un computer portatile dotato di un sistema di audio ricognizione. (foto AP) accessibile a una fascia di persone non ultraricche come quei pochi che hanno pagato milioni di dollari per diventare cosmonauti. La nuova odissea spaziale durerà meno di mezz’ora e porterà solo due passeggeri fino a 100 km di altezza. Lo spettacolo della Terra sferica è assicurato. L’effetto della quasi totale assenza di gravità durerà circa quattro minuti.


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