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Sulla scia del Ciclone, Pieraccioni tenta di ricalcare le orme del suo film più fortunato usando gli stessi ingredienti: la bella straniera dall’accento esotico, il colpo di fulmine, il discreto corteggiamento, la lunga e snervante attesa, il sogno che si fa realtà.
Si comincia con una favola che ribalta la storia di Cenerentola. Del principe azzurro si sono perse le tracce e al suo posto arriva un comune mortale. Ma l’apparenza inganna e i protagonisti altri non sono che marionette nelle mani di due bizzarri burattinai...
Fra cartoline turistiche di Ischia e scenette rappezzate con gli spilli, Il paradiso all’improvviso si stiracchia come può appoggiandosi su una gracile storiellina, sbriciolata in esili battutine non sempre di buon gusto. La sceneggiatura zoppica, la regia ha il fiatone e, per Pieraccioni, anche gli insistiti panni dell’attor giovine cominciano a farsi un po’ stretti.
Dopo I laureati, il suo primo film e
anche il migliore, il comico toscano ha vissuto di rendita. Ma, tira tira,
anche i patrimoni più consistenti tendono a esaurirsi. E lo stesso
Pieraccioni deve essersene reso conto, se ha sentito il bisogno di
nascondere la debolezza congenita del progetto dietro le maschere della
bellezza e della simpatia. Da una parte il volto luminoso di Angie Cepeda (l’attrice
colombiana protagonista di Pantaleon e le visitatrici di Francisco
Lombardi); dall’altra una spalla come Anna Maria Barbera (la Sconsolata di
Zelig) con le sue raffiche di battute ammiccanti e storpiature
lessicali.
Enzo
Natta
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