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Arriva
fuori tempo massimo – 16 anni di ritardo – Tandem di Patrice
Leconte, il regista dell’Uomo del treno e del Marito della
parrucchiera, che con Jean Rochefort ha trovato un’intesa perfetta.
Tanto scarto di tempo la dice lunga sul malessere del nostro sistema
distributivo, che, dopo il felice esito dell’Uomo del treno ha
inteso rimediare in extremis con l’abbinata Leconte-Rochefort. Tandem però non accusa il peso del tempo. Il titolo nasce da una strana coppia, il presentatore di un programma a quiz e un tecnico radiofonico, che girano in lungo e in largo la Francia. Mortez (un Jean Rochefort da incorniciare) è un divo sul viale del tramonto, che si tinge baffi e capelli nell’illusione di fermare il tempo. Rivetot (Gérard Jugnot) è più di un tecnico audio: è l’accompagnatore, segretario, autista, cameriere di Mortez. E Tandem è qualcosa di più di un film sull’amicizia: è una riflessione sulla simbiosi fra amore e dolore, sui legami di affetto, intesa e solidarietà che si creano nell’ambiente di lavoro, che maturano lentamente e in silenzio («Stiamo sempre appiccicati, ma non sappiamo nulla l’uno dell’altro») fino a cementarsi.
Tante gustose notazioni e una deliziosa ironia fanno da
spalla a una tessitura brillante e delicata. Con pagine memorabili, un
anticipo della Cena dei cretini e la mesta fine di una carriera
fissata nel volo dei gabbiani su una discarica.
Enzo
Natta
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